L’effetto Orton

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Michael Orton è un fotografo canadese famoso per le sue fotografie “eteree”, immagini che richiamano alla mente i quadri realizzati da pittori paesaggisti. Si tratta di fotografie dove alcuni dettagli sono confusi, fuori fuoco, mentre altri sono perfettamente visibili, il tutto condito da colori leggermente innaturali.

Queste immagini, ovviamente, non sono realizzate con la macchina fotografica, ma si tratta di immagini processate al computer e nate dalla fusione di due differenti scatti della stessa scena. La tecnica che ne deriva prende il nome dal suo ideatore, ovvero l’effetto Orton.

Copyright Fotografare in Digitale
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Realizzare una foto con l’effetto Orton, come detto, prevede l’uso di un software di post processing quale può essere Photoshop, ma richiede anche la cattura di due immagini della stessa scena (ovviamente è fondamentale l’uso del cavalletto e di un remotizzatore di scatto al fine di evitare sia disallineamenti che vibrazioni o colpi accidentali all’apparecchio fotografico).

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Una volta individuata la vostra scena perfetta, sistemate cavalletto e macchina fotografica, quindi passate in modalità manuale.

Effetto Orton – Prima fotografia

Tarate il vostro apparecchio affinché sia massima la profondità di campo a disposizione, quindi con un’apertura pari a f/16 o f/22. Quindi settate l’esposizione in modo che la sia sovraeposta di almeno 2 stop. Scattate.

Effetto Orton – Seconda fotografia

Tarate il vostro apparecchio affinché sia minima la profondità di campo, ovvero usate la massima apertura disponibile (f/2.8, f/4 o quella che avete a disposizione). Quindi sovraesponete l’immagine di uno stop ma soprattutto mettete totalmente fuori fuoco l’immagine: non dovete essere in grado di vedere i dettagli ma solo delle macchie di colore.

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Effetto Orton – Montaggio – Metodo 1

Il primo metodo è quello più classico, che consiste nel prendere le due immagini ed aprirle in Photoshop. Apritele in modo che siano due layer della stessa immagine.

Una volta fatto ciò, modificate il menu a tendina sulla destra (sopra i layers) e passate da “normal” a “multiply”.

effetto orton

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Una volta che avrete cambiato il valore, Photoshop provvederà a fondere le due immagini, fornendovi il valore finale.

Effetto Orton – Montaggio – Metodo 2

Il secondo metodo è tutto da applicarsi in post processing a immagini che avete catturato in modo tradizionale. Scegliete una foto che vada bene e apritela in Photoshop.

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effetto orton

Quindi applicate una sovraesposizione tale da portarla ad un livello sufficiente per l’uso dell’effetto Orton. In photoshop potete andare su  Immages> Apply image e nella finestra di dialogo usare “sceeen” come modalità di blending (con un’opacità al 100%). Questo dovrebbe essere sufficiente. E questo dovrebbe essere il risultato:

effetto orton
A questo punto duplicate il livello e lavorate sulla copia che avete appena fatta. Dovete sfocare l’immagine per cui andate su Filter> Blur> Gaussian Blur .e nella finestra di dialogo utilizzare un raggio intorno ai 25 pixel. 25 pixel è un buon compromesso, ovviamente potete provare con valori differenti finquando non troverete quello che maggiormente vi aggrada.

La foto modificata apparirà così:

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effetto orton
A questo punto siete giunti alla fine: nel menu a destra, quello dei layer, selezionate dal menu a tendina il “multiply” invece del normal. Photoshop effettuerà una sorta di unione delle immagini ed il risultato finale sarà più o meno il seguente:

effetto orton
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Quindi, salvate la vostra nuova immagine ed il gioco è fatto.

Effetto Orton – Consigli utili

  • del treppiede ho già detto. Lo ripeto. Senza le foto non saranno mai al 100% sovrapponibili e quindi utilizzabili
  • La sfocatura massima si ottiene alla massima apertura. Assicuratevi quindi di stare utilizzandola. Una foto troppo a fuoco non farebbe ottenere il risultato voluto
  • Usate un obiettivo del tipo 70 – 210mm or 28 – 70mm….sono quelli che danno i migliori risultati.
  • Quando effettuate la sfocatura, assicuratevi che le aree fuori fuoco (quelle molto fuori fuoco) siamo delle macchie di colore, con contorni indistinguibili o quasi.
  • Evitate di riprendere il cielo o delle scene con luce dura, quindi in presenza di chiariscuri molto marcati o di ombre molto scure. Quando si applica l’effetto Orton, le ombre appariranno particolarmente scure e quindi non proprio il massimo. Una luce di una giornata nuvolosa è la migliore.
  • Usate la compensazione dell’esposizione della fotocamera per ottenere la giusta sovraesposizione. La somma dei valori impiegati dovrebbe essere 3, quindi potete usare 2 stop per la foto sfocata ed 1 stop per l’altra o viceversa.