Il corso di Fotografia I filtri per la fotografia

I filtri infrarosso

L’infrarosso è una radiazione elettromagnetica con una lunghezza d’onda maggiore della luce visibile, ma minore delle onde radio.

Per questo motivo non può essere percepita dal nostro sistema visivo, cosa che però “non” avviene con i sensori CCD o CMOS delle fotocamere digitali: queste radiazioni infatti sono portatori di energia che, colpendo il sensore, riescono a modificare l’immagine impressa (ad esempio l’esposizione). Per evitare questo problema, i maggiori produttori di macchine fotografiche inseriscono  un filtro (IR-Cut o CutIR) che permette unicamente il passaggio della luce visibile eliminando le radiazioni estreme (infrarossa e quella ultravioletta).

I filtri infrarosso sono dei filtri la cui funzione è quella di rimuovere le lunghezze d’onda tipiche della luce visibile: in questo modo, al sensore, giunge esclusivamente la componente infrarossa. Componente infrarossa che, però, è tagliata dal filtro CutIR:  al fine di ottenere una foto all’infrarosso è quindi necessario allungare e di parecchio il tempo di esposizione in modo da ottenere un filtraggio “minimo” della componente infrarossa attraverso il CutIR.

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Un filtro infrarosso da 720nm

La peculiarità dei filtri ad infrarosso è data dal fatto che questo filtro è completamente “nero”: prendendolo in mano non sarà per il nostro occhio possibile vedere attraverso di esso.  Ovviamente una volta montato dinanzi al nostro obiettivo diventerà totalmente ceco sia l’oculare che l’eventuale live view: la fotografia dovrà essere fatta totalmente al buio (in futuro pubblicherò una guida su come fotografare all’infrarosso).

Il “taglio” della luce ad opera di un filtro a 720nm
Cosa passa con un filtro infrarosso da 720nm

Ma come si fotografa all’infrarosso se non si può usare l’oculare?  La prima cosa da fare è settare la macchina fotografica totalmente in manuale (M). Quindi:

  • Si inquadra a campo quasi completamente buio. O meglio, si inquadra senza filtro, si definisce la scena e quindi si monta il filtro.
  • Si applica la messa a fuoco manuale ( se  funziona l’autofocus meglio: succede quando la luce diurna è parecchio elevata). Questa deve essere “infinito” che è ben diversa dalla messa a fuoco infinita sul visibile: alcuni obiettivi hanno una tacca rossa che indica appunto l’infinito per l’infrarosso (di solito è oltre quella del visibile). Nel caso in cui manchi la tacca, mettete a fuoco senza il filtro. Quindi applicate il filtro e spostate la messa a fuoco di un poco verso il simbolo di infinito  o comunque (se manca) allungatelo di circa lo 0,25% della sua lunghezza focale.
  • Si chiude al massimo il diaframma (meno problemi con la messa a fuoco e maggior profondità di campo)
  • Si impostano tempi di scatto lunghi, fino ad alcuni minuti per i filtri molto scuri (otre 900nm)
  • L’ISO va tenuto basso, possibilmente a 100 per evitare di sovraesporre l’immagine. Tendenzialmente la sensibilità delle pellicola può rimanere bassa (100 ISO) mentre la  messa a fuoco va fatta ad infinito che non è lo stesso infinito del “visibile”.

La chiusura al massimo del diaframma crea però dei problemi ed in particolare la diffrazione. La diffrazione, come abbiamo visto in precedenza, è un fenomeno direttamente legato alla lunghezza d’onda. Più si sale con la lunghezza d’onda più il fenomeno è presente: essendo l’infrarosso al di sopra delle lunghezze d’onda del visibile, la diffrazione è qualcosa di decisamente notevole. Essa dipende ovviamente dalla fotocamera, dall’ottica, dal potere di assorbimento del filtro e dal diaframma: fermo restando i primi elementi, l’unica cosa che rimane da fare è giocare con il diaframma aprendolo un poco con conseguente possibile problema sulla messa a fuoco.

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Per quanto riguarda i tempi di scatto, non esistono ovviamente delle regole vere e proprie (dipende da tantissimi parametri, in primis dall’apertura del diaframma) anche se, come punto di partenza (quindi per chi per la prima volta si avvicina a questo tipo di fotografia), si potrebbe considerare la seguente correlazione:

  • tempo 1/1000  senza filtro -> Da  Da 10 ai 30 secondi circa con filtro 720nm e diaframma intorno a 5,6
  • tempo 1/600  senza filtro -> Da  Da 40 ai 100 secondi circa con filtro 720nm e diaframma intorno a 5,6
  • tempo di 1/100 senza filtro -> Da 60 ai 120 secondi circa con filtro  720nm e diaframma intorno a 5,6

Una volta effettuato lo scatto è necessario valutare l’immagine sul display e quindi effettuare le correzioni in termini di tempo e diaframma di conseguenza.

Occhio a ciò che vedrete: il colore predominante non sarà il bianco classico delle foto ad infrarosso che si vedono sulla rete ma sarà il rosso. Sarà infatti necessario bilanciare il bianco (il rosso è bianco) in modo da ottenere l’effetto finale. Per questo motivo, ricordatevi sempre di scattare il RAW.

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I filtri infrarosso sono suddivisi in 3 categorie, per valori in nm (nanometro)

  • filtri che bloccano la luce fino ai 600 nm
  • filtri che bloccano la luce fino ai 700 nm
  • filtri che bloccano la luce fino ai 900 nm

le prime due classi  (600 e 700 nm) non bloccano totalmente la luce visibile e quindi con essi si ottengono riprese a colori, con tonalità molto particolari, complicate anche da riprodurre in fase di post produzione (infrarosso a colori):

Foto di Danilo Bassani

La classe di filtri fino a fino ai 900 nm definiti anche “black” o “dark” bloccano tutta la luce visibile: la foto che ne deriva è totalmente rossa (e quindi, bilanciata, totalmente bianca e nera).

Foto all’inrarosso prima del bilanciamento del bianco

Una volta bilanciato, ecco il risultato:

Foto all’infrarosso con bianco bilanciato

Ed ecco infine la stessa fotografia in tre “tonalità” differenti: colore, bianco e nero ed infrarosso.

Una foto a Colori
La stessa foto in bianco e nero
La stessa foto ad infrarosso