I miti comuni della fotografia

Le leggende metropolitane, sono tantissime e coinvolgono tutti I settori, nessuno escluso. Anche la fotografia non fa eccezione: vi è mai capitato che qualcuno vi raccontasse qualcosa che, nella migliore delle ipotesi, era banalmente imprecisa (per non dire l’opposto della realtà)? Ecco di seguito una serie di miti comuni della fotografia che continuano a passare di fotografo in fotografo. E mi raccomando…quando vi dicono qualcosa non prendetelo per oro colato ma cercate sempre di confutare quanto sentito.

La perfezione tecnica crea le migliori foto

Inutile dire che non è accade quasi mai, questo è probabilmente uno dei miti comuni della fotografia più falso.

I miti comuni della fotografia
un mito…è sempre un mito! By: Cat BranchmanCC BY 2.0

L’esposizione, la composizione e la nitidezza sono qualità innegabilmente importanti, ma non sono la giusta unità di misura di ciò che rende una foto straordinaria. La convinzione che la perfezione tecnica è indissolubilmente legata alla qualità finale di un’immagine è sbagliata. Al contrario, la possibilità di creare foto accattivanti si basa in particolare sulla visione e sull’istinto del fotografo: fare una bella foto significa essere capaci di catturare un momento. E se si deve fotografare un momento, di sicuro non andremo a preoccuparci più di tanto di ISO o aperture.

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I fotografi del passato, e parliamo di tutti i più grandi (Adams e Capa compresi), fotografavano con macchine analogiche. Spesso senza avere il tempo di settare alcuna caratteristica se non la messa a fuoco. E le loro foto sono passate alla storia, sono dei semplici capolavori. La domanda che dovremmo porci è, quindi: perché buona parte dei fotografi moderni è ossessionata dall’acquisto della macchina fotografica perfetta? Perché tante persone cambiano la macchina fotografica non appena un nuovo modello, più performante, esce sul mercato?

Usate sempre il valore minimo di ISO disponibile

Magari era vero nel passato, quando le macchine fotografiche digitali sono arrivate sul mercato. ISO 100 permetteva di ottenere le immagini più pulite in assoluto, soprattutto con sensori non troppo grandi. Ma oggi, grazie all’innovazione tecnologica e soprattutto se si parla di sensori full frame, questa affermazione non ha per nulla senso, anzi. Buona parte delle macchine fotografiche di fascia media sono infatti in grado di scattare foto perfette dal punto di vista del rumore con valori ISO fino a 3200 (e anche di più nel caso delle full frame di fascia alta).

Usare in valore ISO basso in ogni situazione significa rischiare di sbagliare delle foto: in ambienti chiusi, usare un ISO basso può portare alla realizzazione di una foto fortemente sottoesposta, al punto di non poter essere più recuperata. Di contro, un valore ISO basso ha senso nel caso di fotografia di paesaggio, di ritratti in studio (dove le luci sono controllate) o fotografia a lunga esposizione (dove appunto è il tempo a compensare la bassa luminosità).

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Meno profondità di campo significa Foto più attraenti

La profondità di campo e il bokeh che si può creare giocando con essa sono sicuramente piacevoli in una fotografia, ma non sono sufficienti a rendere una foto interessante o straordinaria. In pratica, sto dicendo che non ha senso fare tutte le foto con un’apertura, per esempio, fissata su f/1.8! Scattare con aperture così ampie permette anche di essere molto veloci (entra più luce, quindi permette di avere tempi di scatto più rapidi), ma compromette, o meglio fissa, il rapporto tra il soggetto ed il contesto nel quale è inserito.

Il rapporto tra soggetto e ciò che lo circonda è fondamentale per la qualità finale della fotografia scattata: in alcuni casi vi servirà più profondità di campo, in altri meno, e dovrete decidere al momento in funzione di come immaginate la foto e in funzione del messaggio che volete passare agli osservatori.

La modalità manuale è la modalità migliore

Sostenere l’idea che la modalità manuale è il massimo per ottenere super fotografie è uno degli errori più comuni che si commettono. Se avete padronanza della vostra macchina fotografica e siete realmente in grado di usare appieno la modalità manuale, allora non la userete sempre ma piuttosto salterete tra le differenti modalità semiautomatiche disponibili sul vostro apparecchio fotografico.

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Un sacco di professionisti utilizzano la priorità di diaframma o la priorità di tempi. Ce ne sono addirittura alcuni che usano sfacciatamente le differenti modalità di programmazione. Non si tratta di errori o di mancanza di “tecnica”, ma semplicemente di una scelta ponderata da parte dei fotografi che scelgono la giusta modalità di scatto in funzione dell’ambiente e del tipo di immagine che vogliono catturare.

Avere una preferenza per una modalità rispetto ad un’altra non è un problema, anzi. Fossilizzarsi su una al contrario è il problema. La cosa migliore è quella di imparare ciò che ogni modalità può darvi e scegliere di conseguenza.

I miti comuni della fotografia: una foto è il riflesso della realtà

No, una foto non è il riflesso della realtà ma ne racconta una versione. Senza entrare nel mondo del foto-ritocco, è importante rendersi conto che un certo grado di filtrazione della realtà si verifica prima che la foto stessa venga scattata. Mi spiego: un fotografo di strada, per esempio, quando scatta una foto non cattura il mondo come oggettivamente è, ma in funzione di una sua interpretazione. Il fotografo cattura una sua versione della realtà, che può differire pesantemente da quella di altre persone. Questa filtrazione avviene attraverso la composizione, attraverso la posa del soggetto, dello sfondo e dell’ambiente che circonda il soggetto stesso.

In soldoni, i fotografi devono affrontare tre problemi al momento dello scatto: decidere come ritrarre il soggetto, cosa includere come sfondo e sopratutto come presentare il tutto all’osservatore. Capirete bene come la verità non è assoluta ma al contrario assume un certo grado di soggettività. Questo non è necessariamente una cosa negativa: bisogna solo essere consapevoli di ciò.

I miti comuni della fotografia: Conclusione

Ogni qual volta sentite qualcosa circa la fotografia, dovrete approfondire. Non esistono le verità assolute e i miti possono rovinare la vostra fotografia. C’è chi dice che le foto senza regola dei terzi applicate non valgono nulla, chi che l’esposizione deve essere sempre corretta, chi che un panorama va fatto sempre e solo con un grandangolo. Se queste regole/miti sono concettualmente giusti, non sono sempre corretti per il tipo di foto che volete realizzare.

Volete rompere la regola dei terzi? Fatelo! Se vi sentite che per quella foto la regola dei terzi potrebbe essere un impedimento, allora non utilizzatela. Probabilmente la vostra sensazione vi permetterà di realizzare un capolavoro.

In pratica, ricordate che i miti comuni…sono solo miti.