Oculus Quest – la recensione (anche per la fotografia)

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Se sei un appassionato di realtà virtuale, fino ad oggi eri costretto ad acquistare un PC potente e l’hardware dedicato alla realtà virtuale: una soluzione complessa e costosa, di sicuro non alla portata di tutti. Fortunatamente la tecnologia fa passi da gigante, e Oculus (di proprietà Facebook, per la cronaca), uno dei player più importanti nel settore della realtà virtuale, ha presentato un prodotto innovativo: l’Oculus Quest. Si tratta di un dispositivo per la realtà virtuale “stand alone”, in grado di funzionare quindi in autonomia senza dover essere abbinato o collegato ad un PC. Con prestazioni e grafica del tutto paragonabile all’Oculus Rift, il visore che al contrario si collega al computer.

oculus quest

Il grande vantaggio del Quest è che non ci sono cavi e non sono necessari costosi requisiti di equipaggiamento aggiuntivi. L’Oculus Quest è, in un certo senso, un’evoluzione dell’Oculus Go, il dispositivo economico e indipendente di Oculus messo in vendita nel 2018 (ancora in vendita per chi vuole provare la realtà virtuale senza spendere una fortuna).

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Volendo fare un paragone tra il Go ed il Quest, mentre il primo usa un sistema di movimento a “bussola” (legge l’orientazione), il secondo offre un tracking a sei gradi di libertà (6DOF). Questo grazie a due controller di movimento, che assomigliano al vecchio Oculus Touch con alcune piccole modifiche al design, oltre a sensori posizionati ai lati degli occhiali. Questo si traduce nel fatto che puoi andare in giro senza un filo che ti trattiene e i tuoi movimenti sono tradotti nella realtà virtuale. L’Oculus Quest offre la possibilità di passeggiare, piegarsi, accovacciarsi, saltare e anche correre senza il rischio di inciampare su di un filo.

Design del visore

Oculus Quest è una dei visori di realtà virtuale più bello attualmente sul mercato. E’ particolarmente solido e ben progettato, e ciò è chiaro dal momento lo si tira fuori dalla scatola. Il prodotto è particolarmente compatto, misurando 120 mm x 110 mm x 90 mm. Anche il peso è decisamente contenuto, tant’è che indossarlo anche per parecchio tempo non crea un vero problema.

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oculus quest

Il frontale ha un esterno nero opaco con il simbolo di Oculus stampato. I lati sono rivestiti in un tessuto resistente ma decisamente comodo. All’interno c’è una fodera in schiuma attorno agli oculari. Una volta indossato, grazie anche alle cinghie che si tendono gazie a degli elastici interni, il Quest è molto stabile (non si muove) ma anche molto comodo. Una volta tolto, non rimangono i tradizionali segni di una maschera sul volto, cosa apprezzata. Non è presente un sistema di ventilazione, quindi quando si fanno delle sezioni di gioco “stancanti”, si tende a sudare e le gocce di sudore finiscono sugli occhi, cosa che ci potrebbe costringere a riumuovere temporaneamente il visore per asciugarci.

Per fissarlo sulla testa ci sono tre spesse cinghie di velcro – una sopra e una su ciascun lato – che puoi facilmente regolare prima di indossarla e durante il gioco. Queste cinghie in velcro sono attaccate ad una fascia in gomma a forma di triangolo che copre la parte posteriore della testa.

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La vestibilità è ottima, il visore è molto aderente anche se c’è una leggera perdita intorno al naso, anche se bisogna proprio farci attenzione per notarlo durante una sessione di gioco. Personalmente, questa leggera perdita di luce mi è utile per orientarmi: alzando la testa si riesce a vedere un pochino e quindi capire dove si è finiti! La perdita di luce non influisce sui giochi, anche quelli più scuri, in quanto è decisamente piccola.

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La distribuzione del peso del visore è soddisfacente, il che è importante considerando che la Quest è costruita per il movimento e per permettere molti movimenti, anche repentini.

Ai lati del visore ci sono due altoparlanti integrati, il che permette di usare il visore senza l’uso di auricolari. Ma, per chi vuole un’immersione totale, Oculus ha previsto un jack per cuffie da 3,5 mm  sul lato, dove attaccare le proprie cuffie preferite. Un bilanciere per il volume è presente nella parte bassa, così come il pulsante di accensione.

Come entrambi i Rift e Go, c’è un cursore focale nascosto sotto la parte anteriore del visore che ti dà la possibilità di spostare la distanza focale tra gli obiettivi.

Il contenuto della scatola

Nella scatola, molto elegante e anche molto ingombrante, troviamo il visore Quest, due controller touch, l’alimentatore, il cavo di ricarica molto molto lungo, distanziatore occhiali, batterie per i controller e ovviamente le istruzioni.

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Il distanziatore degli occhiali è una buona aggiunta. Come sanno tutti quelli che hanno provato gli occhiali con un visore del genere, questi vengono generalmente schiacciati e danno parecchio fastidio.

Il Quest è dotato di due controller, ciascuno con una levetta di movimento, due pulsanti , un pulsante di scatto (grilletto) ed un altro di presa sul lato del controller stesso. Ogni controller è alimentato da una batteria AA.

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Oculus Questi: I controller

Proprio come il visore , i controller sono di buona qualità. Sono fondamentalmente delle versioni più piccole dei controller Oculus esistenti, ma con l’anello di rilevamento in cima ai controller invece che sotto di essi.

Il design dei controller è ergonomico, il che è importante quando si comincia a tirare pugni o manipolare oggetti. Il peso è molto contenuto ma soprattutto non sfuggono alla presa. Imparare ad usarli è molto facile: esiste una app “primi passi” che insegna a impiegare i controller al meglio. Va detto che dopo un’ora di uso viene spontaneo utilizzarli.

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Riassumendo: il design generale del Quest è molto bello, ma la vera differenza è la libertà senza limiti e il design relativamente compatto.

Le performance

Difficile giudicare le performance, soprattutto considerando che sul mercato abbiamo prodotti parecchio eterogenei quali smartphone, Samsung Gear VR, il PSVR o persino il Google Cardboard. Un vero confronto, però, si può fare con la precedente versione dell’Oculus, quella che si usa appunto abbinata con un PC. E il Quest sorprende.

Il Quest ha un display OLED con risoluzione 1440 x 1600 per occhio. Le immagini sullo schermo appaiono chiare e colorate. Tanto per fare un confronto, il PSVR ha una risoluzione di  960 × 1080 pixel per occhio.

Il motore del Quest è un “vecchio” Snapdragon 835, ma bisogna dire che le performance sono eccellenti, con zero lag e zero ritardi nelle sessioni di gioco (complice anche gli “schermi”, decisamente più piccoli rispetto a quanto accade con uno smartphone).

Iniziare ad usare il Quest è facilissimo: sono pochissimi i passaggi ed i minuti per associarlo allo spartphone (giusto per sincronizzare il negozio e la libreria) e anche per fare il mirroring sul cellulare o altri dispositivi (quali il Chromecast).

Uno dei punti chiave di questo visore è sicuramente il tracciamento del movimento. Questo grazie alla nuova tecnologia Oculus Insight, che utilizza sensori ultra grandangolari sul lato del visore (ben quattro) e algoritmi dedicati. Il tracciamento del movimento è eccellente. La app tutorial, nella quale si deve interagire con oggetti, dimostra quanto preciso sia il traking delle persone ma anche delle mani. Sembra di essere nella “realtà”, con un’accuratezza davvero impressionante.

Un altro grande vantaggio del Quest è che si può impiegare in spazi di tutte le dimensioni. Sia perché non devi preoccuparti di dove andare, collegarlo a un PC e disporre i sensori esterni, sia perché ha anche un eccellente sistema di sicurezza “guardiano” integrato: il Quest ti consente di “disegnare” una linea di confine nella tua stanza, in modo da poter evitare ostacoli, quindi giocare all’interno di quel confine. Ogni volta che ti avvicini al confine, una griglia comincia a essere visualizzata e diviene tanto più visibile quanto più ci si avvicina al confine. Se si supera il confine, la realtà virtuale si spegne e viene mostrato l’esterno, grazie alle telecamere di posizionamento. Una cosa di indubbio vantaggio in quanto permette di muoversi liberamente, come ad esempio prendere oggetti o fare qualcosa di “veloce” senza togliere il visore.

È consigliata un’area di gioco di almeno 2 metri x 2 metri , ma è possibile giocare in meno, è sufficiente disegnare lo spazio disponibile. Il alternativa è possibile scegliere di giocare da seduti, ovvero con un’area di gioco tagliata sulla persona. Va comunque ricordato che alcuni giochi non funzionano bene se stai fermo o seduto in quanto devi essere in grado di raggiungere e afferrare le cose.

L’audio

Oculus Quest è dotato di audio posizionale integrato nella cinghia vicino alle orecchie. Ciò significa che non devi indossare le cuffie per ascoltare l’audio, il che è un vantaggio dato che è un altro filo di cui non devi preoccuparti.

Fai attenzione, però: l’audio è sorprendentemente forte: se non vuoi disturbare le cuffie sono un must..

Gli altoparlanti integrati non sono buoni come un paio di cuffie di alta qualità. Tuttavia, sono una buona base di partenza, anche perché non entrano direttamente nelle orecchie in modo da avere una migliore percezione dello spazio ambientale nel mondo reale, che rende meno probabile imbattersi in cose o non sentire chi ti è intorno.

La batteria

La batteria dura in media due ore quando si gioca con titoli che sfruttano al massimo il processore. In visione di film qualcosa di più. Certo, non è tantissimo ma la scelta è stata quella di non gravare sul peso del visore con le batterie. Il visore può essere usato anche mentre è in ricarica e per questo Oculus ha fornito un cavo USB C – USB C estremamente lungo. Ho potuto usarlo per un’intera sessione senza farmi male, anche perché in caso di “inciampo”, il cavo si stacca facilmente dal visore.

Le App e i Giochi

Il numero delle app e dei giochi è al momento pari a circa 50. Si stazia da giochi sparatutto a giochi musicali, da prodotti di esplorazione (come Wander, un buon esempio di esplorazione del mondo utilizzando i dati di Google Street View) fino a prodotti “cinematografici” (che permettono di vedere video e film su schermi panoramici). Non mancano le app per socializzare. Unica pecca è che sono pochissimi i giochi dotati di una demo, per cui spesso e volentieri è necessario comprare un titolo per provarlo.

oculus quest

In ogni caso, il catalogo crescerà pesantemente, con Oculus che ha già confermato il porting di giochi tipo Superhot VR, The Climb, Face Your Fears, The Unspoken, Robo Recall e Stormlands.

Oculus Quest e la fotografia

Interessante l’uso dell’Oculus Quest per la fotografia: la possibilità di utilizzare una visione così ampia ci permette di visulizzare immagini a “tutto schermo”, con la possibilità di navigare all’interno delle stesse. Nel caso del 2D, si ha la possibilità di vedere tutta l’immagine ad una definizione mai vista prima (certo, non pari ad un monitor ma molto più “grande”. Nel caso del 3D, l’effetto è strabiliante e difficile da descrivere (si gira intorno all’immagine nel vero senso della parola!). in poche parole, è da provare.

Disponibilità e costi

I Quest è disponibile in due versioni: 64Gb e 128Gb. I prezzi, al momento, sono rispettivamente 449€ e 549€.

Conclusione

L’Oculus Quest è semplicemente speciale. È un’esperienza fuori dal comune che ti consente di giocare in sessionidi realtà virtuale davvero immersive in ​​qualsiasi momento e (quasi) ovunque.

Il Quest è un’opzione più economica rispetto ad altri visori: non è necessario un PC o attrezzatura aggiuntiva. Tuttavia, è difficile dire in via definitiva che si tratta di un prodotto accessibile a tutti: nonostante tutto, infatti, Quest ha un prezzo che si aggira sui 500 euro, a cui aggiungere i costi dei giochi. Ovviamente è economico rispetto ai visori high-end che richiedono un PC, ma non è economico.

Ma a parte i costi e alcuni problemi minori, L’Oculus Quest è una soluzione VR divertente, coinvolgente e avvincente che potrebbe conquistare molte persone.

Pro:

  • Niente fili
  • Perfetto per tutte le “teste”
  • La prestazioni sono comparabili con l’oculus Rift
  • Sei gradi di libertà

Contro:

  • Leggera perdita di luce
  • La batteria dura 2 ore
  • Pochissime demo disponibili
  • i giochi non sono proprio economici