La Macrofotografia: introduzione

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La fotografia  close-up e macro sono due delle forme più impegnative ma al contempo le  più eccitanti e gratificanti.

Se gli oggetti di uso quotidiano posso essere dei soggetti macro eccellenti, fornendo una gamma infinita di campioni e di possibilità, un po’ più complicato è trovare la “mano” per riuscire a fare delle ottime foto close-up e macro. Bisogna essere in grado di padroneggiare la tecnica  ed in particolare essere in grado di definire la giusta tecnologia a contorno, a partire dal giusto obiettivo fino a giungere alla luce sia per intensità che per direzione.

Entrando un po’ più nel dettaglio, cominciamo con il definire i due tipi di fotografia nominati in precedenza: la fotografia close-up è un tipo di fotografia utilizzabile in qualunque situazione e racchiude tutti quegli scatti dove il soggetto è particolarmente vicino all’obiettivo e viene rappresentato, nello scatto finale, a circa  un decimo della dimensione reale.

La fotografia macro, invece, si riferisce a quegli scatti dove il soggetto finale è più grande di quanto non lo sia nella realtà: l’ingrandimento classico è per esempio di 4x o 5x, anche se, il vero arco di inquadramento della macrootografia, così come definito dalla norma DIN 19040, è riassunto in questa tabella:

Andare oltre con l’ingrandimento ci porta al di fuori della macro fotografia e ci fa sconfinare nella micro fotografia: in questi casi si ha a che fare con immagini dove gli ingrandimenti sono necessariamente più spinti tanto da rendere necessario degli obiettivi molto particolari o l’uso di microscopi.

I Rapporti di riproduzione

Nel mondo della fotografia close-up e macro,  il concetto di rapporti di riproduzione è utilizzato per dare un’indicazione dell’ingrandimento ottenuto: parametro fondamentale se si vuole fornire, insieme allo scatto, una reale indicazione delle dimensioni del soggetto.

Se un oggetto lungo 25 mm è sistemato in modo tale da riempire totalmente (almeno longitudinalmente) il sensore da 25mm  (e quindi l’immagine finale),  il rapporto di riproduzione è  1: 1 (o 1X) ovvero viene riprodotta sul sensore a grandezza naturale. Se un soggetto è lungo 50 mm ed è fotografato in modo tale da essere “compreso” nello spazio di un sensore da 25mm, allora si indicherà un rapporto di 1: 2 (o 1/2X). Analogamente, se un soggetto lungo  12,5 mm è focalizzato in modo che esso si adatti esattamente al sensore da 25mm, allora il  rapporto sarà di 2: 1 ( o 2X).

Attenzione alle stampe: che sia un foglio di carta o un monitor, bisogna considerare anche questo ingrandimento. Ad esempio, se  abbiamo un soggetto fotografato nel rapporto 1:1  con un sensore grande 24x16mm ed effettuiamo una stampa su di un foglio grande 250x200mm , allora il rapporto di ingrandimento finale sarà pari a 1X moltiplicato 10X, quindi 10X.

goccia macro
DerWeg / Pixabay

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