Flash e stativi per studio fotografico

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In uno studio fotografico, sono di fondamentale importanza le luci, nel senso di “insieme”: lampada più struttura portalampada. E proprio la struttura portalampada, ovvero gli stativi per studio fotografico rivestono un ruolo di primaria importanza in quanto permettono alla luce di ottenere e mantenere una determinata posizione.

Prima però di entrare nel merito degli stativi, facciamo una piccola digressione sui flash, altro modo per illuminare una scena. Da quanto avete potuto leggere in precedenza, il flash a batteria non è l’ideale per la fotografia di studio, e per vari  motivi:

  • le batterie: non è bello quando il flash di esaurisce e dovete perdere tempo a sostituire batterie che magari non avete sotto mano.
  • Il tempo di ricarica: le luci da studio sono in grado di ricaricarsi molto velocemente rispetto a soluzioni a batteria
  • La luce di modellazione: i flash non hanno una luce di modellazione, per cui non potete lasciarle accese per sistemarle ad hoc intorno al soggetto.

In ogni caso, vi sono delle situazioni in cui dei flash sono utili, anche se non proprio legati ad uno studio “statico”: se dovete andare in trasferta (ad esempio in uno studio non vostro o a fare un servizio fotografico in esterna dove corrente elettrica e peso dell’attrezzatura potrebbe essere limitante), ha senso usare dei flash.

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In particolare, il mio suggerimento è di acquistare almeno una coppia di flash TTL, ed una delle  migliori aziende in termini di rapporto prezzo/qualità è sicuramente la Yongnuo. Ad esempio il modello Canon YN685 è un flash TTL sincronizzabile fino a 1/8000s e con copertura zoom 20-200mm disponibile a circa 120€, un prezzo decisamente più basso di marchi più blasonati, ma con una resa abbastanza similare (per Nikon, ad esempio, uno dei modelli di riferimento è il YN565EX).

flash per studio fotografico

Alla bisogna un flash del genere può anche essere impiegato in studio nel caso ci sia un problema con le luci principali (se per esempio si fulmina una lampada), per cui he sempre bene aver qualche elemento “nel cassetto”.

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Come per le luci fisse, anche nel caso di flash bisogna dotarsi di remotizzatori. Oltre al modello riportato nel paragrafo relativo alle luci stroboscopiche, vi suggerisco di valutare sia il Modello YN-622C (due elementi a circa 80 euro) che il modello YN RF602 per Nikon o il modello YN RF602 per Canon (entry level), disponibile nel pacco da tre + elemento trasmittente per meno di 70 euro.

Gli stativi per studio fotografico e i portaombrelli

Quando si comprano gli stativi per le luci da studio (o per i flash), dovete fare attenzione a ciò che viene fornito insieme allo stativo stesso, nonché al peso che possono sopportare.

Per quanto abbiamo visto in precedenza, le luci devono essere spesso posizionate in alto, il che significa dotarsi di stativi sufficientemente alti, possibilmente scalabili. Uno dei migliori prodotti in circolazione è il Monfrotto 1004B in grado di estendersi fino a 366cm ed in grado di reggere luci/strutture fino a 9Kg. Ovviamente il prezzo è abbastanza alto, superando anche se di poco i 100 euro.

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Lo stativo in questione viene fornito privo di portalampada/portaombrelli, da comprare a parte: Il Monfrotto 026, ad esempio, è un buon prodotto da meno di 40 euro in grado di alloggiare sia un ombrello che una luce da studio (dotati di attacchi spigot, non va bene se volete aggiungere un  flash a batteria, serve un prodotto differente).

stativi per studio fotografico

Soluzioni alternative più economiche ma ancora professionali, i Dynasun W803 sono un buon compromesso anche perché è possibile trovarli in coppia (per risparmiare qualcosa): lunghi fino a 300cm sono in grado di sopportare un peso superiore ai 7kg per un prezzo inferiore (la coppia) agli  80 euro. Dotati anch’essi di attacco spigot, necessitato l’accoppiamento con il corrispondente porta-luce e porta-ombrello, come il Dynasun SA35RA (due pezzi per circa 20 euro).

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Inoltre, nella ricerca dello stativo, fate attenzione all’attacco per l’ombrello: ne esistono di due tipi, da 6mm e 8mm. Cercate di acquistare un portaombrelli da 8mm al fine di impiegare tutti gli ombrelli in commercio (e non legarvi ad un particolare modello/dimensione), così come preferite soluzioni in cui il portaombrelli possa ruotare intorno allo stativo per poter cambiare agevolmente posizione all’ombrello stesso.

Vi sconsiglio di acquistare stativi troppo economici, ovviamente, così come di fare molta attenzione a quelli dotati di braccio a giraffa: se non sono di altissima qualità tendono a piegarsi durante la sessione fotografica, con ovvi problemi.

In generale, comprate stativi pesanti. Se poi hanno le ruote, tanto meglio. Come vedremo nel prosieguo, le luci non sono l’unica cosa che vanno sistemate su degli stativi, ma ci sono anche le bandelle, i riflettori, i Gobo. Se per le luci da studio avrete bisogno di stativi alti, per gli accessori sono sufficienti modelli anche più corti ed economici.

Per tenere un riflettore esistono degli stativi con braccio mobile in modo da orientare a piacimento il riflettore stesso: uno stativo per riflettore della Neewer, ad esempio, costa meno di 40 euro. Ed averne un paio in studio è sempre una buona idea.

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Dotatevi anche di un paio di stativi molto corti: alcune luci vanno posizionate in basso e non possono, ovviamente, essere posizionate direttamente a terra (come il Monfrotto 5001B riducibile fino a 50cm o i due cavalletti presenti in questo Kit Still life).

stativi per studio fotografico

Anche un braccio sollevatore può essere una soluzione molto interessante per uno studio fotografico ma vi consiglio di fare molta attenzione: il peso delle luci potrebbe destabilizzare l’intera struttura, crollando sul vostro soggetto, una cosa non proprio bellissima. Nel caso in cui vi dotiate di un braccio telescopico, acquistatene uno con contrappeso (come il Monfrotto 420B): il prezzo non è indifferente ma vi assicuro che fa la differenza e vale il prezzo pagato. In alternativa potete sempre legare un sacco di sabbia all’estremità del braccio, nel caso non sia previsto di default (molti bracci telescopici finiscono con un gancio proprio per permettere l’aggiunta di un contrappeso).

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