Come prevenire il “backscatter” nelle fotografie subacquee

Con il termine inglese Backscatter si indica generalmente l’insieme dei riflessi causati dalle particelle sospese nell’acqua e che, nelle nostre fotografie, compaiono normalmente come tanti puntini luminosi. Nell’immagine di seguito viene descritto, in maniera molto semplicistica il principio: la luce colpisce la particella e viene riflessa, spesso con un angolo tale da colpire nuovamente il nostro obiettivo e manifestarsi, di conseguenza, come un puntino luminoso.

La fotografia subacquea e il backscatter sono “compagni di letto”: non è praticamente possibile la prima in assenza della seconda, anche se è possibile ridurre al minimo il fenomeno ed in alcuni casi annullarlo. Ovviamente non sto parlando del caso in cui l’acqua sia molto impura (un pesce che ha mosso la sabbia per esempio) ma di situazioni “standard” dove le particelle sospese sono “nella media”.

Il metodo più facile per evitare il backscatter è quello di non usare il flash: è la sua luce riflessa che crea il problema. Ovviamente questo è possibile quasi in superficie e con parecchia luce…per profondità maggiori (già dai 3 metri) bisogna cercare altre soluzioni.

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Backscattering generato da particelle sospese in acqua

Posizionare il flash di lato.

Il backscatter, come dice stesso il nome, è dovuto al “ritorno” della luce verso l’obiettivo. Questo accade quando il fascio di luce emesso dal flash viene rimbalzato verso lo stesso flash. Più il flash è vicino alla lente, più questo fenomeno sarà fastidioso. Più, al contrario, il flash è lontano dal corpo macchina, meno riflessioni verso la lente avremo (ma soprattutto a minor intensità) e migliore sarà la qualità della nostra fotografia. Per fare ciò è quindi necessario evitare il flash interno della nostra macchina e acquistare sempre dei flash che di scostino il più possibile dall’apparecchio fotografico.

Più il flash sarà posizionato di lato al soggetto da fotografare, meno disturbi avremo: un’altra soluzione, soprattutto se si è in due, è quello di usare un’unità remota anche se, per ovvi motivi, scomoda e di lento utilizzo.

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Flash lontani dal corpo della macchina fotografica!

A volte, però, il backscatter sarà presente, non importa quanto ci impegnamo per evitarlo. Sfortunatamente, non si può sempre vedere il backscatter sullo schermo LCD  della fotocamera, soprattutto quello generato dalle particelle più piccole: l’unica soluzione è usare la funzione zoom, ma non tutti i case permettono di accedere a tutti i comandi della fotocamera. In tutti questi casi, l’unica soluzione è affidarsi alla post-produzione: Può sicuramente più Photoshop di qualunque flash in commercio.

Onde evitare lo scattering, come già detto, bisogna minimizzare la distanza tra l’obiettivo e il soggetto: meno acqua, meno particelle.

Muovetevi con calma:  eviterete di agitare le acque e sollevare pulviscolo.

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Non spaventate gli animali: se uno fugge via, alzerà inevitabilmente pulviscolo dal fondo o dalla roccia vicina.

Posizionatevi di lato al soggetto:in questo modo le perturbazioni dovute alla nuotata del soggetto non dovrebbero generare pulviscolo che a sua volta potrebbe provocare backscattering.

Posizionate il soggetto tra voi ed il sole: in questo modo potete utilizzare la luce solare per illuminare il soggetto (e quindi ridurre la potenza del flash – immagino che sia un TTL). Essendo il sole posizionato di fronte, non genererà problemi di scattering (ma di flare si, quindi occhio!) e la fotografia verrà più “pulita”.

In soldoni, infine, non sarà quasi mai possibile evitare il fenomeno del backscattering ma sarà possibile fortemente limitarlo e, nella migliore delle ipotesi, eliminarlo in fase di post processing.