La macrofotografia – la composizione

La composizione nell’ambito della macrofotografia, così come in ogni differente branca della fotografia, è il punto più complesso e complicato da affrontare, soprattutto perché è un aspetto particolarmente specifico e personale e varia da fotografo a fotografo.

Composizione significa sistemare i vari elementi compositivi di una fotografia (il soggetto, il posatoio, lo sfondo, gli oggetti di contorno) in maniera armonica in modo tale che non stridano e non creino delle situazioni  non piacevoli per l’occhio dell’osservatore. Qualunque fotografo sa bene che uno scatto non deve essere effettuato in maniera frettolosa ma va pensato: l’inquadratura, le luci, l’angolazione, i colori sono tutti elementi che devono essere analizzati prima di premere il pulsante.

Nella composizione fotografica, soprattutto in macrofotografia, gioca un ruolo fondamentale anche l’orientamento della macchina fotografica: il nostro soggetto rende meglio con uno scatto verticale o orizzontale? Una scelta che deve essere fatta non solo in funzione del soggetto che andiamo a fotografare ma anche in funzione di ciò che circonda il nostro soggetto:

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Mosca su un pistillo - Copyright TomQuah

Questa foto, se fatta in orizzontale, avrebbe perso tutto il suo fascino: per far entrare la mosca ed il pistillo nella foto avremmo dovuto allargare l’inquadratura introducendo altri elementi nell’immagine e rischiando di distogliere l’attenzione dell’osservatore dal soggetto principale.

Attenzione anche alla regola dei terzi: per quanto sarebbe importante applicarla, nella macrofotografia diviene particolarmente difficile riuscire a costruire l’immagine rispettandola.

Cavalletta - Copyright Michael Whay

Nella fotografia della mosca la regola dei terzi non è stata rispettata: scelta giustificata dall’ingrandimento molto spinto e dalla necessità di introdurre, nell’immagine, anche parte del posatoio di quest’ultima. Nella fotografia qui sopra della cavalletta, al contrario, si è tenuto conto della regola dei terzi  con il corpo della cavalletta posizionato nella parte centrale della foto (quindi nel terzo centrale) e con l’occhio in primo piano posizionato all’intersezione di due righe. Anche le zampe “da salto” sono sistemate in maniera perfetta,a formare una linea diagonale che parte l’angolo in alto a destra per concludersi su una linea verticale dei nove quadranti: una sistemazione un po’ troppo perfetta, tanto da far sospettare (viene fatto spesso in macrofotografia) ad un’immagine “croppata”.

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Nel creare la composizione perfetta, non bisogna mai sottovalutare due aspetti fondamentali: l’appoggio del nostro insetto/oggetto e lo sfondo. Nella foto della mosca, per esempio, il pistillo è un elemento molto importante nella valutazione dell’immagine e contribuisce ad aumentarne il suo valore (in termini di interesse dell’osservatore). Decisamente più di quanto possa essere la superficie su cui poggia la cavalletta. Superficie che però guadagna in interesse grazie ad uno sfocato molto spinto che riesce a togliere “banalità” al cemento colorato.

In entrambe le foto sono presenti due sfondi indistinguibili: vuoi per il fortissimo sfocato, vuoi per la presenza di un fondo uniforme, in entrambi i casi i fotografi sono riusciti ad isolare i loro soggetti. Operazione non riuscita nella foto qui di seguito: se la presenza di fiori similari non crea disarmonia, quest’ultima è creata dal fondale “spezzato” e dalla troppa luce nella parte destra. L’uso di un fondale di cartone alle spalle del fiore avrebbe sicuramente creato un effetto migliore di quanto ottenuto nello scatto.

Copyright Howi

Occhio anche alla fotogenia del soggetto che state fotografando: moltissimi insetti sono decisamente più interessanti visti di profilo che non di piena faccia. E’ il caso della mosca della prima immagine: la vista di sbieco permette di meglio apprezzare la complessità del suo occhio, complessità che sarebbe andata in buona parte perduta con un’inquadratura frontale.

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Un’altra via particolarmente interessante per fotografare gli insetti è pensare “oltre” la semplice macrofotografia. Perché limitarsi infatti a fotografare, per esempio, una mantide religiosa ritta su uno stelo, quando è possibile, con un po’ di pazienza, ottenere una foto del genere?

Copyright Pavani Valerio

Fotografata in condizioni di luce normali o con l’uso di un flash, sarebbe stata una mantide come un’altra, una foto come un’altra. L’uso sapiente oltre che della composizione anche della luce del sole alle spalle dell’insetto ha prodotto un effetto silhouette di tutto rispetto: una foto che si fa notare e che esce dai confini della macrofotografia pura.

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Fondatore di Fotografare in Digitale, ho sempre amato il mondo della fotografia e la possibilità di catturare un momento, un attimo, una sensazione tramite un semplice scatto. Nato come fotografo per caso quando misi le mani sulla mia prima Nikon D1, ho ampliato le mie conoscenze ed esperienze fotografiche, decidendo quindi di condividerle con chiunque fosse interessato alla fotografia. Sono un fotografo amatoriale di buon livello e continuo imperterrito a girare per le città con la fedele Nikon (ora una D800) appesa al collo.