Come fotografare il fumo (Parte 2)

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Questo articolo è la continuazione di “Come fotografare il fumo (Parte 1)”  pubblicata un paio di giorni fa. Se ve lo foste perso, non dovete fare altro che seguire il link disponibile qualche rigo qui sopra.

Lo sfondo
Come già più volte sottolineato, serve uno sfondo scuro, molto scuro. Possibilmente nero e senza alcun tipo di grana o motivo visibile. Ricordatevi anche di evitare i fondali traslucidi: una riflessione è l’ultima cosa che vorremmo. La presenza di un fondale nero “pece” ci permette anche di lavorare facilmente in post processing (se mai vorremmo cambiare colori), per cui non sottovalutatelo mai. Una soluzione molto utilizzata è il velluto: ne potrete trovare facilmente in negozi di tappezzeria. Il velluto è preferibile al cotone e al cartone per due motivi: è più malleabile (è morbido al contrario di un cartoncino) e non fa filtrare luce, al contrario del cotone o della carta.

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La sorgente di fumo
potete utilizzare qualsiasi fonte di fumo a patto che non sia presente fiamma (e non sia tossica). La fiamma genererebbe luce il che andrebbe a danneggiare la nostra fotografia. Quindi scordatevi i cerini o le candele accese. Una soluzione potrebbe essere una candela appena spenta ma, ovviamente, passereste più tempo ad accenderla e spegnerla che a fotografare.

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I bastoncini di incenso sono degli ottimi soggetti: bruciano a lungo, non hanno fiamma visibile, costano poco e spesso vengono forniti con una base di cartone, non riflettente. Una manna. Inoltre la luce prodotta dai bastoncini di incenso è liscia il che ci permette di lavorarla a nostro piacimento per modificarne le forme. Provate per esempio ad inserire un cucchiaino sopra il bastoncino: il fumo, una volta saturato lo spazio sotto il cucchiaino, comincerà a fluire copioso e con forme molto particolari.

Occhio anche al tipo di fumo che viene emesso dal bastoncino: molti prodotti emettono un fumo colorato. Fate quindi delle prove prima di cimentarvi, soprattutto se tenete al colore finale dello scatto.

Copyright Eleaf
Copyright Zenit and Nadir

Un’altra soluzione è crearsi un “bruciatore” (anche un tubo di Pringles può andare bene). Basta una scodella non infiammabile con un buco in cima e sotto della carta assorbente o carta igienica (che brucia molto poco). Occhio ovviamente alla sicurezza: un estintore e un occhio vigile sono fondamentali in questi caso, così come la necessità di eliminare qualsiasi cosa infiammabile nell’intorno del vostro “bruciatore”. Il mio consiglio è ovviamente quello di NON procedere su questa strada, considerati i pericoli che ne possono derivare.

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Manipolare il fumo
Come già accennato, è possibile in maniera molto semplice manipolare il pennacchio di fumo, usando un cucchiaio, una grattugia, una forma irregolare o anche semplicemente soffiando. Ogni oggetto modificherà in qualche modo la colonna di fumo, regalandovi differenti giochi. Evitate comunque di far accumulare troppo fumo nell’area di scatto, pena creazione dell’effetto nebbia.

Se il vostro fumo è troppo lento nel salire verso il soffitto, potete ricorrere ad un semplice trucco (tra l’altro evidenziato nelle due foto relative al set di luce): posizionate delle candeline accese alla base della vostra sorgente (devono essere molto in basso per non generare troppa luce). Questo genererà calore che spingerà letteralmente il vostro fumo in alto.

Occhio al cucchiaio (Copyright Zenit and Nadir )
Occhio al cucchiaio (Copyright Elaf )

Focus
Inutile sottolineare come fondamentale sia riuscire ad avere un’ottima messa a fuoco del pennacchio di fumo. Purtroppo la messa a fuoco non è così facile, essendo il fumo, oltre che etereo (e che quindi potrebbe trarre in inganno il sensore) anche mobile. Usare la messa a fuoco automatica potrebbe risultare la scelta più semplice, ma i risultati potrebbero essere deludenti.

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Una delle soluzioni più semplice è mettere a fuoco l’area dove si pensa passerà il fumo (quindi lavorando in manuale). Magari non tutti gli scatti saranno perfettamente a fuoco (se non passano proprio in quel preciso punto) ma di sicuro potrete avere dei risultati interessanti . Mettere a fuoco un punto indefinito non è cosa facile, ovviamente. La cosa più semplice da fare è collocare, sopra la bacchetta di incenso (dovete fare prove per vedere, nel vostro ambiente, dove il fumo è più fotogenico), un oggetto obiettivo. Magari un pezzetto di carta, ancorato a terra con un’asta. Potete per esempio piazzarlo mentre l’incenso brucia in modo da definire con precisione il punto che vi interessa. Quindi, mettete a fuoco sull’oggetto obiettivo e rimuovetelo. E via di scatti.

Il tempo di scatto, ISO, apertura, lunghezza focale, posizione della fotocamera.
Per quanto riguarda il tempo di scatto, sicuramente non potrà essere troppo lento. Pena la cattura di una forma indefinita e non di un pennacchio interessante. Occhio a non essere più veloci del flash, però. Un tempo di 1/250 dovrebbe andare più che bene.

Gli ISO dovranno essere quanto più in basso possibile, 50 o 100. Questo perché bisognerà ridurre al minimo il rumore che potrebbe generarsi sul fondale nero.

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Per quanto riguarda l’obiettivo, un 50mm va benone, ma anche un 105mm può fare la sua figura. Tutto dipende da quanto grande è la vostra scena e quanta parte del pennacchio vorrete catturare.

Per quanto riguarda l’apertura, taratela in modo da aiutare la messa a fuoco e l’esposizione. Normalmente, con l’uso di un flash in una stanza non illuminata, riuscirete ad usare un f/7.1 o anche più stretto (a tutto vantaggio della messa a fuoco).

Per quanto riguarda, infine, la posizione della fotocamera, sistematevi tra 1.5 metri e 3 metri dal vostro incenso.

L’esposizione
Lasciate perdere gli istogrammi. Prima regola. State fotografando un pochino di bianco dinanzi ad un cartone nero, la campana sarà tutta schiacciata a sinistra. Per capire qual’è l’esposizione giusta, dovete lavorare con i tempi e con il guadagno di esposizione. Senza esagerare con l’aumentare il tempo di scatto, fate in modo che, negli scatti di prova, la parte più densa o luminosa del fumo sia quasi bianco. Per esperienza, considerando anche che il pennacchio tende a variare nella forma, saranno necessari anche una decina di scatti prima di trovare l’esposizione corretta.

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Copyright x2010
Copyright x2010

Postprocessing
Inutile dire che con Photoshop o programmi simili avrete a disposizione miriadi di possibilità, dal cambio del colore del pennacchio allo schiarimento del fondale. Tutto è legato alla vostra fantasia. Personalmente, preferisco le immagine naturali, quelle cioè scattate direttamente. Di sicuro, un po’ di post processing sarà necessario: il ritaglio dell’immagine è infatti una pratica importante per evidenziare particolari zone del pennacchio di fumo o semplicemente per eliminare dallo scatto delle immagini spurie. Ma non esagerate!