La composizione fotografica – la regola dei terzi

La griglia dei terzi

Come anticipato nel post introduttivo sulla composizione fotografica, la regola dei terzi è una delle basi della composizione. Si tratta di una semplice regola che divide l’immagine in nove quadranti tramite due righe verticali e due righe orizzontali posizionate ad 1/3 e 2/3 della scena o meglio della scena che vediamo tramite l’oculare o il display: moltissime macchine fotografiche, per aiutare il fotografo, permettono di sovrapporre alla scena proprio questa griglia.

Abbiamo già parlato di questa tecnica di composizione nel post sui sistemi assiali riportando esempi di fotografi storici che, possiamo dire, hanno creato queste tecniche: replicarle ovviamente è si facile dal punto di vista squisitamente tecnico, ben più difficile da quello artistico.

La regola dei terzi è banalmente semplice: bisogna comporre la scena in modo tale che i punti focali della scena ricadano sulle linee o sui punti di intersezione di questi ultimi.

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Come primo esempio, guardiamo questo fiore: il fotografo ha fatto in modo che la corolla sia posizionata perfettamente sul punto di intersezione di due linee mentre il gambo si sviluppa lungo la linea del secondo terzo.

regola dei terzi
By: Roberto BusattoCC BY 2.0

In questo panorama il fotografo ha fatto in modo che sole e riflesso siano allineati su linea a sinistra mentre  orizzonte risulta allineato con la linea più bassa della griglia dei terzi.

Regola dei terzi
Copyright Beppe – Fotografare in Digitale

Nel caso di ritratti, bisogna fare in modo che l’occhio ricada in un punto di intersezione o che la linea degli occhi o la bocca coincidano con una delle linee orizzontali della griglia. Nella foto di sotto, il fotografo ha fatto anche in modo che il soggetto sia completamente nel terzo terzo della scena (o almeno la parte predominante del soggetto stesso).

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regola dei terzi
By: Alan CleaverCC BY 2.0

Nella foto di O’Nions la regola dei terzi è applicata alla lettera: la ragazza è posizionata sulla riga sinistra, la testa all’intersezione delle due linee e l’orizzonte è nel rigo “alto”.

 

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Copyright Nathan O’NionsCC BY 2.0

Rogercarr, nella sua foto, ha posizionato gli occhi del bambino sono sulla riga “alta” e l’occhio sinistro è all’intersezione di due righe, così come l’occhio destro. La bocca non è sulla riga bassa ma la foto è in formato landscape (non sarebbe stato possibile).

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Copyright Rogercarr – NC BY 2.0

Anche nel seguente panorama la regola dei terzi è rispettata: le due guglie più alte sono in concomitanza dei due vertici alti della griglia. La persona è posizionata vicino alla riga sinistra.  Unico difetto, le linee sono un po’ storte ma è colpa della prospettiva e del punto di scatto.

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Copyright by jeco

Anche in questa composizione, è stata rispettata la regola dei terzi:

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Copyright Chris Shultz (https://www.pentaxforums.com/forums/post-your-photos/96277-people-moana-beach-rule-thirds.html)

Le due figure e le ombre sul primo terzo, i piedi sul punto di intersezione. L’orizzonte è sul terzo più alto.

Come si può capire, la regola dei terzi è una regola semplice e facile da realizzare ma questo non significa che sia legge. Lo stesso Adams spesso e volentieri ha fatto a meno della regola dei terzi per esplorare nuovi orizzonti e per stupire l’osservatore. Fare una foto tecnicamente perfetta non significa fare una bella foto, anzi: probabilmente sarà noiosa e piatta. Cercate insomma di andare oltre la regola dei terzi, tentando sempre di inventare qualcosa.