Coronavirus (COVID-19): quale impatto sui fotografi?

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L’impatto del coronavirus sul mondo della fotografia è, come prevedivile e come per tanti altri settori, importante.

Come avete sicuramente letto, con Il nuovo decreto relativo alla salvaguardia della popolazione dal contagio per Coronavirus, sono stati vietati tutti gli spostamenti da e per la zona arancione nonché limitati quelli internamente alla zona stessa.

La sospensione di qualunque tipo di eventi, iviinclusi quelli sportivi e i matrimoni, nonché quelli ludici e di intrattenimento (sportivi, concerti e via discorrendo) non è una bella notizia per noi fotografi in quanto viene meno buona parte delle attività che generano guadagno. In particolare i fotografi di matrimonio in questo periodo devono completamente annullare le uscite fotografiche, così come quelli che seguono gli eventi sportivi (quelli non cancellati sono a porte chiuse, quindi se siete accreditati potrete svolgere il vostro lavoro). Periodo di magra anche per i fotografi di eventi (aziendali o privati) o concerti, costretti a restare a casa per mancanza totale di attività.

Ecco l’estratto del decreto che ci riguarda più da vicino:

a) sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli 
 eventi sociali,  in  cui  e'  coinvolto  personale  sanitario  o   personale
incaricato dello svolgimento di  servizi  pubblici  essenziali  o  
di pubblica utilita'; e' altresi' differita a data successiva al termine
di efficacia del presente decreto ogni altra attivita'  convegnistica
 o congressuale; 
b) sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di 
qualsiasi natura, ivi  inclusi  quelli  cinematografici  e  teatrali,
svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato;
[..]
g) sono sospesi altresi' gli eventi e le competizioni sportive di ogni
 ordine e disciplina, svolti in  ogni  luogo,  sia  pubblico  sia
privato; resta comunque consentito lo svolgimento dei predetti eventi 
e competizioni, nonche' delle  sedute  di  allenamento  degli  atleti
agonisti, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, 
ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico;

Fanno eccezione i fotografi di cronaca, e ne abbiamo esempi lampanti sui giornali: le fotografie continuano ad essere pubblicate, con i fotografi costantemente impegnati a ritrarre scorsi delle nostre vite “ai tempi del Coronavirus”.

Per quanto riguarda gli spostamenti all’interno della zona arancione, sono consentiti quelli relativi a esigenze di lavoro  previa autocertificazione (qui il modello), da compilarsi anche al momento dell’eventuale richiesta da parte delle autorità competenti ( potreste essere fermati per esempio da un vigile o da un carabiniere).

a) evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in 
uscita dai territori di cui al presente articolo, nonche' all'interno
dei medesimi territori, salvo che per  gli  spostamenti  motivati  da
 comprovate esigenze lavorative  o  situazioni  di  necessita'  ovvero
spostamenti per motivi di salute. E' consentito il rientro presso  
il proprio domicilio, abitazione o residenza;

Ora, la domanda è: un fotografo che sta andando a fare fotografie (sia street che di paesaggi), può fare questo autocertificazione? Si tratta di un caso limite e, considerando le differenti interpretazioni, è possibile che non sia accettata: l’autocertificazione può essere sottoposta a controllo, ovvero le forze dell’ordine possono controllare se effettivamente la persona si stia recando nel posto di lavoro (anche controllo fisico in ufficio, ad esempio), quindi come dimostrare che l’attività in questione non è improrogabile?

Diverso il caso in cui il fotografo si stia recando presso uno studio o a casa di un cliente: in tal caso l’autocertificazione compre la tipologia di spostamento (come specificato nella direttiva).

a) gli spostamenti potranno avvenire solo se
 motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per 
motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà
 essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli 
forniti dalle forze di polizia. Un divieto assoluto, che non ammette
 eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della 
quarantena o che sono risultate positive al virus.
b) I controlli sul rispetto delle limitazioni della
 mobilità avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi 
infrastrutture del sistema dei trasporti. Per quanto riguarda 
la rete autostradale e la viabilità principale, la polizia 
stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le 
prescritte autodichiarazioni. Analoghi servizi saranno svolti lungo la 
viabilità ordinaria anche dall’Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali.

Insomma, il periodo è complicato, non solo per la categoria dei fotografi. E il coronavirus sta colpendo, e ce ne rendiamo conto anche noi, anche i siti di fotografia, d’improvviso offuscati da chi fornisce notizie: il calo di visitatori, in particolare in concomitanza con l’inasprirsi della crisi, è importante, con punte che raggiungono il -40% nei due giorni successivi alla creazione della zona rossa e della Zona arancione (Lombardia compresa).