I vantaggi della sovraesposizione

0
4571

Nella fotografia, il termine sovraesposizione è utilizzato per descrivere quando una pellicola o un sensore fotografico ha ricevuto troppa luce, il che si traduce in una fotografia troppo chiara. Di principio, ed in particolare con la fotografia analogica, la sovraesposizione è un problema in quanto rovina la fotografia finale. Completamente differente è però nell’ambito della fotografia digitale dove la sovraesposizione è molto più tollerata ma addirittura cercata.

Scatto normale e con Sovraesposizione

Per comprendere meglio il perché la sovraesposizione può essere usata a nostro vantaggio, dobbiamo cominciare con l’evidenziare la differenza tra occhio umano e sensore fotografico nell’ambito della distribuzione dei grigi (ovvero la capacità di catturare le sfumature di grigio):

sovraesposizione - distribuzione toni di grigio su di un sensore

----- annuncio pubblicitario ----- ----- annuncio pubblicitario -----

Come si vede dall’immagine qui sopra, l’occhio umano è in grado di passare dal nero al bianco in maniera uniforme. Al contrario, il sensore fotografico non è in grado di fare lo stesso, ma si concentra più sui toni verso il bianco. In particolare, considerando che (nel caso di 12 bit) i livelli sono 4096, solo 64 sono dedicati al nero, 128 ai grigi molto scuri, 256 ai grigi medi mentre il restante (3584) sono dedicati ai grigi chiari.

Questo significa, in soldoni, che la fotocamera non vede come l’occhio umano ma interpreta in maniera differente la scena, riducendo particolarmente la zona dei grigi scuri.

Quando andiamo a fotografare una scena dove sono presenti ombre o in generale una scena scura, la gamma dinamica della stessa sarà spostata verso sinistra, ovvero nella zona dei grigi più scuri: nell’esempio qui di seguito, la gamma dinamica è rappresentata dal rettangolo giallo, spostato tutto a sinistra in quanto la scena è scura.

----- annuncio pubblicitario ----- ----- annuncio pubblicitario -----

sovraesposizione - gamma dinamica corta

In fase di post produzione, al fine di rendere la scena più luminosa, si modifica l’esposizione della scena: se però la gamma dinamica è molto “compressa”, aumentarla (o meglio estenderla) farà comparire parecchio rumore all’interno dell’immagine, rovinandola (nel caso l’immagine sia molto scura si arriverà anche alla posterizzazione – ovvero al salto netto da un tono ad un altro – di alcune parti dell’immagine stessa). Di massima, possiamo dire che più è estesa la gamma dinamica più sarà facile effettuare modifiche all’esposizione senza rovinare l’immagine.
sovraesposizione - rumore e posterizzazione
questa immagine era scura: l’incremento dell’esposizione in fase di post produzione ha introdotto rumore e posterizzazione

Ora, ipotizzate di sovraesporre la stessa scena. Sovraesponendola andrete a catturare un’immagine sicuramente più chiara, più “slavata”, ma la gamma dinamica sarebbe qualcosa del genere:

sovraesposizione - gamma dinamica ampia

----- annuncio pubblicitario ----- ----- annuncio pubblicitario -----

Dov’è il vantaggio della sovraesposizione?

Il vantaggio è presto individuato: ridurre una gamma dinamica non comporta aggiunta di rumore o di posterizzazione, esattamente al contrario dell’incremento della gamma dinamica.

Quindi, nel secondo caso (immagine sovraesposta) possiamo ridurre l’esposizione della nostra immagine (scurirla) senza andare a perdere qualità mentre con la prima immagine (esposizione normale sottoesposta) non possiamo schiarirla se non vogliamo incidere sulla sua qualità.

----- annuncio pubblicitario ----- ----- annuncio pubblicitario -----

Ovviamente se non avete intenzione di post processare le vostre foto questo discorso non ha senso, ma se credete che un ritocco all’esposizione possa essere necessario, allora ricordate sempre che la sovraesposizione vi permette maggiore libertà.

La sovraesposizione corretta

La sovraesposizione, ovviamente, non è tutta rose e fiori: se si esagera si vanno a bruciare i chiari, ovvero la macchina fotografica non riuscirà a distinguere i vari livelli di bianco in una determinata parte della fotografia, equiparandola a bianco assoluto. Se il sensore della macchina fotografica non è stato in grado di rilevare delle differenze tonali nella vostra foto o in una parte di essa, l’informazione (ovvero l’immagine) è persa per sempre e non potrete recuperarla in fase di post produzione.
Ciò significa che, quando sovraesponete, dovete fare molta attenzione a non bruciare i bianchi. Se osservate l’istogramma dell’immagine sul display della vostra macchina fotografica, potete facilmente rendervi conto se state bruciando delle zone: nell’esempio qui di seguito è evidente come ciò sia accaduto, con le linee di destra al limite dell’istogramma.
sovraesposizione - istogramma sovraesposto
A parte la valutazione tramite istogramma, tendenzialmente non si dovrebbe mai esporre più di 2 stop (a meno di immagini veramente scure). In ogni caso, dipende tantissimo dal tipo di scena che state fotografando e soprattutto su quale parte della scena avete fatto la misurazione. Se questa comprende parti chiare, provate a esporre su di esse piuttosto che su zone più scure: in questo modo la macchina fotografica non brucerà i chiari ma andrà a sovraesporre le zone scure (quindi usate un metodo di misurazione a spot piuttosto che una media).