Fotografia Astronomica: indice

La fotografia astronomica è una delle discipline più difficili da praticare, sia per quanto riguarda l’attrezzatura sia per quanto riguarda l’ambiente. Infatti, a meno che non vi troviate in una zona con una totale assenza di inquinamento luminoso o causato da smog, nelle città è quasi impossibile praticare la fotografia astronomica, come anche in quei paesi o lungo le strade dove ci sono molte luci artificiali.

Per esercitare la fotografia astronomica, l’ideale sarebbe di portare con voi una tenda da campeggio e di andare in un luogo isolato e dove potete vedere bene il cielo notturno. Se decidete di partire per la spedizione durante una notte in cui non c’è la luna o che è particolarmente chiara e priva di nuvole, potreste riuscire ad avere dei risultati davvero sorprendenti. Attenzione: a meno che non siate accompagnati da qualcuno che li ha con sé, portate con voi il cellulare, la torcia elettrica e un numero da chiamare in caso di emergenza!

fotografia astronomica
By: Andy RobertsCC BY 2.0

La tecnica della lunga esposizione

La tecnica della lunga esposizione mostra in maniera chiara il movimento delle stelle. Ovviamente per riuscire a riprenderli in modo efficace, la luce dev’essere bassa, ma dato che non potete regolare la luminosità del cielo, la strada migliore da percorrere è quella dei tentativi, anche se ce ne vorranno diversi prima di riuscire a cogliere una composizione ottimale del cielo notturno. Cominciate con un’apertira di f/8 e provate con una prima esposizione di 5 minuti. Per fare questo, avrete bisogno della modalità bulb e che si trova sulla vostra macchina, contrassegnata da una B che si trova sul selettore dei modi di esposizione. Questa modalità vi permette di tenere l’otturatore aperto fino a quando tenete premuto il pulsante di scatto, quindi sarebbe meglio effettuare lo scatto a distanza per evitare di far tremare in modo eccessivo il corpo della macchina, ottenendo come risultato delle foto sfocate o poco nitide.

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Le macchine fotografiche migliori per la fotografia astronomica

Tutte le macchine fotografiche, dalla digitale compatta alla reflex usata per scopi professionali, possiedono un limite della lunghezza di esposizione che si può raggiungere con la modalità B. I limiti più brevi, in genere di 30 secondi, li possiamo trovare in macchine fotografiche molto basilari. Cosa vuol dire? Significa che prima che riusciate ad ottenere la composizione che state cercando, dovrete scattare più inquadrature per poi combinarle con un programma come Photoshop per avvicinarsi il più possibile all’effetto desiderato.

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By: Mount Rainier National ParkCC BY 2.0

Alcuni modelli di DSRL, che sono molto avanzati (anche se più costosi), consentono l’esposizione in modalità B per più di un’ora. Tuttavia, anche quest’ultimi possono presentare delle problematiche a livello tecnico, delle quali bisogna essere consapevoli per non rimanere delusi.

Come liberarvi dal problema del rumore

Nonostante nella fotografia astronomica si utilizzi un ISO basso, questo non protegge  il fotografo dal problema del rumore. Ciò deriva dall’esposizione lunga a cui viene portata la macchina e di solito si manifesta con la comparsa di pixel dai colori caldi, o apparentemente incastrati, che tendono al rosso, al blu e al verde brillante. Tuttavia, esiste un sistema per disfarsi di questa problematica: molte macchine fotografiche hanno incorporato un riduttore del disturbo per esposizioni superiori ad una certa soglia, in genere di mezzo secondo. Inoltre una seconda esposizione viene registrata dopo lo scatto principale, ma con l’otturatore chiuso, per far sì che la macchina veda tutto nero.

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Gli svantaggi principali della riduzione del rumore

Anche la riduzione del rumore, pur riuscendo ad avere dei risultati pazzeschi quando si fotografa il cielo notturno, non è completamente esente dai difetti. I principali inconvenienti che si possono verificare quando si decide di ridurre il rumore sono due: il primo riguarda il tempo, che può incidere in maniera importante quando state fotografando una scia di stelle, in quanto la riduzione della distorsione dev’essere registrata nello stesso momento in cui fate lo scatto principale. Ciò significa che se il tempo a disposizione è di un’ora, anche il periodo di riduzione della distorsione durerà un’ora, e in alcuni casi anche di più, e durante questo tempo non potrete usare la macchina per fare altro. Il secondo problema, e anche questo non è per niente irrilevante, riguarda la durata delle batterie: un’esposizione lunga può esaurirle in fretta. Quindi, se intendete utilizzare questa tecnica, dovreste avere una macchina fotografica che possa essere ricaricata con la batteria dell’automobile (ci sono accessori pensati per questo scopo) oppure, e questo è un modo più semplice, avere più di una batteria carica a disposizione o anche più di una macchina fotografica.

Fotografia astronomica: osservate bene le fasi lunari

Un cielo senza nuvole e limpido è la prerogativa nella fotografia astronomica, ma fate attenzione anche alle fasi lunare: la luna piena sommergerà il cielo con la sua luce, impedendovi l’uso di un’esposizione che superi i 5 minuti. La migliore luce di stelle, oltre che lontana dalla luce della città e nelle notti senza luna piena, si cattura anche in quelle notti dove c’è pochissima luce lunare, come ad esempio in quelle dove è presente solo una falce sottile o un quarto di luna (anche se anche in quel caso è molto al limite).

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By: COD NewsroomCC BY 2.0

Esercizio pratico: fotografate una scia di stelle

Dopo la teoria, vediamo di passare ora alla pratica. Un’esposizione lunga può raccogliere dettagli che non sono visibili ad occhio nudo, come ad esempio il movimento rotatorio della Terra. Per iniziare a fare pratica con la fotografia astronomica, potete iniziare a puntare il vostro obiettivo verso una delle stelle polari. Nella fotografia astronomica, oltre ad una torcia elettrica e ad un cellulare nel caso vi succeda qualcosa, è imperativo anche l’uso di una mappa astronomica. Per riprendere una scia di stelle, potete utilizzare un teleobiettivo, oppure includere dei dettagli che fungano da punto di riferimento grazie ad un quadrangolo. La torcia elettrica può essere usata anche per illuminare dei dettagli in primo piano, altrimenti se volete ottenere un effetto più naturale, potete servirvi anche di una candela (attenzione: non usate questa soluzione durante l’estate o un periodo secco per il rischio elevato di provocare incendi).

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La fotografia Astronimica: Indice dello speciale

Per chi fosse appassionato di fotografia astronomica, abbiamo preparato un intero speciale: 16 articoli completamente dedicati a questo tipo di fotografia, tramite i quali potrete entrare maggiormente in contatto con un mondo fantastico e …spaziale.

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Francesca Orelli: è nata a Mendrisio (Svizzera) il 9 febbraio 1988, ma ha viaggiato in tutta l'Europa e attualmente vive in un piccolo paesino della Valle di Muggio e immerso tra le montagne. Ha iniziato a muovere i primi passi come fotografa nel 2009 e adesso esercita la professione come freelance, dopo essersi specializzata nella fotografia pubblicitaria, naturalistica, still life e glamour. Quando non ha l'occhio o lo sguardo fisso sullo schermo LCD della sua Nikon 600D o della sua Canon 1100D, studia per laurearsi in lettere moderne e collabora attivamente come seo writer e giornalista indipendente per diversi blog. Tra le sue pubblicazioni: “Sognando Rock” (Edizioni Creativa, 2008), “Nelle mani della ribelle” (Edizioni Leucotea, 2012) e “Innamorata di un cantante” (Edizioni Leucotea, 2015).