La composizione fotografica – i Colori

0
6120

Nel 1676 Newton dimostrò (in maniera empirica) come la luce bianca fosse composta da sette colori fondamentali (rosso, arancio, giallo, verde, blu, indaco, viola). E fu grazie a questa scoperta che si aprì la vera e propria era del “colore” con la scoperta di altri importanti principi quale quello dei colori complementari: nella scala cromatica esistono dei colori che, se sommati, danno come risultante il bianco. Trovare il colore complementare è anche abbastanza facile: dato un colore, il suo complementare è il risultante della somma di tutti gli altri colori. Se per esempio il nostro colore è il verde, sommando gli altri 6 colori ci troveremo con il rosso. Rosso e verde sono complementari ed infatti, se sommati, danno il bianco.

Cosa è il colore? il colore è un fenomeno relativo alla capacità dell’occhio umano di percepire le diverse lunghezze d’onda, ovvero delle radiazioni. Ad ogni lunghezza d’onda il nostro cervello associa un differente colore. Ovviamente non tutte le lunghezze d’onda sono percepite dal nostro occhio: siamo in grado di vedere solo le lunghezze comprese tra 380 nm e 780 nm. In questo range, il nostro cervello associa i colori che variano dal violetto fino al rosso. Al di sotto ed al di sopra esistono ovviamente altre lunghezze d’onda che al nostro occhio sono invisibili (come le radiazioni emesse dai cellulari, dai router WiFi, dai satelliti e via discorrendo).

Lo spetto elettromagnetico

Le lunghezze d’onda visibili vengono anche chiamate spazio cromatico. Lo spazio cromatico è riportato in un diagramma cromatico o Diagramma di cromaticità CIE 1931:

----- annuncio pubblicitario ----- ----- annuncio pubblicitario -----
Diagramma CIE 1931

Nel diagramma cromatico sono riportati tutti i colori generabili e questi giacciono dentro il triangolo rettangolo colorato in nero. All’interno di questo triangolo è tracciato il diagramma CIE dei colori reali. Questo diagramma ha la forma di una campana e racchiude tutte le possibili tinte che l’occhio umano può “vedere”. Al di fuori della campana (ma sempre all’interno del triangolo) ci sono tutti i colori non visibili (o non distinguibili dal nostro occhio). Il diagramma CIE gode, proprio per il modo in cui è stato generato, di alcune importanti caratteristiche:

  • Al centro del diagramma CIE è presente un punto C di importanza strategica. È il cosiddetto “Illuminante CIE”, assunto come riferimento e corrispondente alla radiazione emessa da una superficie bianca illuminata da luce diurna media.
  • Lungo il perimetro curvo della campana si trovano tutte le tinte spettrali alla loro massima saturazione.
  • Nella parte alta del diagramma ci sono le famiglie dei verdi; in basso a sinistra i blu, in basso a destra i rossi.

Fateci caso, questo diagramma non vi ricorda la tavolozza dei colori presenti in tutti i programmi di fotoritocco? In effetti anche in quel caso si tratta del diagramma CIE anche se “snaturato” e reso quadrato per una questione di semplicità.

Torniamo adesso ai colori. Come accennato in altri articoli, i colori giocano un ruolo fondamentale nella composizione di una scena. Anche perché i colori hanno una loro simbologia e dei significati molto differenti tra di loro.

----- annuncio pubblicitario ----- ----- annuncio pubblicitario -----

La simbologia dei colori

Rosso: è il primo colore dell’arcobaleno, è il primo colore a cui tutti i popoli hanno dato un nome. Incarna movimento e attività, la luce rossa infatti ha l’intervallo di lunghezze d’onda piu’ ampio e per tale motivo le sue vibrazioni possono avere un effetto stimolante. Stimola l’appetito e a questo proposito viene usato nei ristoranti; simbolo del cuore e dell’amore, del dinamismo e della vitalità, della passione e della sensualità, dell’autorità e della fierezza.

Copyright Bosela

Giallo: il colore del carattere solare, dell’idealista, dell’illuminazione. Rimanda alla radiosità che risveglia e dà calore. Spinge al movimento e corrisponde ad una condizione di libertà e sviluppo. Simbolo del sole e dell’oro e della saggezza, appartiene alla sfera dell’espansione, dell’idealismo e dell’azione. Il giallo migliora la concentrazione e la velocità del metabolismo. Simboleggia anche caldo, codardia, cautela, paura.

----- annuncio pubblicitario ----- ----- annuncio pubblicitario -----

Blu: il blu è il colore del cielo. La scelta numero uno come colore introspettivo. Il blu fa sì che il cervello produca ben 11 tranquillanti chimici quindi è un colore estremamente calmante. Motiva le persone, aumentandone l’energia. Gli addetti alla produzione lavoreranno meglio in una stanza blu. Non è un buon colore per gli ospedali.

----- annuncio pubblicitario ----- ----- annuncio pubblicitario -----

Verde: un colore intermedio nello spettro tra il giallo e il blu. Si trova in natura come colore di erba, foglie, di alcuni frutti, e del mare. Il verde è il colore di Madre Natura, gli amanti del verde possono essere volubili. E’ il colore di denaro.

----- annuncio pubblicitario ----- ----- annuncio pubblicitario -----

Viola: è il colore della fantasia. Regalità, intelligenza, ricchezza, bellezza, ispirazione, sofisticazione, alto rango, esaltazione, eccessiva retorica ornamentale.


I colori primari

Si definiscono colori primari quei colori che  non si possono ottenere dalla mistione di altri colori. I colori primari sono giallo, blu ed il rosso.

I colori secondari

Mischiando due colori primari si ottengono i colori secondari:

  • giallo + rosso = arancio
  • giallo + blu = verde
  • rosso + blu = viola

Ogni coppia di colori primari genera un colore secondario. Effettuando tutte le combinazioni otteniamo i 6 colori fondamentali a cui si associano il bianco ed il nero. Tutti gli altri colori che conosciamo non sono altro che una versione più o meno brillante e più o meno chiara di questi colori.

I colori terziari

Mischiando un colore secondario con il colore primario adiacente otteniamo un colore terziario. Ad esempio:

  • giallo + verde = verde giallognolo
  • giallo + arancio= giallo aranciato
  • rosso + arancio= rosso aranciato
  • rosso + viola= rosso violaceo
  • blu + verde= blu verdastro
  • blu + viola= blu violaceo

I colori complementari

Si definisce colore complementare di un dato colore quello che gli è opposto nella ruota cromatica:

  • il colore complementare del giallo è il viola e viceversa;
  • il colore complementare del rosso è il verde e viceversa;
  • il colore complementare del blu è l’arancio e viceversa.

Attraverso il colore complementare è possibile controllare il grado di saturazione di un colore. Quindi, se ho un colore giallo cadmio e voglio ottenere una versione meno brillante (perchè magari voglio dipingere la sabbia), mischio quel giallo con un pochino di viola. Se ho un oggetto rosso, come ad esempio una mela, dipingerò la parte in luce con quel colore, mentre per la parte in ombra mischierò quel color con un pò di verde.

 Sintesi Sottrattiva e sintesi additiva

I colori primari mescolati in coppie producono colori più scuri, e quindi una diminuzione della luminosità o chiarezza (sintesi sottrattiva).  I primari additivi sono i colori che vengono utilizzati nella mescolanza additiva. Da qui nasce il modello di colore su cui si basa il funzionamento della macchina fotografica digitale (RGB). Mescolare questi colori porta un aumento della luminosità o della chiarezza (sintesi additiva).

La materia ed il colore

I raggi che vengono percepiti come colorati dall’occhio sono riflessi dagli oggetti. I diversi materiali hanno la capacità di assorbire diverse lunghezze d’onda ad esclusione del colore
riflesso: l’oggetto appare colorato perché riflette un determinato colore mentre gli altri vengono assorbiti. La mela appare rossa perché assorbe le lunghezze d’onda viola, indaco, blu, verde, mentre riflette in parte giallo e arancio e soprattutto rosso. Un oggetto nero assorbe tutti i colori mentre un oggetto bianco li riflette tutti.

Il significato di un colore, come abbiamo visto in precedenza, dipende da una associazione arbitraria fatatta dal nostro cervello oppure da un’associazione motivata, in quanto sussisterebbe una effettiva relazione tra colore e significato. In questo secondo caso, il senso del colore può anche derivare dallo stimolo fisiologico che è capace di produrre negli uomini, provocando una certa reazione emozionale. Il rosso ha effetti di natura eccitatoria (ansiogena o euforizzante), il blu invece ha effetti di natura calmante (relax, ma anche depressione). In questo senso si può parlare di significati motivati dei colori.  E’ quindi possibile individuare delle correlazioni tra gli effetti di alcuni colori sull’organismo e i significati che essi acquisiscono. Tuttavia, tali significati possono assumere valenza diversa: il rosso, per natura eccitante, è spesso avvicinato alla passione e all’amore, ma anche a uno stato di tensione (pericolo, divieto).

La Luminosità e la Saturazione

La luminosità dipende dalla maggiore o minore distanza di un colore rispetto al bianco. Per questo, il giallo appare il colore più brillante, mentre il viola quello più “buio”, perché è al contrario molto lontano dal bianco e molto vicino al nero. Il bianco puro riflette tutta la luce, il nero pure la assorbe: dalla mescolanza di bianco e nero in proporzioni variabili dipende il formarsi di una corrispettiva scala chiaroscurale.

La saturazione indica il grado di purezza del colore; il colore è tanto più puro quanto più si allontana dal grigio (che è un colore acromatico). I colori spettrali, quelli dell’arcobaleno, sono considerabili puri al 100% in quanto non sono prodotti da  mescolanze e non contengono grigi. Nel caso del viola, ecco la scala di saturazione/luminosità:

Il senso del colore

L’assegnazione di un senso significativo alle differenze cromatiche dipende dall’ambiente, dalla cultura, dall’esperienza. Ad esempio, le popolazioni che abitano nel deserto hanno nomi specifici per i diversi colori della sabbia, a differenza dell’uso  occidentale, in cui si parla di “color sabbia”, al più declinato secondo i concetti di chiaro/scuro.

Oggi, il colore di certi oggetti tende a essere interpretato come portatore di significato rispetto al carattere delle persone. Ovviamente, il valore assegnato è strettamente legato alla cultura in cui si sviluppa: un auto diplomatica deve essere blu,
perché questo è il “codice” stabilito dalla nostra cultura; se un diplomatico giungesse a un evento ufficiale con un auto arancione, susciterebbe quantomeno scalpore.

Il linguaggio dei colori esprime significati di ordine politico, militare, religioso, professionale e lavorativo: ancora oggi sopravvivono espressioni strettamente legate a correlazioni cromatiche, come le tutte blu, i berretti verdi, gli azzurri.
Tradizioni e leggende poi si mischiano e portano a spiegazioni diverse a seconda dei momenti e dei luoghi; pare che il rosso scelto dalle giubbe rosse servisse a mimetizzare le tracce di sangue nemiche. Le camicie rosse dei garibaldini, invece, non furono scelte per motivazioni del genere, ma perché quando Garibaldi era in Uruguay sfruttò una partita di tute rosse destinate ai lavoratori dei mattatoi per vestire 500 volontari da guidare contro il dittatore del paese.  Da allora il “rosso garibaldino” è simbolo di eroismo e di liberazione.

Ma il rosso è anche il colore di Marte, dio della guerra (infatti anche Marte è chiamato il pianeta rosso). Però il rosso è anche simbolo di amore, questo perché Afrodite, dea dell’amore, fu pazzamente innamorata di Marte. Le spose cinesi, infatti, vestono di rosso (mentre il bianco è il non-colore funerario). Nella tradizione occidentale il rosso saturo dei vestiti divenne simbolo di nobiltà, più costoso e pregiato del rosso normale.

Se in questi casi la simbolicità del colore è data dallo status symbol, in altri casi il significato attribuito al colore esprime fattori ideologici e culturali (o pubblicitari)…una volta, Babbo Natale era un folletto verde, ma una volta adottato come testimonial della Coca Cola è diventato rosso.

Un colore può assumere un valore per “convenzioni culturali” (arbitrarie) o per “somiglianze con elementi della natura” (motivate). La codifica sarà più o meno forte in base a quanto il valore è condiviso. Quando prevale un’interpretazione, l’attribuzione di significato non si regge su regole rigidamente codificate. Quando il significato di un colore deriva dalla sua somiglianza a elementi della natura, l’interpretazione non si basa più su convenzioni arbitrarie, ma su convenzioni motivate:  il verde associato alla giovinezza in analogia con i prati verdi primaverili (giovinezza del ciclo annuale).

L’Armonia dei colori

Quando si scatta una foto o si compone un quadro, è fondamentale, proprio per questo tipo di visione dei colori, scegliere degli accostamenti “giusti”. E’ necessario fare in modo che i colori siano armonici o, al contrario, totalmente disarmonici in modo da giocare con le forti differenze cromatiche. Ecco nella figura a seguire il cerchio di armonicità dei colori (per maggiori approfondimenti si queste tematiche vi rimando al sito HandPrint che ha trattato tutta la tematica dei colori in maniera pressoché eccellente – in inglese – )

La tavola di "armonia" dei colori

Come esperimento per valutare l’armonia dei colori, inseriamo all’interno di un quadrato colorato dei quadrati grigi, della stessa luminosità. Il quadrato grigio assumerà di volta in volta una sfumatura del colore complementare rispetto al colore attorno al grigio. L’esperimento dimostra che l’occhio umano è maggiormente appagato quando viene rispettata la legge dei complementari.

Disco dei complementari di Itten

Il Colore come Icona o come Indice

I segni iconici significano per somiglianza con l’oggetto rappresentato. Quando il colore viene associato a un elemento tipicamente portatore di quel colore, allora tale colore acquisisce valenze significative derivate da quello stesso oggetto.L’azzurro di una vernice risulta maggiormente leggero perché è simile all’azzurro del cielo.

Nei casi di significazione del colore come indice, il colore viene associato alla coloritura che un certo oggetto assume in determinate condizioni: il verde di una foglia di insalata è indice di freschezza, ma in un formaggio indica che è andato a male.

La valenza del colore dipende anche da che cosa esso va a colorare: ci sono immagini e cose che hanno bisogno di conservare un colore ben preciso, mentre altri oggetti, che convenzionalmente e storicamente sono stati di un colore, vengono proposti in colorazioni alternative. Prendiamo l’esempio di un divieto: dovrà essere sempre rosso. O anche Babbo Natale che sarà sempre rappresentato in Rosso. Anche se, prima della Coca Cola, era verde (caso, appunto, di uso di colorazione alternativa).

Psicologia del colore

Comunemente, si considerano i colori come generatori di emozioni. E’ vero che ogni stimolo coloristico produce effetti sul sistema nervoso, ma bisogna anche considerare che la psiche umana non dipende solo da fattori neurologici, ma che essa è
costituita da una serie di energie consce e inconsce. Ciascuna personalità ha un modo di vivere le emozioni e gli affetti, e conseguentemente interpreta in maniera diversa i colori.

Bisogna tuttavia anche considerare che il senso simbolico dei colori, in termini psicocromatici, si manifesta come energia psicosomatica che viene recepita dall’inconscio e poi inviata alla coscienza in termini di sensazioni emozionali e affettive;
dunque, per quanto ognuno possa interpretare i colori in maniera diversa, esiste comunque un simbolismo cromatico legato all’inconscio dell’uomo, incontrollabile a livello razionale. Infatti, questa energia psicocromatica deriva da valenze archetipiche dei colori, fattori originari che costituiscono la psiche nei suoi aspetti consci e inconsci.

Tuttavia, tale energia archetipica del colore produce la sua influenza psichica secondo la soggettività psicologica di ognuno, dando così luogo a risposte differenti a seconda delle circostanze e delle personalità.
Secondo Jung, nel corso della storia dell’umanità gli esseri viventi, assistendo sempre agli stessi avvenimenti, si sono creati degli archetipi, comuni a tutti gli esseri umani. Gli archetipi sono fattori a priori, e compaiono nel contesto individuale assumendo caratteri soggettivi. Gli archetipi sono si dunque universali, ma variano da cultura a cultura e da singolo a singolo; allo stesso modo fanno i colori.

Tutto questo per dire che a ogni colore non corrisponde sempre un calore archetipico universale, ma che alcune qualità dei colori hanno rilevanza archetipica e di conseguenza effetti psichici sul piano emozionale, affettivo, interpretativo ed espressivo. I colori della natura, della terra, del cielo sono tutti impressi archetipicamente nella mente umana.

La psiche soggettiva genera simbolismi cromatici suoi propri, nonché la simpatia/antipatia per alcuni colori specifici. Tali forme di attrazione o repulsione verso un colore possono dipendere anche da esperienze pregresse della persona.

Quando si vogliono armonizzare i colori relativamente alla loro luminosità, lo spazio colorato dovrebbe essere inversamente proporzionale alla luminosità. Per esempio, dato che il viola è tre volte meno luminoso del giallo del giallo, esso dovrebbe occupare uno spazio tre volte  maggiore nella scena, così da ottenere un effetto armonizzato e omogeneo in termini di luminosità.

Tale armonizzazione tra colori può essere svolta per ogni coppia di colori, calcolando gli angoli che sottendono la vicinanza al bianco di ogni colore della coppia.
Gli angoli dei colori spettrali sommati danno 360° all’interno del cerchio cromatico: giallo 30°, arancio 40°, magenta e verde 60°, ciano 80° e viola 90°. Quindi, prendendo ad esempio giallo e verde, il loro rapporto è 30/60 ovvero 1/2.

I Colori Caratteriali

Secondo Jung, vi sono due tipologie caratteriali fondamentali: introverso ed estroverso. Dal punto di vista cromatico, i colori estroversi sono quelli più appariscenti, luminosi, chiari, mentre al contrario i colori introversi sono meno appariscenti, più scuri. Ma è anche importante l’accostamento dei colori: se un colore scuro compare tra colori chiari, diventa particolarmente appariscente, assumendo una funzione estroversa. Quando invece un colore è in un contesto di colori simili, la sua funzione denota introversione.

Gli effetti Cromatici

Gli effetti cromatici possono avere un fortissimo impatto sulla scena:  un quadrato bianco su fondo nero appare più grande di un quadrato nero su fondo bianco. Il bianco è irradiante e dilata i limiti del quadrato,mentre il nero li contrae.

Un altro esempio è dato dall’accostamento del bianco, del giallo e del nero: il quadrato giallo su bianco risulta scuro e dà un effetto di lieve e delicato calore; sul nero, acquisisce un’altissima luminosità ed un carattere freddo.

Contrasti di Colore

Si parla di contrasto di colori quando si avvertono differenze o intervalli evidenti tra due effetti cromatici posti a confronto. Secondo Itten, si possono distinguere sette tipi di contrasto cromatico, che analizzeremo in dettaglio Contrasto di colori puri: il più semplice dei contrasti cromatici, si crea accostando qualsiasi colore al massimo punto di saturazione. Per creare questo tipo di contrasto, sono necessari almeno tre colori nettamente distinti: la triade più forte è quella composta da rosso, blu e  giallo.

Contrasto di chiaro e scuro: il contrasto principe in questa situazione è quello tra bianco e nero, con alcune variazioni di grigio all’interno. Ma il principio vale anche per altri colori come il blu o per dei mix molto simili tra loro.

Vediamone un esempio pratico: nella foto a seguire il blu è il padrone assoluto della scena e tutto si gioca sull’uso delle differenti tonalità.

Contrasto di freddo e caldo: è probabilmente il contrasto con maggiori possibilità espressive. In un paesaggio, gli elementi più lontani appaiono di colore più freddo a causa degli starti atmosferici, quindi il contrasto freddo/caldo è utile per rendere
anche la prospettiva.

 

Contrasto dei complementari: si definiscono complementari due colori i cui pigmenti mischiati tra loro generano un grigio neutro. Classici esempi di complementari sono giallo-viola, rosso-verde, blu-arancio (opposti nel cerchio cromatico).

Contrasto di simultaneità: è una reazione del nostro occhio di fronte ad un colore. Se per esempio osserviamo per un un po’ di tempo un colore, l’occhio produce da sé il colore complementare, quindi cerca di ristabilire l’equilibrio.

Contrasto di qualità: è un contrasto tra colori intensi, luminosi e altri smorti, offuscati. Un puntino rosso posizionato al centro di uno spazio blu, indipendentemente dalle sue dimensioni, attrae l’attenzione dell’osservatore.

Contrasto di quantità: nasce dal reciproco rapporto quantitativo di due o più colori. Bisogna considerare due fattori che determinano l’effetto di un colore: la sua intensità e le dimensioni. Goethe ha stabilito una scala numerica dei valori
luminosi:
– Giallo: 9
– Arancio: 8
– Rosso: 6
– Viola: 3
– Blu: 4
– Verde: 6

Da questi valori discendono i valori delle coppie di complementari:
– Giallo: Viola = 9:3 (rapporto di 3 a 1)
– Arancio: Blu = 8:4 (rapporto 2 a 1)
– Rosso: Verde = 6:6 (rapporto 1 a 1)
Per creare una composizione armonica, i rapporti vanno invertiti: il giallo, tre volte più luminoso, dovrà occupare uno spazio più piccola di tre volte rispetto al viola.
Il contrasto di quantità si verifica quando su estese aree di colore uniforme è presente una piccola zona di colore molto diverso. Questa piccola macchia di colore si evidenzia per contrasto come risulta evidente per la rossa camicia del contadino nel Paesaggio con la caduta di Icaro di Pieter Bruegel il Vecchio.

Accordi Cromatici

Per accordo cromatico si intende l’accostamento di più colori in base alle loro relazioni oggettive. Possono esistere accordi a due, tre, quattro o più colori.
Accordi a due: i colori diametralmente opposti sul disco (complementari) formano un accordo a due armonico.

Accordi a tre: si ha un accordo cromatico armonico a tre scegliendo i colori posti in corrispondenza dei vertici di un triangolo equilatero inscritto nel disco cromatico. Un esempio di accordo a tre è dato dai colori primari giallo-rosso-blu. Si ha un accordo a tre anche utilizzando un triangolo isoscele.

Accordi a quattro: si ha un accordo cromatico a quattro accostando i colori posti in corrispondenza dei vertici di un quadrato o di un rettangolo inscritti nel disco cromatico. Ad esempio sarà armonica la combinazione di colori giallo/rosso-arancio/viola/blu-viola.

Accordi a sei: è possibile ottenere accordi cromatici a sei inscrivendo nel disco cromatico un esagono. Un esempio di accordo cromatico a sei è dato da giallo-arancio-rosso-viola-blu-verde.

Colori e Figure

Così come per i colori fondamentali si riconoscono degli specifici valori, allo stesso modo è possibile fare con le tre forme fondamentali: quadrato, triangolo e cerchio. Il quadrato è simbolo di materialità, rigorosa chiusura, pesantezza, naturalmente associato al rosso, colore simbolo della materia. Il triangolo, simbolo del pensiero, ha una corrispondenza con il giallo. Il cerchio dà una sensazione di distensione e di costante dinamicità viene associato al blu.