Pilotaggio dei droni fotografici: nuova normativa dall’ENAC

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Il problema dei droni fotografici sta divenendo sempre più importante, soprattutto con il proliferare di strumenti più o meno amatoriali in grado di alzarsi in volo con carichi sempre maggiori, ovvero con fotocamere sempre più performanti. Con, in contemporanea, una riduzione di prezzo ed un incremento di affidabilità. In un precedente articolo vi abbiamo descritto l’attuale legislatura per i droni in generale: oggi dobbiamo fare una precisazione a riguardo, in quanto l’ENAC (Ente Nazionale di Aviazione Civile) ha pubblicato una versione rivista e corretta del Regolamento sui mezzi aerei a pilotaggio remoto. Versione che entrerà in vigore il 16 Agosto, ovvero 60 giorni dalla sua pubblicazione.

Le variazioni al tema originale sono piuttosto importanti e sono atte a, finalmente, differenziare in maniera netta l’uso di droni a scopi commerciali dai droni impiegati a scopo amatoriale. E la fotografia, ovvero fotografare con i droni può essere, in taluni casi, considerata nella seconda categoria.

Il punto più importante ma anche forse il più controverso è relativo al sorvolo delle aree urbane. Al divieto di quest’ultimo, nel nuovo regolamento viene permesso l’uso dei droni nelle aree urbane, così viene permesso il sorvolo anche di assembramenti di persone (cortei, manifestazioni, e via discorrendo). Questa autorizzazione, richiesta da più parti, va a sanare situazioni di illegalità diffusa (spesso vengono usati droni per scattare fotografie della folla, del palco…) ma va a creare scontento in chi, al contrario, vede nei droni un rischio per la sicurezza: un drone non è proprio leggerissimo e nel caso di caduta può causare danni a persone. Ovviamente il pilota remoto del drone, in caso di incidente, rimane titolare del risarcimento del danno.

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La normativa, in ogni caso, permette il sorvolo di aree ed assembramenti di persone sempre che non si voglia trasportare merci pericolose. Quindi potremmo dire “no” (in generale) alle consegne di pacchi, “si” alle fotografie tramite droni.

La seconda variazione, molto importante ma che ancora una volta fa storcere il naso a chi fa della sicurezza un baluardo, è l’incremento della distanza massima tra pilota e drone. Fermo restando il concetto che il drone deve sempre rimanere “in vista”, questo potrà spingersi fino a 500 metri in orizzontale e fino a 150 metri in altezza. L’ENAC potrà inoltre rilasciare del permessi ad hoc per estendere queste distanze. L’incremento della distanza, se da parte dell’utilizzatore è molto importante, dal punto di vista della sicurezza può causare dei danni. Un velivolo pilotato ad una distanza così ampia diviene più complesso da manovrare ed in caso di caduta (con danni) permetterebbe al pilota di “svanire” per non incorrere in sanzioni.

DJI Phantom 2 Vision fotografare con i droni
DJI Phantom 2 Vision

L’ENAC estende inoltre la possibilità di uso dei droni nelle CTR (una zona alla confluenza di rotte aeree in prossimità di aeroporti importanti) mentre nella precedente versione era vietato (vi è il limite di volo a 30 metri quando sotto le traiettorie di decollo ed atterraggio).

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Diviene obbligatoria la visita medica di classe LAPR nel caso di uso di droni fino ai 25Kg, mentre nessun attestato è richiesto per pilotare droni il cui peso massimo è di 300 grammi e la velocità massima inferiore ai 60km/h. Per farla breve, droni quali i Parrot o il Syma necessitano di un attestato.

Va da se che l’uso di droni per attività fotografica è molto più semplice ma è richiesta la visita medica

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La visita medica per pilotaggio di droni fotografici

Richiedere il certificato medico per il pilotaggio dei droni in generale, compresi i droni fotografici, non è come richiedere il certificato medico per attività agonistica. Ad essere abilitati al rilascio ci sono tre entità in Italia, ovvero:

  • AMS: Struttura Aeromedica dell’ENAC
  • AeMC: Centro Aeromedico certificato dall’ENAC .
  • AME: Esaminatore Aeromedico certificato dall’ENAC

 

 

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