7 suggerimenti per la fotografia naturalistica marina

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Sia che stiate fotografando sulla riva o da una barca, vi sono alcuni consigli che vi possono aiutare a migliorare la vostra fotografia naturalistica marina. Attenzione: non stiamo parlando di fotografia subacquea (che potete approfondire qui), bensì di tutto ciò che si può fotografare sopra il pelo dell’acqua, ovvero con macchina fotografica sempre all’asciutto. Di seguito vediamo sette suggerimenti che potrebbero aiutarvi nel realizzare la vostra fotografia naturalistica marina.

Fotografia naturalistica marina: Esplora la spiaggia

Il primo posto da esplorare in lungo e in largo è la riva, dove troverete tantissimi i tipi di creature marine. Controllate gli orari delle maree, e se è possibile trovare una spiaggia rocciosa con la bassa marea. Scoprirete tutti gli animali che vivono nelle pozze d’acqua poco profonde come i ricci, le anemoni di mare, le stelle marine, i molluschi e i granchi.

fotografia naturalistica marina
By: ricky artigasCC BY 2.0

Molti di questi “soggetti” fotografici sono molto facili da fotografare in quanto statici, eccezion fatta per i granchi, soggetti molto più ostici da inquadrare in quanto particolarmente veloci, diffidenti e spesso anche aggressivi. Di contro, però, sono i soggetti che offrono il miglior fondale per le fotografie in quanto spesso e volentieri sono nascosti in anfratti, tra le rocce: tutto sta a individuare un possibile nascondiglio ed aspettare che il vostro soggetto esca dal suo anfratto (siate rapidi e sopratutto mettete a fuoco la macchina fotografica prima che il granchio si faccia vedere, avrete pochissimo tempo a disposizione).

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Vicino alla riva, si può anche avere la fortuna di  fotografare animali meno acquatici come lontre di mare o lontre di fiume. Come per tutti gli altri animali, date loro tempo di abituarsi alla vostra presenza, in modo che possano svolgere le loro attività giornaliere senza curarsi di voi e della vostra macchina fotografica.

Altro soggetto molto comune sulla spiaggia è il volatile: gabbiani, oche, anatre, cormorani o altri uccelli sono spesso presenti sulle spiagge.

Fotografia naturalistica marina: vai in mare

Uno dei modi migiori per fotografare la fauna marina è quello di uscire in barca. Sia che si tratti di un kayak, di un pedalò o di una barca a vela o motore, non c’è niente di meglio come la libertà di un mezzo acquatico quando si vuole fare fotografia naturalistica marina. In questi casi occhio al meteo, che fa la differenza: fondamentale uscire durante una giornata con tempo stabile. I cambi di clima, sia dal punto di vista dell’insolazione, della temperatura o anche del vento sono vostri nemici e possono scombinare se non rovinare del tutto una giornata spesa a cercare di fare fotografia naturalistica marina.

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fotografia naturalistica
Free-Photos / Pixabay

Se si è alla guida della barca e si esce da soli, ricordate di tenere la fotocamera al sicuro e all’asciutto durante la traversata (quindi non tenetela al collo). Quando fotografate, ricordate anche che l’acqua di mare, molto salata, è corrosiva. Evitate schizzi sulla macchina fotografica e, nel caso accada, sciacquate quanto prima con acqua dolce.

Fotografa a mano libera

Per fotografare la fauna marina ed in generale per la fotografia naturalistica marina, l’uso di un treppiede o un monopiede potrebbe essere d’impiccio e rallentarvi. Inoltre sono del tutto sconsigliati sulle imbarcazioni in quanto i beccheggio delle stesse rende del tutto inutile l’uso dello stesso.

Per sopperire alla mancanza del vostro amato treppiede, utilizzate un’alta sensibilità ISO e tempi di scatto rapidi. Attivate la stabilizzazione d’immagine e cercate di tenere la macchina fotografica quanto più possibile vicino al vostro corpo, con i vostri gomiti attaccati al corpo stesso (questo conferisce maggiore stabilità e minore vibrazione della macchina fotografica). Un ISO di 400 e una velocità di 1/1000 di secondo sono per esempio dei buoni valori da cui partire.

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fotografia naturalistica marina
By: Justin HenryCC BY 2.0

Filtro polarizzatore?

Quando si scattano immagini in cui sono presenti pozze d’acqua, un filtro polarizzatore può essere utile per eliminare il riflesso o il bagliore della luce che si riflette sulla superficie dell’acqua, cosa che permette di vedere le creature che vivono sotto l’acqua stessa. Attenzione che un filtro polarizzatore costa di solito uno stop in termini di luce, il che vi costringe o ad aumentare gli ISO (occhio al rumore) o a ridurre il tempo di scatto.

Le lenti

Avrete bisogno di una varietà di obiettivi per la fotografia naturalistica marina. Se dovete fotografare uccelli o balene, avrete bisogno di un teleobiettivo abbastanza lungo per ottenere un buon risultato. Ad esempio un obiettivo a focale fissa da 400mm è una buona soluzione, così come pure uno zoom 70-300mm.

I delfini, al contrario, richiedono l’uso di un obiettivo grandangolare perché tendono ad avvicinarsi parecchio alla barca (un 11-35mm sarebbe l’ideale). Attenzione agli spruzzi: i delfini tendono a schizzare e questo non fa bene alle vostre lenti.

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Modalità di messa a fuoco

Quando si fotografano delle creature che non si muovono tanto, la messa a fuoco automatica o quella manuale va più che bene. Ma quando si riprendono  animali che si muovono velocemente, è meglio utilizzare la modalità autofocus continuo, perché si blocca sul vostro soggetto e ne traccia il suo movimento, aumentando le probabilità di ottenere un’immagine nitida. Non è facile però: bisogna avere mano ferma e soprattutto centrare la messa a fuoco quando si comincia a seguire l’animale stesso.

Rispettate gli animali

Quando si è così vicini agli animali da infastidirli con la vostra presenza, allora state commettendo un errore. Rispettate sempre il loro spazio magari usando una lente a focale più lunga, in modo da non dovervi avvicinare troppo. Non dimenticate, inoltre, che nella maggior parte delle aree ci sono regole su quanto vicino si può arrivare alla fauna marina (o almeno ad alcune specie), soprattutto le balene. Rispettate sempre queste regole e ricordatevi che gli animali non sono lì per farsi fotografare quanto piuttosto per vivere la loro esistenza.