Come fare: l’effetto Bokeh

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Foto di Ernst Vikne

Bokeh: dal giapponese 暈け o ボケ: significa “sfocatura”. L’effetto Bokeh è forse uno dei più utilizzati dai fotografi, in particolare nello scatto di ritratti. Consiste, in parole povere, nel mantenere a fuoco esclusivamente il soggetto della fotografia sfocando quanto più possibile tutto il resto, fino a renderlo indistinguibile.

In questo modo l’interesse di chi vede la foto è totalmente focalizzato sul personaggio ripreso, come nella fotografia qui a destra.

Come funziona il Bokeh?

Il bokeh (la qualità delle zone sfocate dell’immagine), è determinato da diversi fattori. Sappiamo che la  profondità di campo diminuisce (aumentando la zona fuori fuoco) all’apertura del diaframma. I dettagli fuori fuoco sono quindi minori man mano che il diaframma si apre: lo sfocato è quindi molto morbido a grandi aperture, più duro (meno sfocato) a piccole aperture del diaframma.

Uno degli elementi fondamentali del Bokeh è l’aberrazione sferica.

Per capire come questa entri nel discorso, facciamo un esempio: una scena con un lampione sullo sfondo (quindi nella zona sfocata) e il nostro fuoco su di un oggetto in primo piano. Il lampione verrà rappresentato come una palla di luce, tanto più grande quanto più marcato è l’effetto sfocato (e quindi l’apertura del diaframma). Ma non finisce qui: quella “palla di luce” può essere a tonalità costante, essere più intensa al centro e diminuire ai bordi o il contrario con una forte intensità all’esterno e una zona più scura all’interno.

Questo fenomeno è dovuto all’aberrazione sferica delle ottiche.

Perché succede il fenomeno descritto prima? Quando abbiamo un oggetto a fuoco, i raggi di luce che provengono dall’oggetto in questione sono sullo stesso piano dell’obiettivo. Più questi raggi sono vicini all’asse centrale, più sono “a fuoco”.  Più sono diagonali, più sfocato è l’oggetto da cui provengono: il motivo è che la lente lente è leggermente sferica. Questo effetto si chiama aberrazione sferica.

Chiudendo il diaframma, si riduce in fin dei conti la superficie della lente curva rispetto alla parte centrale: si rende in pratica l’obiettivo meno sferico e quindi il fenomeno dell’aberrazione e dello sfocato si riduce drasticamente.

Non è tutto. La sfumatura degli oggetti sfocati è direttamente legata alla correzione dell’aberrazione sferica che viene effettuata dagli obiettivi stessi: sottocorreggendo, lo sfondo “più vicino” sarà più nitido, mentre il resto sarà sfocato in maniera graduale. Sovracorreggendo, al contrario, avremo il primo sfondo più sfocato, il resto fortemente sfocato. Alcuni obiettivi hanno il Defocus Control (specie i Nikkor): agendo su questo selettore si può giocare con l’aberrazione sferica.

Come si realizza il Bokeh?

Realizzare il Bokeh non è particolarmente complicato e, seguendo le semplici regole qui sotto elencate, potrete testare sul campo anche voi l’effetto Bokeh.

Foto di nosha
  • Ricordatevi di mettere sempre a fuoco gli occhi del vostro soggetto. Che sia un essere umano o un animale non fa differenza. E se la profondità di campo è breve e non riuscite a mettere a fuoco entrambi gli occhi, focalizzatevi su quello più vicino.
  • Posizionate il vostro soggetto quanto più lontano possibile dallo “sfondo”. Evitate insomma situazioni in cui un albero sia a pochi centimetri dal soggetto. Quanto più questo è “solitario” tanto più marcato sarà l’effetto bokeh finale: gli oggetti lontani vengono sfocato molto più di quelli vicini.
  • Evitate anche di avere uno sfondo disomogeneo. Uno sfondo piatto è decisamente più efficace, soprattutto in situazioni in cui non riuscite ad allontanarlo troppo dal soggetto. Avere per esempio un albero più vicino di altri significherà, nella foto finale, rendere quell’albero più visibile, e questo non lo vogliamo.
  • Massima apertura. Nessun compromesso: più l’apertura è ampia, più sarà la differenza di messa a fuoco tra il vostro soggetto ed il resto.
  • Massimo zoom. E se avete dei telezoom utilizzateli: lo zoom non fa altro che accentuare la differenza di messa a fuoco tra soggetto e resto. Con un 18-105 standard alla massima lunghezza (e massima apertura) si otterrà un ottimo risultato.
  • Area della foto: non modificatela (allargandola o restringendola) con lo zoom, quest’ultimo vi serve per l’effetto bockeh. Muovetevi, avvicinatevi o allontanatevi dal vostro soggetto.
Foto di mtsofan