10 errori comuni commessi nelle fotografie di paesaggi (e come correggerli)

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Quando si fanno fotografie, è molto facile commettere degli errori, siano essi legati ad inesperienza o a fretta oppure semplicemente a dimenticanze. In quest’articolo affronteremo in 10 errori comuni commessi nelle fotografie di paesaggi nonché qualche piccolo consiglio per correggerli.

10 errori comuni commessi nelle fotografie di paesaggi: Gli orizzonti diagonali

esempio di orizzonte diagonale
esempio di orizzonte diagonale

Alcune persone sembrano avere un vero e proprio dono nel comporre perfettamente una scena al contrario di altri del tutto negati.

Essere in grado di posizionare l’orizzonte perfettamente orizzontale nella propria composizione, soprattutto quando si scatta da una posizione insolita, non è una cosa facile. Molte persone ricorrono alla post produzione ed al cropping per rimediare a questo problema, ma sicuramente non è la strada giusta da seguire: i problemi vanno risolti alla radice e non mettendoci una pezza.

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La soluzione più semplice è quella di utilizzare un bolla per indicare quando la fotocamera è in equilibrio. Molti treppiedi hanno delle livelle a bolla integrate all’interno della testa ma pochissimi fotografi la usano veramente. Nel caso non abbiate una livella nel cavalletto, ne esistono in commercio, per pochissimi euro, alcune da inserire nella slitta del flash.

Nel caso le livelle a bolla reali non vi piacciano, considerate che moltissime macchine fotografiche di ultima generazione ne includono una a livello software attivabile dalle opzioni: ovviamente in questo caso sarete costretti a buttare un occhio sullo schermo LCD ma è sicuramente meglio che fotografare un orizzonte diagonale.

Se siete infine tra i puristi della regola dei terzi, potete usare il reticolato che è possibile visualizzare nel mirino ottico e cercare di far combaciare la linea inferiore (o superiore) del reticolato della regola dei terzi con l’orizzonte.

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10 errori comuni commessi nelle fotografie di paesaggi: Primo piano e/o orizzonte non a fuoco

Ci sono alcune eccezioni creative, ma la maggior parte delle immagini di paesaggio richiedono un’enorme profondità di campo in modo che siano a fuoco sia il primo piano che l’orizzonte.

In molti casi questo può essere ottenuto con un’apertura relativamente piccola e concentrandosi sulla giusta distanza, o meglio sulla distanza iperfocale: questo è il punto in cui viene creata la massima profondità di campo per una data lunghezza focale ed apertura di diaframma.

La messa a fuoco in questo punto assicura che nessuna parte della profondità di campo vada sprecata quando mettiamo a fuoco molto in profondità nell’immagine, estendendo la zona di nitidezza accettabile oltre l’orizzonte . Inoltre, la distanza iperfocale evita che la profondità di campo si restringa troppo quando focalizziamo su un soggetto molto vicino.

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Esistono vari metodi per calcolare la distanza iperfocale, in particolare esistono delle applicazioni per gli smartphone (come DOF master o TackSharp) in grado di aiutarci in questo calcolo. In alternativa , la distanza iperfocale può essere approssimata ad un puto posizionato a circa un terzo della scena ripresa (questo perché, per grosse linee, la profondità di campo si estende dietro il punto di messa a fuoco approssimativamente due volte la distanza tra noi e il soggetto).

10 errori comuni commessi nelle fotografie di paesaggi: Immagine sfocata

Utilizzare una piccola apertura unitamente ad un valore basso di ISO al fine di catturare la massima quantità di dettagli significa utilizzare una bassa velocità dell’otturatore. Purtroppo questo comporta il rischio di mosso e la conseguente sfocatura causata dai movimenti accidentali della macchina fotografica.

La soluzione migliore per aumentare la nitidezza delle foto a lunga esposizione ovviamente non è quella di aumentare l’ISO o incrementare l’apertura ma quella di usare un buon e solido treppiede.

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Quando si utilizza un treppiede, ricordatevi di assicurarsi che le serrature di blocco della gambe siano serrate per bene in modo da evitare qualsiasi tipo di slittamento. Per rendere ulteriormente stabile il treppiede, vi consiglio di appendere la vostra borsa fotografica o qualunque altro peso nella parte inferiore dello stesso, dove di solito è presente un gancio (tra le gambe).

Evitate di toccare la macchina fotografica in fase di scatto usando un remotizzatore di scatto (radio o a filo) e soprattutto bloccate lo specchio della reflex in posizione aperta in modo da eliminare le vibrazioni dovute al suo ribaltamento.

10 errori comuni commessi nelle fotografie di paesaggi: Primo piano vuoto

Quando guardiamo una scena tendiamo a cercare i dettagli con i nostri occhi e riusciamo ad ignorare zone poco interessanti.

Tuttavia, quando facciamo una fotografia con la scena che abbiamo in mente, l’effetto può essere completamente differente, soprattutto quando includiamo una zona vuota (tipo una porzione di cielo) a riempire buona parte della scena (l’uso degli spazi negativi è un argomento molto complesso e ci vuole tempo e pratica per padroneggiarlo).

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Questa situazione può essere facilmente risolta modificando la nostra composizione ed includendo qualcosa di interessante in primo piano: dei fiori, delle rocce, un pezzo di spiaggia con degli elementi di “disturbo” su di essa (pietre, conchiglie). L’importante è evitare che l’occhio dell’osservatore di perda nel vuoto. Fate ovviamente sempre attenzione al peso visivo degli oggetti inseriti nella vostra scena, mai abusare.

Esempio di primo piano vuoto e possibile correzione
Esempio di primo piano vuoto e possibile correzione

10 errori comuni commessi nelle fotografie di paesaggi: La Luce troppo opaca

I fotografi professionisti possono attendere giorni, settimane, mesi o stagioni per ottenere esattamente la giusta luce per un particolare scatto che hanno in mente.

La qualità della luce fa una differenza enorme per l’immagine finale, portando i colori della vita e accentuando i contorni del terreno nella foto. Al contrario, i cieli chiari e coperti sono piatti tanto da risultare noiosi e rendere così le immagini ben poco interessanti.

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Tuttavia, anche i fotografi più pazienti non hanno e non avranno tutto il tempo di questo mondo a disposizione per attendere il giusto attimo per scattare la fotografia, il che significa che bisogna necessariamente trovare un compromesso tra luce disponibile e disponibilità del tempo.

Un modo per affrontare il problema della luce opaca è quello di passare alla cattura di immagini monocromatiche. In alternativa, ricordandosi di salvare le foto in modalità RAW, si può agire in fase di post processing modificando il cielo e rendendolo più vivo, più colorato, più vibrante. Ovviamente si tratta di un artificio che rende il tutto meno “reale” agli occhi del fotografo, per cui ve lo sconsiglio.

Quando il cielo è coperto, in ogni caso, ricordatevi di modificare le impostazioni della fotocamera impostando il bilanciamento del bianco per un cielo nuvoloso: questo vi aiuterà a catturare immagini migliori. Inoltre, scattando con cielo coperto durante la Golden Hour, sarete in grado di dare alla foto finale una vividezza maggiore che in altri orari.

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10 errori comuni commessi nelle fotografie di paesaggi : Le ombre troppo accentuate

Non è solo la mancanza di luce a portare problemi ma anche la troppa luce disponibile in una scena: quando si scatta in condizioni di sole pieno, per esempio verso mezzogiorno, ci si ritrova con il problema delle ombre molto accentuate e delle luci molto dure.

La regola generale è quella di scattare immagini di paesaggio al mattino presto, nel tardo pomeriggio o in prima serata quando il sole è ad un angolo relativamente basso nel cielo: in questo modo non solo la luce sarà più calda e dolce ma anche le ombre saranno meno nere, meno pesanti.

Se non potete fare a meno di scattare in pieno giorno, cercate di fotografare soggetti posti in zone non totalmente esposte al sole. Nel caso abbiate tempo per creare la composizione della scena, potete provare a bilanciare le ombre con dei riflettori.

10 errori comuni commessi nelle fotografie di paesaggi: Cielo sovraesposto o suolo sottoesposto

esempio di cielo sovraesposto
esempio di cielo sovraesposto

I cieli sovraesposti sono la rovina di qualunque fotografo di paesaggio. Uno dei problemi principali che si affronta nel fotografare dei panorami comprendenti un fetta di cielo è che quest’ultimo è spesso molto più luminoso della terra sotto di esso e molte macchine fotografiche non sono in grado di registrare una gamma dinamica così ampia.

In molti casi la macchina fotografica (o meglio, il fotografo) si concentra sulla terra e permettendo la sua giusta esposizione, cosa che però impatterà negativamente sul cielo che diverrà automaticamente sovraesposto. Al contrario, se ci si concentra sul cielo, conseguentemente ci ritroveremo con un suolo sottoesposto e quindi scuro.

Il modo tradizionale di risolvere questo problema è quello di utilizzare una filtro neutral density graduato ( ND ) e posizionare la parte più scura sul cielo. Il filtro ND uniforma la differenza di esposizione tra terra e cielo permettendo alla macchina fotografica di registrare tutti i dettagli e nelle due differenti zone nello stesso scatto.

In alternativa, si può procedere in post processing, scattando due fotografie identiche, misurando l’esposizione prima sul cielo e poi sulla terra. Quindi, su Photoshop o su programmi similari si possono combinare le due immagini.

Anche la fotografia HDR ci può aiutare in questo caso.

10 errori comuni commessi nelle fotografie di paesaggi: Uso eccessivo del filtro ND

Al punto precedente abbiamo detto che l’uso di un filtro ND graduato può risolvere il problema della sovraesposizione del cielo ma c’è un problema che viene generato come conseguenza: tutti gli oggetti che si estendono nel cielo, come per esempio un albero o anche una montagna che si staglia in una porzione di cielo, saranno esposti in maniera non corretta se non addirittura sottoesposti.

Questo problema è difficile da risolvere anche usando filtri a densità neutra che hanno una gradazione morbida. In questi casi l’unica vera soluzione è quella di procedere alla compensazione in fase di post processing.

Ricordatevi quindi di comporre la vostra immagine in modo tale che la zona coperta dal filtro ND sia quanto più uniforme possibile.

10 errori comuni commessi nelle fotografie di paesaggi: Composizione scadente

esempio di composizione scadente
esempio di composizione scadente

Di fronte a una splendida vista è facile farsi prendere la mano ed iniziare a scattare fotografie. Peccato però che le immagini di paesaggio richiedono un attento esame prima di poter essere catturare nel giusto modo.

E ‘ importante guardare intorno alla scena e trovare l’angolo di ripresa ideale, quello che permette di catturare il meglio dei soggetti disponibili nonché di includere un qualcosa che catturi l’attenzione in primo piano (vi rimando all’articolo su 12 regole di composizione da tenere a mente).

Tra le regole più semplici da seguire, ricordatevi la regola dei terzi ma soprattutto applicatela. Individuate i soggetti chiave della scena nonché giocate con il contrasto, con le linee, i colori, le cornici, le ripetizioni, le trame ed i motivi, la prospettiva e le luci,  facendo sempre attenzione all’equilibrio della scena. Ed ovviamente, ricordatevi sempre di usare la vostra inventiva per andare fuori dagli schemi.

10 errori comuni commessi nelle fotografie di paesaggi: Dettagli mossi o non a fuoco

L’utilizzo di un’apertura stretta aumenta la profondità di campo e quindi la zona di nitidezza accettabile all’interno di un’immagine, ma aumenta anche l’effetto della diffrazione. La diffrazione è un “piegamento” della  luce che passa sopra le lamelle del diaframma: la luce diffratta non focalizza più sul sensore ma poco prima o poco dopo, il che ammorbidisce l’immagine facendogli perdere dettaglio

Normalmente, minore è l’apertura maggiore è la percentuale di raggi luminosi piegati e quindi l’incremento di morbidezza di un’immagine.

Gli effetti peggiori della diffrazione possono essere evitati utilizzando un’apertura del diaframma uno o due stop più grandi del suo valore minimo. Ovviamente, dipendendo la diffrazione dal tipo di obiettivo che stiamo usando, il consiglio è di fare varie prove a differenti aperture per individuare il limite del vostro obiettivo.

Interessante anche far ricorso allo stacking delle immagini, giocando con la messa a fuoco:

quello che dovete fare è scattare  una sequenza di immagini al valore di diaframma ottimale ma variando di volta in volta la messa a fuoco (di poco). Iniziate con la messa a fuoco sul primissimo piano e gradualmente regolatela fino a giungere alla messa a fuoco sull’orizzonte. Inutile dire che è essenziale che la macchina fotografica rimanga esattamente nello stesso posto e che le immagini siano del tutto identiche (quindi usate un treppiede ed un remotizzatore di scatto), non si sposta mentre la sequenza è girato , in modo da utilizzare un solido treppiede .

Una volta prese tutte le immagini, passate alla post produzione (il link di prima è esplicativo in tal senso) per ottenere la foto finale.