I generi fotografici: la fotografia pubblicitaria

Nella fotografia pubblicitaria, la fotografia glamour e la still life si uniscono per dare vita ad un genere fotografico dove non solo è importante la parte artistica, ma anche spingere un potenziale acquirente ad acquistare un determinato prodotto o ad andare in un locale. Oggetti, cibo o altri elementi che si trovano nella still life, nella fotografia pubblicitaria vengono composti e ripassati con la grafica per diventare ancora più accattivanti ed essere così catturati dall’occhio umano. La post-produzione, insieme alla grafica, gioca un ruolo ancora più importante in questo campo, poiché l’immagine non dev’essere solo bella a livello estetico, ma anche trasmettere un messaggio chiave molto forte a chi la guarda e ad invogliarlo ad acquistare un prodotto, a recarsi ad un’inaugurazione o ad andare in un locale. Oltre che in questi ambiti, la fotografia pubblicitaria viene usata dai negozi e la si può trovare anche nei libri di ricette, anche se con uno scopo differente, ovvero spingere chi ha acquistato il ricettario a provare un certo tipo di preparazione dolce o salata.

fotografia pubblicitaria
By: Beverly & PackCC BY 2.0

Le differenze rispetto alla still life

Nonostante nasca dall’unione della still life con la fotografia glamour, la fotografia pubblicitaria differisce molto da quest’ultima perché ha uno scopo più funzionale: indurre all’acquisto o ad entrare in un locale.

L’illuminazione piatta e altri segreti

A meno che non si tratti della pubblicità per un evento rock o un locale dark, dove non è raro vedere toni scuri, generalmente nella fotografia pubblicitaria si preferisce un’illuminazione piatta per evidenziare tutti i dettagli del prodotto presentato. Alcune fotografie vengono scattate nell’ambiente in cui i prodotti dovranno essere usati, ma nella maggior parte dei casi, i fotografi pubblicitari tendono a preferire uno sfondo bianco o nero per impedire che il potenziale consumatore distolga lo sguardo.

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Se volete vendere qualcosa su Ebay o su Amazon, un approccio di questo tipo, anziché limitarvi a mettere l’oggetto sul tavolo, può farvi guadagnare molti punti e spingere più persone a cliccare sulla vostra inserzione, facendo schizzare in alto le offerte, quindi il guadagno finale.

oliviero toscani
Oliviero Toscani – United colors of Benetton

Come creare uno sfondo casalingo

La fotografia pubblicitaria può essere avvicinata in casa e senza dover per forza di cose avere uno studio. Per iniziare, potete creare uno sfondo senza la linea dell’orizzonte, usando un grande foglio di carta e una sedia: attaccate con il nastro adesivo il foglio sullo schienale, facendo in modo che ricada sulla seduta, poi piegatelo con delicatezza e dategli un angolo di 90°gradi. Se desiderate uno sfondo più grande, potete girare la sedia e metterla sul tavolo, facendo in modo che il foglio cada sul piano del tavolo.

L’illuminazione

Illuminare lo sfondo per un’immagine a scopo pubblicitario è facile, poiché avrete bisogno solo di una luce diretta. Potete usare il flash verso il soffitto, su una parete oppure prendere un softbox che diffonda la luce. Se non avete nulla di simile a disposizione, potete usare anche la luce che viene da una finestra, ma in questo caso si dovrà fare ancora più attenzione all’esposizione per evitare il rischio di avere uno sfondo biancastro oppure grigio. Fotografate prima lo sfondo da solo, controllando l’istogramma, poi impostate manualmente le aperture e il tempo di otturazione.

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Oliviero Toscani
Oliviero Toscani

Fotografia pubblicitaria: fotografare il cibo

Insieme alle boccette di profumo, il cibo è uno dei soggetti più popolari e più ripresi nella fotografia pubblicitaria, sia per l’emozione che trasmette in chi lo guarda (desiderio di mangiarlo) sia perché colpisce in modo importante l’occhio. Se preso dalla giusta angolazione e con il giusto sfondo, il cibo può assumere dei tratti realistici e molto brillanti in fase di post-produzione e di grafica. Negli anni 80 prevalevano le foto molto rigide, glaciali e persino troppo formali, dove si mostrava un puré a metà cottura e che sembrava ad un gelato sciolto. Oggi invece l’approccio è molto più vitale e spesso non è raro che, guardando l’immagine di un piatto o di un cibo, si provi il desiderio irresistibile di mangiarlo.

Per cosa viene usata la fotografia del cibo?

I social network sono diventati ormai un luogo molto incisivo e dove le persone entrano di frequente per guardare le ultime novità, quindi non c’è da stupirsi se le aziende ne abbiano intuito il potenziale e abbiamo iniziato ad usare Facebook, Twitter e altri social per farsi pubblicità. Come per gli spot che passano in televisione o che si vedono affissi per strada, anche per l’azione sui social viene sfruttato sia l’impatto visivo (dato dalla foto) sia quello testuale (dato da un testo molto breve). Tuttavia, a differenza dei primi due, la pubblicità sui social è gratuita o richiede pochi investimenti, quindi non è raro che le ditte medio-grandi, e talvolta anche quelle piccole, si affidino a dei professionisti per fotografare i loro prodotti o il cibo che offrono, a volte anche servendosi di una modella. È il caso ad esempio dei ristoranti, dei take away o di quei locali che propongono eventi oppure aperitivi.

Oliviero Toscani
Oliviero Toscani – United Colors of Benetton

Esercizio pratico: come fotografare il cibo

Se volete provare anche voi a fotografare il cibo, i migliori risultati si ottengono impostando la modalità macro e con un obiettivo 70mm x 210mm oppure macro. Anche lo stile e la presentazione del piatto giocano un ruolo importante, come anche la profondità di campo. Fate attenzione ai colori e all’equilibrio dell’immagine, inoltre se ne avete l’opportunità, tenete a portata di mano dell’olio per consumo alimentare usatelo per lucidare i cibi, di modo che appaiano brillanti. A meno che non si tratti di alimenti che vanno serviti freddi, cercate di essere molto rapidi e di fotografare il cibo non appena viene servito, perché ci vogliono pochi secondi perché perda il suo aspetto invitante, cambi colori o si sciolga. Se non vi sentite ancora sicuri, potete iniziare a provare con un piatto di prova, meglio se vuoto, prendendo in considerazione anche oggetti come bicchieri, posate e tovaglioli. Iniziate con qualche ripresa dall’alto (potete ottenerla salendo su una sedia o su uno sgabello), poi provate ad esercitarvi con la prospettiva e a riprenderlo di lato. Cambiate obiettivo per avere risultati diversi.

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Francesca Orelli: è nata a Mendrisio (Svizzera) il 9 febbraio 1988, ma ha viaggiato in tutta l'Europa e attualmente vive in un piccolo paesino della Valle di Muggio e immerso tra le montagne. Ha iniziato a muovere i primi passi come fotografa nel 2009 e adesso esercita la professione come freelance, dopo essersi specializzata nella fotografia pubblicitaria, naturalistica, still life e glamour. Quando non ha l'occhio o lo sguardo fisso sullo schermo LCD della sua Nikon 600D o della sua Canon 1100D, studia per laurearsi in lettere moderne e collabora attivamente come seo writer e giornalista indipendente per diversi blog. Tra le sue pubblicazioni: “Sognando Rock” (Edizioni Creativa, 2008), “Nelle mani della ribelle” (Edizioni Leucotea, 2012) e “Innamorata di un cantante” (Edizioni Leucotea, 2015).