Toshiba abbandona il mercato dei sensori fotografici

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Cala il sipario su un altro produttore di sensori fotografici, ovvero la giapponese Toshiba Corp., che proprio nella giornata odierna ha ufficializzato la cessione (o meglio, la fase finale delle trattative relative alla cessione) del proprio comparto dei sensori fotografici alla concorrente Sony Corp.

Il prezzo su cui le due società stanno ragionando si aggira sui 20 miliardi di yen (165 milioni) e l’accordo potrebbe essere annunciato già questa settimana. Ricordo che Toshiba è alla disperata ricerca di nuovi liquidi per tentare di arginare lo scandalo contabile che l’ha investita, con un taglio ai profitti degli ultimi 7 anni di ben 1.3 miliardi di dollari.

D’altro canto, Kazuo Hirai (presidente di Sony) sta investendo in maniera massiccia nel comparto dei sensori fotografici, divenuto uno dei core business della società nipponica, un comparto in grado ancora di generare profitti elevati, con poche aziende in grado di produrre prodotti di alta qualità e con una richiesta sempre più crescente e che va dalle reflex professionali fino agli smartphone.  Sony, ad oggi, è già leader del mercato globale nell’ambito dei sensori fotografici ed ha già investito qualcosa come 290 miliardi di yen negli ultimi tempi per tenere il passo con la domanda da parte dei suoi clienti (tra i quali non possiamo non citare i giganti degli smarthone:  Apple, Samsung, Microsoft, LG…senza dimenticare che Sony ha prodotto il sensore fotografico della Nikon D800 e successive).

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Per rendere l’idea di cosa diventerà Sony una volta acquisita la divisione sensori di Toshiba, basti pensare che attualmente Sony controlla il 40% del mercato globale dei sensori CMOS (pari a 8,7 miliardi di dollari), contro il 16% del secondo produttore, Techno System Research: dopo la finalizzazione dell’accordo il market share di Sony dovrebbe tranquillamente superare il 50%, non male se si considera che il mercato globale dei sensori CMOS dovrebbe superare i 12 miliardi di dollari entro il prossimo 2020.

Nell’accordo di acquisizione sono comprese anche le fabbriche di Toshiba, cosa che permetterà a Sony di produrre circa 100mila unità in più per ogni mese.

cietà, nel mese di settembre si è impegnato a potare le imprese underperforming, tra cui riduzione della forza lavoro di elettrodomestici, personal computer, televisori e semiconduttori.

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