Le vibrazioni dovute al ribaltamento dello specchio: come risolvere

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Le vibrazioni, soprattutto quanto si usa un obiettivo a focale molto lunga, possono essere particolarmente deleterie per la fotografia finale, sia che queste siano dovute alla mano umana (mancanza di cavalletto, pressione del pulsante di scatto o semplici tremori della nostra mano) che alla macchina fotografica stessa (le vibrazioni introdotte dal ribaltamento dello specchio, un cavalletto non troppo stabile). Per questo motivo il suggerimento principe è sempre quello di utilizzare un treppiede ed un remotizzatore di scatto in grado di cancellare le vibrazioni legati alla nostra interazione con la macchina fotografica.

Per quanto questi due accorgimenti sono in grado di risolvere gran parte delle problematiche legate alle vibrazioni, c’è un’ulteriore causa di vibrazioni cui si fa poco riferimento o più, banalmente, ci si dimentica: il ribaltamento dello specchio.

Il ribaltamento dello specchio è un movimento meccanico che porta a spostare lo specchio dalla sua posizione parallela al sensore ad una posizione perpendicolare allo stesso, in modo da permettere il passaggio della luce dall’obiettivo al sensore stesso. Questo movimento è rapidissimo (il “clack” che si sente quando si scatta la foto) e per il peso dello specchio stesso genera delle micro vibrazioni che non sono per nulla trascurabili, specie a tempi di scatto molto lunghi.

La seguente serie di fotografie mostra una serie di prove effettuate utilizzando lo stesso soggetto bersaglio (una banconota) ripresa a con differenti tempi e differenti aperture (lavorando in priorità di tempi). Le immagini sulla sinistra mostrano la banconota fotografata in modalità standard (lo specchio si ribalta normalmente) mentre le immagini a destra mostrano la banconota fotografata con lo specchio bloccato (aperto). Per una questione di praticità, riporto solo un dettaglio delle fotografie dove è visibile la differenza.

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Come si vede, le immagini sulla sinistra sono tutte più mosse rispetto a quelle a destra ed il mosso aumenta con l’incrementarsi del tempo di scatto: il micromosso dovuto al ribaltamento dello specchio è decisamente evidente e a tempi di scatto brevi rende illeggibili le linee di dettaglio della banconota.

Il test ovviamente è stato effettuato posizionando la macchina fotografica (Canon 5D Mark 2 equipaggiata con un 70-200 f2.8L IS) su di un cavalletto, è stato impiegato un remotizzatore di scatto ed in entrambi i casi (con o senza specchio bloccato) è stata usata la messa a fuoco manuale, impostata al momento del primo scatto (con lo specchio alzato, ricordo, è necessario mettere a fuoco manualmente prima di alzare lo specchio).

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Ovviamente, a partire da f11, anche le immagini sulla destra soffrono del mosso ma questo è dovuto al fenomeno della diffrazione contro il quale possiamo fare ben poco.

Come evitare il micromosso dovuto al ribaltamento dello specchio?

La risposta più ovvia sarebbe quella di bloccare lo specchio ma questo ci fa perdere l’uso del mirino ottico, costringendoci ad usare questa tecnica solo nel caso di scatti che possiamo realizzare con calma, visto che messa a fuoco e composizione devono essere fatti precedentemente al blocco dello specchio.
Una seconda opzione è quella di usare il live view: in questa modalità lo specchio è ribaltato e tutte le operazioni si effettuano tramite il display. Di contro, la messa a fuoco diventa particolarmente lenta e si “snatura” un pochino la reflex stessa (ah, il buon vecchio mirino ottico).

Una terza possibilità è quella che molti fotografi usano quando non hanno modo di perdere un poco di tempo: mettere sopra la macchina fotografica un sacchetto pieno di fagioli (o piselli, o sabbia) in modo da smorzare, almeno in parte, queste vibrazioni.

Infine, ricordo che il micromosso sarà quanto più evidente quanto più lunga è la lunghezza focale in uso: con un grandangolare probabilmente potete considerare trascurabile il “danno” fatto dalla vibrazione dovuta al ribaltamento dello specchio, mentre a focali lunghe la situazione peggiora tantissimo, fino a divenire notevolmente fastidiosa quando si sano focali lunghissime o catadiottrici (quindi superiamo i 500mm). Provate a fotografare la luna usando un 1000mm (nel mio caso uso un catadiottrico da 500mm ed un moltiplicatore di focale 2X): non ci sarà verso di far apparire netti i contorni del nostro satellite. Almeno finquando non bloccherete lo specchio…

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