Olympus chiude il business delle fotocamere. Fine di un’era

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Era nell’aria da qualche tempo e puntualissima la conferma: Olympus chiude ed esce definitivamente  dal business delle fotocamere dopo 84 anni di attività come uno dei marchi più riconoscibili al mondo nel settore.

In un avviso pubblicato oggi sul suo sito web, Olympus ha annunciato di aver firmato un memorandum d’intesa per la vendita della sua divisione macchine fotografiche a Japan Industrial Partners (JIP), la stessa società di investimento che ha acquisito il business dei PC VAIO di Sony nel 2014.
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Olympus e JIP intendono firmare un accordo giuridicamente vincolante entro il 30 settembre di quest’anno, per rendere quindi operativa la cessione a partire dal Gennaio 2021.
Olympus è entrata per la prima volta nel settore delle fotocamere nel 1939, rilasciando il Semi-Olympus I che utilizzava il primo obiettivo Zuiko. Nei decenni successivi, l’azienda h immesso sul mercato molti modelli di fotocamere popolari, tra cui la Pen nel 1959 e il sistema reflex 35mm OM 35mm che gareggiavano ad armi pari contro fotocamere del calibro di Canon e Nikon.

Purtroppo negli ultimi anni, i produttori di fotocamere come Olympus hanno faticato a rimanere redditizi, poiché l’ascesa degli smartphone dotati di ottiche sempre più potenti (vedi il Huawei P40) ha fatto precipitare il mercato delle fotocamere tradizionali, specie le Point & Shot. E questo ha fatto prendere la decisione finale, ovvero la chiusura del business delle fotocamere, al fine di permettete all’azienda di concentrarsi sul suo business dei dispositivi medici. Il fatto che Olympus chiude il suo business fotografico, quindi, non è proprio un fulmine a ciel sereno.

E non ha aiutato il fatto che nel 2011, l’ex amministratore delegato di Olympus rivelò come l’azienda abbia usato una serie di acquisizioni per nascondere decenni di perdite, scatenando un grande scandalo aziendale che ha macchiato il rispettabile marchio.

Olympus ha implementato misure per far fronte al mercato delle fotocamere digitali estremamente severo, a causa, tra l’altro, della rapida contrazione del mercato causata dall’evoluzione degli smartphone“, afferma Olympus nel comunicato stampa. “Olympus ha migliorato la struttura dei costi ristrutturando le basi produttive e concentrandosi su obiettivi intercambiabili ad alto valore aggiunto, con l’obiettivo di rettificare la struttura dei guadagni a quelli che possono continuare a generare profitti anche con il calo delle vendite“.

Alla fine, i suoi sforzi per attirare più fotografi verso le sue linee di macchine fotografiche e obiettivi non sono riusciti a portare il business alla redditività: “Nonostante tutti questi sforzi, l’azienda Olympus Imaging ha registrato perdite operative per 3 anni fiscali consecutivi fino al termine del periodo terminato nel marzo 2020“, continua l’azienda.

Olympus sostiene infine che JIP potrebbe essere in grado di rendere il business delle fotocamere Olympus più “compatto, efficiente e agile” per raggiungere una “crescita auto-sostenibile e continua”.

La OM-D e la tutta la linea ZUIKO continueranno a vivere grazie a questa vendita e la nuova società di proprietà e gestita da JIP sarà responsabile di tutte le attività di ricerca, sviluppo e produzione delle telecamere e degli obiettivi. Sperando che possa non sia costretta, a sua volta, a mettere la parola fine ad una storia quasi centenaria.

Olympus chiude il business fotografico: che futuro?

Ma cosa significa tutto questo per le future fotocamere Olympus e per coloro che già possiedono un modello Olympus? La società, come spiegato a Techradar, afferma: “Siamo grati a tutti i nostri clienti per la loro fedeltà e il supporto ai nostri prodotti e per la loro passione per la fotografia. Durante le discussioni in corso, Olympus Imaging opererà come al solito: continueremo a lavorare su iniziative innovative per i nostri clienti e lanceremo nuovi prodotti come previsto“. Una volta effettuata la cessione, sarà JIP a fornire supporto per i prodotti una volta di Olympus.

Non è ancora chiaro cosa il fondo d’investimento JIP intende fare con il ramo d’azienda che va a prendersi, ma ciò non significa la fine per le sue amatissime fotocamere OM-D o gli obiettivi Zuiko. Olympus sostiene inoltre che i nuovi prodotti previsti per il 2020 saranno ancora lanciati secondo il programma.

Il fondo che ha acquisito il ramo d’azienda di Olympus,  “utilizzerà la tecnologia innovativa e le capacità uniche di sviluppo dei prodotti che sono state sviluppate all’interno di Olympus, e realizzerà una crescita continua del business portando prodotti e servizi migliori agli utenti e ai clienti“. In altre parole, assumerà la proprietà dei modelli esistenti di Olympus e cercherà di svilupparne di nuovi, possibilmente in linea con alcune delle roadmap che l’azienda aveva delineato fino al 2023.

Olympus chiude con le fotocamere e JIP rilancia?

Per capire cosa potrebbe succedere nel futuro, possiamo dare un occhio a ciò che è accaduto quando la società giapponese JIP ha acquistato il business Vaio di Sony quando l’azienda ha deciso di uscire dal mercato dei PC nel 2014: questo ha portato alla creazione di una Vaio Corporation, che è partita abbastanza lentamente nei mercati americani e asiatici prima di tornare ad operare anche in Europa con una nuova gamma di portatili.

Se da un lato è stato bello vedere il ritorno del marchio Vaio, dall’altro i suoi portatili aziendali non sono stati accolti particolarmente bene. Il che non fa ben sperare

Ma non sempre le cose vanno male: qualche tempo fa è successa una cosa simile con  Nokia, che ha concesso in licenza il suo nome alla società finlandese HMD Global, ha portato a una forte partnership che ora produce una gamma di smartphone di grande impatto e budget, quindi una vendita come questa non è necessariamente la fine del cammino per un marchio molto amato: Olympus chiude il business fotografico, ma i suoi prodotti potrebbero sopravvivere.

 

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