Selfie boudoir: perché sono importanti

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Avete speso tantissimo tempo a fotografare clienti, modelli e modelle, fatto fotografie ad amici e parenti. Vi siete impegnati nella ritrattistica e in altre forme di fotografia, ivi compreso il nudo. Ma ogni fotografo che si rispetti vuole essere costantemente sul pezzo, migliorare se stesso, provare nuove tecniche e pose. Eppure, per quanto possa sembrare strano o assurdo, c’è un soggetto che probabilmente non avete mai fotografato ma è potrebbe essere il vostro miglior modello di sempre, leggendovi nel pensiero: VOI stessi. E quindi, via di selfie boudoir!

Indipendentemente da quale fase della vostra carriera fotografica state attraversando, indipendentemente dal fatto che siate un fotografo maschio o femmina e indipendentemente dal vostro livello di fiducia in voi stessi, i selfie boudoir devono essere una parte della vostra vita fotografica. E vi do 5 buoni motivi.

selfie boudoir
By: Jesus del Toro GarciaCC BY 2.0

1. Non siate ipocriti

Quante volte avete predicato, rimarcato, chiesto a clienti/soggetti/modelli di essere se stessi, di non mettersi in posa? Quanto spesso avete rassicurato i clienti nervosi dicendo che con il passare degli scatti le loro insicurezze si sarebbero sciolte, che gli scatti sarebbero migliorati e che sareste stati in grado di tirare fuori il meglio di loro? Non siate ipocriti e fatevi le stesse raccomandazioni, una volta in posa dinanzi alla vostra macchina fotografica.

2. Per imparare

Essere in totale controllo dell’illuminazione, delle pose, degli scatti, del montaggio è l’esperienza più completa che possiate fare per imparare a fare foto di boudoir. Sarete voi a controllare voi e solo voi stessi per creare splendide immagini. I vari tentativi da fare, gli errori, le pose orrende nel creare i selfie boudoir saranno incredibilmente frustranti, ma mettersi di fronte alla vostra stessa fotocamera vi permetterà di esaminare ogni scatto realizzato e immediatamente intervenire su tutto al fine di ottenerne un altro corretto e migliorato.

Foto: Jesus del Toro Garcia

3. Per il blog e i social

Avete notato quanto poco materiale didattico ci sia in giro per il boudoir? Ma allora, perché non crearlo voi stessi? prendete le vostre foto anonime, organizzatele in modo da avere un po’ di materiale coerente (tipo lo stesso shooting, la stessa tipologia di immagini) e caricatele sul vostro blog, sui vostri social network quali Instagram, Facebook e Twitter. E non pensiate che sia solo un vezzo: questo vi porterà tantissimi commenti e contatti: un ottimo modo per ampliare la vostra rete sociale, un ottimo modo per trovare nuovi clienti.

4. Per sperimentare

Cosa c’è di meglio se non fare pratica su se stessi? Fare selfie boudoir aiuta a spingere i confini di quello che pensiamo essere il nostro stile. Attraverso la sperimentazione di selfie, potreste scoprire per esempio di amare le immagini più scure, grintose,cupe…mentre vi ostinate a fotografare badando alla luminosità, alla pulizia, alla gioia.

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5. Per imparare.

So bene che è una ripetizione di quanto già detto, ma è fondamentale capire che farsi selfie boudoir è il miglior modo per capire come funziona questo tipo di fotografia, come correggere i propri errori e come riuscire ad avere sempre il meglio dalla nostra macchina fotografica.

Appurato quindi che farsi selfie boudoir è una cosa buona e giusta, passiamo al punto numero due: come si danno i selfie? So bene che molti di voi si dilettano con lo smartphone allungando il braccio o usando l’asta per selfie….ma qui stiamo parlando di fotografia, non di gioco. Quindi, se mai ve ne siete fatti, dimenticate tutto e cominciate a leggere.

Selfie bodouir: come farli

Prima di ogni cosa: cosa volete ottenere facendovi dei selfie? Avete intenzione di creare materiale anonimo (ovvero immagini in cui non siete identificabili)? Volete realizzare degli scatti sensuali? Volete evidenziare emozioni diverse? Focalizzatevi su di un obiettivo e cercate di non cambiarlo durante la stessa sessione di scatto. Tanto il modello è sempre a vostra disposizione, potete provare altro in un altro momento.

Foto: Patrick Mölley

Quindi, preparatevi. Preparate la stanza, le luci e voi stessi. Datevi un tempo massimo di 30/40 minuti (ricordate che siete modelli/tecnici/fotografi/scenografi) e preparate tutto il necessario: vestiti, scarpe, acconciature. Ma senza esagerare: chi ha detto che servono tanti vestiti o tanto trucco per fare delle belle foto?

Impostate l’attrezzatura: non serve installare luci, riflettori, pannelli. Potete usare la luce diurna che filtra dalle finestre, la luce arrificiale e, nel caso ce ne sia poca, decidere di scattare immagini low light o comunque scure. L’unica cosa importante è avere la macchina fotografica ed un appoggio, meglio se un cavalletto. Ed un telecomando.

Fate uno scatto di prova al fine di determinare le impostazioni della fotocamera. Ricordatevi di definirle sulla base di un soggetto che vi assomigli, quindi possibilmente voi stessi: è infatti fondamentale che l’esposizione sia tarata in modo corretto e quindi su una scena che include tutti i chiaroscuri e i colori che userete nella foto finale.

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selfie boudoir
By: Mateus Lunardi DutraCC BY 2.0

Se non volete fare troppe volte avanti e indietro ma volete rimanere dietro la macchina in questa fase, allora vestite un cuscino e cercate di coprire il cuscino stesso con un drappo di stoffa che abbia un colore simile alla vostra pelle (e capelli).

Dato il margine di errore in questo tipo di foto, scattate con un’apertura leggermente più ampia di quella che usereste normalmente. Questo vi aiuterà a garantire una corretta messa a fuoco.

per quanto riguarda la messa a fuoco, inulte dire che dovete inserire nella scena, nel punto esatto in cui volete che la foto sia a fuoco, un oggetto su cui, appunto, focalizzare. Un orsacchiotto, uno sgabello, una sedia, o anche un oggetto piccolo ma che sia facilmente inquadrabile.

Impostare il timer a intervalli, oppure usate un telecomando. Tecnicamente, usare il timer è meglio che usare il telecomando per due motivi: il primo è che avrete le mani libere (nascondere il telecomando, se usate il timer sul telecomando, vi fa perdere concentrazione). Il secondo motivo è che avendo una sequenza di scatti temporizzati, potete tranquillamente focalizzare la vostra attenzione sulla posa (senza pensare a dove avete messo il telecomando!), variando e cambiando posizione e/o espressione tra uno scatto automatico e l’altro. Se la fotocamera non dispone di un timer integrato, è possibile acquistarne uno davvero a buon mercato on-line. Utilizzare un telecomando senza timer è un’opzione, dovrete semplicemente sapere dove nasconderlo.

selfie boudoir
By: Lies Thru a LensCC BY 2.0

Una buona base di partenza è quella di impostare lo scatto ogni 3 secondi in modo da poter scattare, in un un paio di minuti, un buon numero di pose (circa 40). Tre secondi sono sufficienti per cambiare atteggiamento tra gli scatti e non troppi da farvi stancare o perdere troppo tempo. Anche perché ricordate che di sessioni del genere dovrete farne tante…almeno un paio per ogni posa che vi interessa catturare.

Per ogni posa due sessioni. La prima sessione vi servirà come riferimento. Magari tra le 40 fotografie troverete quella che vi aggrada alla perfezione ma tenetevi pronti a rifarla al fine di correggere piccoli problemi come pieghe antiestetiche della pelle, oggetti finiti nella scena per errore e via discorrendo

Naturali. Siate consapevoli del vostro corpo, del mento, delle espressioni facciali. Visualizzate voi stessi dall’altra parte della fotocamera, come se foste dietro l’obiettivo. Quando avete concluso una serie di scatti, studiateli immediatamente. Controllate l’esposizione, la posa, individuate ciò che sembra buono e ciò che deve essere rifatto. Utilizzate questo momento di analisi per individuare esattamente ciò che è necessario modificare durante il successivo set di scatti. E mettetelo in atto!

Foto: Jesus del Toro Garcia

Controllate anche che la vostra figura sia tutta nella scena e che non ci siano parti tagliate (se non intenzionali).

Una volta terminati gli scatti, non resta che importarli sul computer e analizzare nel dettaglio quali e quanti sono quelli buoni. Aspettatevi di buttarne la maggior parte ed eventualmente a fare un’ulteriore sessione, magari in un altro giorno. Farsi dei selfie non è così semplice ma vedrete come tutta l’esperienza che farete vi sarà fondamentale quando avrete un soggetto dinanzi la fotocamera, in quanto saprete molto bene cosa il soggetto prova, pensa, quali sono i suoi problemi e come potete aiutarlo a risolverli.

articolo liberamente tradotto da qui.

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Fondatore di Fotografare in Digitale, ho sempre amato il mondo della fotografia e la possibilità di catturare un momento, un attimo, una sensazione tramite un semplice scatto. Nato come fotografo per caso quando misi le mani sulla mia prima Nikon D1, ho ampliato le mie conoscenze ed esperienze fotografiche, decidendo quindi di condividerle con chiunque fosse interessato alla fotografia. Sono un fotografo amatoriale di buon livello e continuo imperterrito a girare per le città con la fedele Nikon (ora una D800) appesa al collo.