La Fotografia di Concerto

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Fare fotografie ad un concerto non è una cosa particolarmente semplice e per quattro motivi in particolare:

  • la luce: molto variabile a causa dei diversi colori che si alternano o si mischiano. Se siete nel parterre, probabilmente vi verrà vietato l’uso del flash. Mettetelo in conto.
  • il movimento: a meno di essere ad un concerto di musica classica, gli artisti tendono a spaziare per tutto il palco anche molto velocemente. E senza preavviso….
  • la calca: anche se siete nel parterre dedicato ai fotografi, ce ne saranno tanti. Spintoni e spallate per accaparrarsi il posto migliore non mancheranno. Se siete in mezzo al pubblico la situazione, ovviamente, diventa ancora più complessa.
  • Il tempo: tiranno soprattutto se si è nel parterre. In queste zone non si può sostare a lungo, probabilmente il tempo di una o due canzoni al massimo, dopodiché vi faranno accomodare fuori (siete fotografi, non spettatori del concerto).

Prepariamoci al concerto

Fotografare una performance live sul palco è molto diverso da qualsiasi altro tipo di fotografia e probabilmente una gran quantità di scatti è necessario prima di essere realmente pronti per un grande palcoscenico: cominciate a fotografare artisti sconosciuti, dove il fattore tempo non sarà un problema. Passare ad un grande evento è infatti complesso per quanto elencato sopra e, considerata la difficoltà nell’ottenere un pass fotografo, sarebbe un peccato sprecarlo facendosi cogliere impreparati. Prima di passare quindi ad un grande evento, siate sicuri di voi stessi, della vostra macchina, della vostra attrezzatura, e delle vostre capacità fotografiche.

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Abituatevi a lavorare in assenza di luce, senza flash, in mezzo alla gente e ai buttafuori. Imparate a fotografare mentre qualcuno vi spintona e in mezzo ad un frastuono assordante.

fotografia di concerto
Pexels / Pixabay

Ottenere un Pass Fotografo

Una volta che siete sicuri nella vostra capacità di scattare foto ad un concerto, vorrete avere modo di accedere al parterre fotografico: relativamente tranquilla e immediatamente ai piedi del palco, l’ideale per i fotografi.

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L’accesso è in genere controllato dal promoter dei concerti e spesso gli stessi promoter gestiscono i pass fotografici, così come il manager del cantante o della band. I pass non vengono ovviamente rilasciati a chiunque ma a chi, quelle foto, le userà per pubblicizzare l’evento o il cantante. Difficilmente per esempio le riviste specializzate si vedranno negare un  pass, così come i fotografi di grande fama o con siti personali molto frequentati. E noi? Noi, purtroppo, siamo ben poca cosa a confronto e ben poco possiamo offrire in cambio a chi distribuisce i pass.

Il modo più semplice per poter ottenere un pass, è farsi accreditare mediante una pubblicazione (le referenze sono sempre fondamentali in questi casi) o da un’agenzia fotografica. E’ improbabile che ci verrà concesso l’accesso se ci presentiamo come semplici fotografi freelance.

Una seconda possibilità, probabilmente più facile da seguire, è quella di offrirsi gratuitamente a siti web o riviste abbastanza note: lavorereste gratuitamente per loro ed in cambio potrebbero essere in grado di accreditarvi.

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Il consiglio è quello di contattare, prima di tutto, riviste forografiche (se ne trovano a bizzeffe online). Offritevi come fotografi di eventi chiedendo come compenso esclusivamrente l’accredito per ottenere un  pass. Per eseperienza, su una dozzina di riviste contattate, almeno due o tre vi risponderanno positivamente mettendovi alla prova con un concerto, magari minore, ma sempre un concerto sarà.

Ovviamente non dimenticate di contattare direttamente anche chi ha organizzato l’evento: una semplice mail con spiegato chi siete, cosa avete fatto (se avete dei link a foto online inseriteli) e cosa volete fare (fotografare l’evento!) possono essere in grado di aprirvi le porte del parterre! Ovviamente non aspettatevi risposte: normalmente meno del 10% degli organizzatori risponde, e solo l’1% sarà disponibile a fornirvi un pass. L’importante, in ogni caso, è non scoraggiarsi e perseverare!

fotografia di concerto
Pexels / Pixabay

Come si fa a trovare riviste cui offrirsi?

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Il modo più semplice per trovare riviste per cui fare fotografie è quello di cercarle in internet tra le recensioni dei concerti nella vostra zona. Una volta che si dispone di un elenco di riviste, giornali e siti web che agiscono nel settore dei concerti, non dovrete fare altro che inviare una mail o fare una telefonata.

Siate persistenti, caparbi, gentili e professionali. Il talento è importante, ma non sostitutuisce l’affabilità e la cortesia.

Come si fa a trovare i contatti stampa?

Se il promoter non ha un contatto in chiaro, la vostra prima tappa dovrebbero essere i siti web della band (Facebook, Myspace, etichetta discografica e management). Cercate le informazioni di contatto del rappresentante stampa o di chiunque sia associato con la gestione dell’etichetta, della band o dell’evento.

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In assenza di informazioni di contatto, una semplice ricerca su Google dovrebbe portare ad ottenre un indirizzo e-mail, un indirizzo postale o un numero di telefono di qualcuno che potrebbe indirizzarvi nella giusta direzione. E non abbiate paura di contattare qualcuno telefonicamente: probabilmente, telefonicamente, avrete enormemente più chances di ottenere ciò che anelate.

fotografia di concerto
Pexels / Pixabay

Preparazione

Essere preparati non significa solo avere la marcia giusta. Significa avere il corredo a portata di mano. Avete presente i pescatori con quei loro giubotti con mille tasche? Ecco, qualcosa di simile:il tempo è poco e non potete sprecarlo. Molti fotografi per esempio usano due macchine fotografiche: una con montanto un obiettivo grandangolare ed uno con montato un teleobiettivo. In questo modo si evita la perdita di tempo per il cambio dell’ottica, non sempre facile in un ambiente del genere. Tenete ovviamente sempre pronto un flash, nel caso sia consentito. E non dimenticate le batterie di ricambio e delle schede di memoria di riserva.

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La macchina fotografica

Quasi tutti i fotografi per i concerti lavorano con reflex digitali. Poiché la luminosità è molto bassa, è necessario usare un valore di ISO alto, tant’è che il valore di “base” è spesso ISO 80: questo significa che dovrete scegliere una macchina fotografica in grado di generare il minor rumore possibile ad alti ISO. Ad esempio la Nikon D800, a causa dei tanti megapixel di cui è dotata, ha una risposta peggiore in termini di rumore rispetto, per esempio, ad una D600.

Obiettivi

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Tutto dipende ovviamente dal  luogo e dalla luce, ma in generale bisognerebbe orientarsi verso un obiettivo fisso con una grande apertura (f2.8 o meno). Si tratta di lenti molto veloci e anche non particolarmente costose (oltre che luminose). E come detto la luminosità è fondamentale visto l’ambiente in cui andremo ad operare.

Un “must” è sicuramente un bel 50mm f1.8: usati di qualità si trovano a partire dai 100€.Ad esso andate ad aggiungerci un buon tele ed un grandangolo: in questo modo sarete in grado di coprire tutte le differenti situazioni. Se possibile, montate le lenti su differenti macchine fotografiche: il tele sulla macchina più evoluta, l’ottica fissa su quella meno (io ho una d5000 e una d800 per esempio ed uso il tele con la D800 per via di un maggior controllo del sistema finale).

Tenete anche presente che se ci aggireremo nel parterre anteriore il palco, un lungo teleobiettivo non è necessario. Anzi, potrebbe essere particolarmente scomodo. Normalmente, da quelle posizioni, non ci si spinge mai oltre i 100mm

fotografia di concerto
Pexels / Pixabay

Obiettivi: Alcuni suggerimenti

Nikon AF-S VR 70-200mm f/2.8G IF-ED

Il compagno perfetto. Ottima luminosità per uno zoom potente. Il tutto con l’anti vibrazione. Non è però il massimo se siete sotto al palco.

Nikon AF 50mm f/1.4

Molto buono in condizioni di scarsa luminosità, direi che è essenziale per la ripresa sotto palco.

Tamron SP AF28-75mm F/2.8 XR Di LD Asferico (IF)

Questo versatile obiettivo vi permette di coprire sia la visione grandangolare che di primo piano. Pecca magari in luminosità, ma si difende in termini di prezzo.

Nikon 14-24mm f/2.8

Un buon grandangolare ad un prezzo non esorbitante. Un must per le visioni d’insieme

Mi serve attrezzatura nuova?

Basta guardare i primi lavori di Jim Marshall o Bob Gruen (due guru del settore) per rendersi conto che l’apparecchiatura è l’ultimo dei problemi. Una macchina fotografica è buona solo se il fotografo che la usa è buono. Si possono fare ottime foto con una usa e getta e pessime foto con la più costosa delle reflex!

Avere la migliore attrezzatura rende solo il lavoro più facile (una reflex full frame ha per esempio un bottone per l’accesso al bilanciamento del bianco sul corpo macchina mentre una half frame no…): l’unico vero  motivo per aggiornare la vostra attrezzatura è legato all’impossibilità di creare un determinato tipo di immagine che abbiamo in mente. E vi assicuro che, anche con una compatta evoluta, ce ne vuole per raggiungere i limiti dell’apparecchio.

Infine, prima di procedere con l’acquisto di un qualunque apparato, ricordatevi che è possibile noleggiarli. Un teleobiettivo, per un giorno, costa intorno ai 35/40€. Molto meno che acquistarlo!

fotografia di concerto
mikewallimages / Pixabay

Le Impostazioni della fotocamera

ISO

Probabilmente si dovrà impostare il livello ISO tra 800 e 1600. A 1600 le immagini saranno granulose, ma a volte è inevitabile a causa della scarsa luminosità del palco che andrete a fotografare. Se siete in un luogo con molta luce ovviamente impostate un valore di ISO inferiore.

Misurazione

Se la fotocamera consente di modificare il tipo di misurazione della luce, impostatela su “parziale” o “spot”. In questo modo eviterete che lo sfondo vada a influenzare la misurazione globale. Tanto più se state effettuando un primo piano dove l’unica cosa realmente importante è il cantante.

Apertura

Per consentire la maggior quantità di luce al sensore della fotocamera, aprire quanto più possibile il diaframma, a f2.8 o inferiore se l’obiettivo lo permette. Di contro, avrete solo una piccola area a fuoco, quindi dovrete essere molto precisi nella messa a fuoco dei soggetti

Velocità dell’otturatore

In condizioni di scarsa illuminazione avrete bisogno di scattare con tempi di posa lunghi per ottenere una sufficiente quantità di luce sul sensore. Ricordate che più lenta è la velocità dell’otturatore più è probabile che i vostri scatti risultino mossi a causa sia del movimento del soggetto che delle vostre mani.

Non esagerate con la velocità, rischiate la sottoesposizione: se l’immagine è nitida e leggermente sottoesposta si potrà sempre recuperare in post produzione. Se al contrario l’immagine non è nitida, non vi resta altro che buttarla via.

Inoltre, se si sta utilizzando un teleobiettivo, ricordatevi di impostare un tempo di scatto più corto: il mosso dovuto alle vostre mani è preponderante in questi scatti.

fotografia di concerto
SplitShire / Pixabay

Apertura e velocità dell’otturatore: questi sconosciuti

Se siete neofiti di questo tipo di fotografia, impostate la fotocamera a priorità dei tempi o a priorità di diaframma e fate alcuni scatti di prova. Ad ogni scatto controllate sullo schermo il risultato e date un occhio all’istrogramma per capire se l’immagine è correttamente esposta. Se necessario, sottoesponete la foto, avrete modo di recuperare in fase di post produzione. Quando tornate a casa, date un occhio anche ai dati Exif. Affiancate tempo di scatto e apertura di diaframma ad ogni foto e memorizzateli. Saranno i vostri punti di partenza per il prossimo concerto.

Bilanciamento del bianco

Tecnicamente parlando, più accurato è il vostro bilanciamento del bianco durante gli scatti, più preciso sarà l’istogramma RGB. Più sarà accurato l’istogramma RGB, più facile sarà giudicare se l’esposizione è corretta.

Nell’ambito di un concerto, il bilanciamento del bianco automatico può essere un vantaggio ed uno svantaggio. Un vantaggio in quanto la macchina fotografica può provare di volta in volta ad adattarsi al momento, uno svantaggio perché può prendere delle cantonate esagerate tale da rendere vano il vostro lavoro.

Ad un concerto, spesso e volentieri, c’è un colore predominante, di solito il rosso: bene, bilanciare il bianco in modo da ridurre la dominante rossa e non preoccupatevi più. Almeno finquando non sarete a casa: gran parte del bilanciamento del bianco si può fare in post produzione. A patto che stiate salvando il formato RAW e che la foto non sia troppo sbilanciata su di un colore. Ma attenzione a quando fate queste modifiche: se date un occhio ad un po’ di pubblicazioni, vi potete rendere conto come spesso le riviste accentuano uno o più colori. Si tratta di una questione stilistica che dovete tenere a mente se avete intenzione di “vendere” il vostro lavoro.

fotografia di concerto
PublicDomainPictures / Pixabay

Il flash
Siete ad un concerto a poche centinaia di metri dal palco. Intorno a voi centinaia di flash di macchine fotografiche. Ma servono sul serio? Dipende dalla posizione: se siete distanti parecchi metri (oltre i 5) assolutamente a nulla! Anzi, nel migliore dei casi il flash non farà nulla, nel peggiore metterà in risalto il fumo della sigaretta del vostro vicinoo la pelata di chi vi sta dinanzi. Se poi avete la macchina fotografica in automatico, la frittata è fatta: essa si tarerà per riprendere ciò che è a portata di flash…non certo il palco che è ben distante da voi.Morale della favola: se siete lontani dal palco, disattivate il flash.

Se siete vicini al palco e si utilizza il flash, e se l’organizzazione ve lo consente (generalmente NO),  l’artista sarà sicuramente luminoso ma qualsiasi cosa sullo sfondo sarà scura con il rischio di perdere tutta l’atmosfera. Qual è la soluzione? Misurate la luce ambientale in assenza di flash in modo da rendere visibile lo sfondo o ciò che vi interessa al di fuori del soggetto (anche e soprattutto allungando il tempo di esposizione). Quindi accedete il flash e fotografate: in questo modo otterrete un bello sfondo ed un cantante molto luminoso (il flash in questo caso congela il movimento).In questo modo, nonostante la bassa velocità dell’otturatore , il soggetto sarà a fuoco (congelato) e lo sfondo sarà visibile. Naturalmente si può far rimbalzare la luce flash per evitare la luce diretta (che appiattisce il viso del soggetto) e l’effetto occhi rossi. In mancanza di muri o soffitti (probabile) potreste usare una semplice diffusore per ammorbidire la luce. Se poi avete modo di muovervi in liberà (non quindi ad un concerto di Madonna) potreste pensare di sistemare un flash di lato e comandarlo con un remotizzatore…ma credo sia più fantascienza che altro!
Occhio al fumo, questi può essere il nostro migliore amico o il nostro peggior nemico. Se il fumo è davanti al nostro soggetto, allora il flash illuminerà il fumo: disattivatelo. Se il fumo è invece alle spalle, probabilmente l’uso del flash renderà più interessante la vostra immagine.

Cogliamo l’attimo
Quando è troppo buio e siamo lontani dal palco e quindi non si può usare il flash, dobbiamo avere la pazienza di aspettare fino a quando la luce di un faretto colpisce”solo” l’artista. Resterete sorpresi sorpresi di notare come  le immagini scure con solo il cantante illuminato da un occhio di bue o un faretto in alto sono migliori rispetto ad una foto dove tutte le luci sono accese. Ricordate: fotografare ad un concerto non è come fotografare un panorama dove l’importante è avere una visione “totale”: nella fotografia di concerto bisogna essere capaci di catturare il particolare, l’atmosfera.. Una luce fissa può rendere più facile la fotografia, ma fa produrre immagini decisamente più noiose e banali.

concerto
skeeze / Pixabay

Le silhouette come soluzione
Le ottiche con aperture superiori a f/2,8 possono causare problemi quando si cerca di catturare un soggetto correttamente illuminato. Questo soprattutto a causa delle luci cangianti sia in termini di colore che di posizione che di intensità. Se la vostra attrezzatura non è quindi molto luminosa, una delle soluzioni consigliate è quella fotografare le sagome, le silhouette. Dovrete solo attendere che le il nostro soggetto non sia direttamente illuminato: se per esempio i faretti illuminano la band alle spalle del cantante, quello è il momento giusto.  Ovviamente affinché la silhouette possa essere ottenuta, dobbiamo  impostare la fotocamera manualmente per consentire la sottoesposizione. Potete o giocare sulla compensazione dell’esposizione (andando in negativo) o banalmente aumentare la velocità dell’otturatore o chiudere il diaframma fino a quando il soggetto sarà completamente buio. In queste situazioni, sarà difficile mettere a fuoco la fotocamera: passate alla messa a fuoco manuale.

Colore
Nella maggior parte delle foto di concerti, il colore dominante è il rosso. Puntate sempre a sottoesporre le foto per evitare di ottenere zone bruciate, sistemate un bilanciamento del bianco in modo da compensare appunto il rosso (o la dominante cromatica più forte), fatevi amico il tecnico delle luci per farvi spiegare, appunto, quali sono i colori principali e modificate il vostro bilanciamento del bianco di conseguenza (vi siete accorti, vero, che potete lavorare su una griglia colorata, al fine di bilanciare in particolare un colore?). Se non avete avuto successo con questi metodi, c’è l’ultima spiaggia: la conversione in bianco e nero. Funziona!

Composizione
Fino ad ora abbiamo parlato solo di questioni tecniche, ma non dobbiamo dimenticare di affrontare il problema della composizione. Anche in un concerto non è sufficiente che la foto sia tecnicamente perfetto, bisogna sempre aggiungere una “storia” allo scatto. A volte un’immagine da vicino dove si vede solo la chitarra è più espressiva della foto dell’intera band, a volte è vero il contrario: nella fotografia di concerto non ci sono regole predefinite ma si dovrà decidere ad ogni singolo spettacolo in funzione degli effetti di luce, della posizione delle persone sul palco, degli effetti scenici al fine di scegliere il modo “giusto” in cui fotografare il cantante o la band.

Alcuni consigli che potrebbero tornarvi utili:

  • Utilizzare gli angoli della cornice di evidenziare il tuo soggetto posa o gesto.
  • Includete le braccia tese, le mani o altre parti del corpo del soggetto che trasmettono l’emozione del momento.
  • Includete il plettro e la chitarra.
  • Escludete elementi di distrazione come monitor o apparecchiature
  • Includete le luci se aggiungono atmosfera alla composizione.
  • Includete più di un membro della band nella fotografia.
  • Se l’artista ha una vasta porzione di stadio ale spalle o di lato, mostratela nella foto.

A proposito, ricordate che le prime tre canzoni di un concerto non sono facili da indovinare (perché, ricordo, avrete tre canzoni di tempo al massimo per fare le foto dal parterre). Fare ipotesi plausibili in base alla conoscenza dell’artista, unita alla conoscenza del luogo (fate sempre un sopralluogo) può fare la differenza tra un servizio fotografico mediocre ed un fantastico. Se non avete familiarità con entrambi, la conoscenza del soggetto e del luogo possono essere raccolti ovunque su internet, magari consultando altre fotografie. YouTube, Flickr e Google sono i vostri migliori alleati.

Come si fa a farsi notare da riviste come Rolling Stone?

Prendete una copia della rivista e trovare l’indirizzo postale (di solito è in prima pagina). Inviate loro una semplice cartolina con stampata una delle vostre foto migliori e sul retro le vostre informazioni di contatto, sito web compreso. Online esistono tantissimi servizi che vi consentono di stampare cartoline a poco prezzo ed un francobollo non costa così tanto. Provate, tanto, male che vada, cestineranno la cartolina!

 

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Fondatore di Fotografare in Digitale, ho sempre amato il mondo della fotografia e la possibilità di catturare un momento, un attimo, una sensazione tramite un semplice scatto. Nato come fotografo per caso quando misi le mani sulla mia prima Nikon D1, ho ampliato le mie conoscenze ed esperienze fotografiche, decidendo quindi di condividerle con chiunque fosse interessato alla fotografia. Sono un fotografo amatoriale di buon livello e continuo imperterrito a girare per le città con la fedele Nikon (ora una D800) appesa al collo.