Il 2013 ed il tracollo delle macchine fotografiche

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Già in un precedente articolo avevamo parlato della forte contrazione delle vendite nel comparto fotografico, ma la fotografia resa nota dal CIPA (Camera & Imaging Products Association) toglie il velo ad una crisi ben più nera del previsto con una riduzione dei volumi di vendita (e fatturato) inimmaginabile fino a solo un anno fa: il tracollo delle macchine fotografiche in termine di vendite è ben più accentuato di quanto previsto.

A farne le spese sono in particolare le fotocamere compatte le cui vendite sono calate, rispetto al 2012, del 40% e del 60% se rapportate al 2010. Numeri impressionanti, figli più del prepotente affermarsi degli smartphone come apparecchi fotografici per tutti i giorni che della crisi economica. Anche le previsioni per questo 2014 sono tutt’altro che rosee, con un’ulteriore contrazione nelle vendite messa a preventivo: c’è da attendersi l’uscita da questo mercato, sempre meno remunerativo, di alcuni produttori.

Se le fotocamere compatte se la passano male, meglio non va alle nuovissime fotocamere mirrorless, incapaci  di ritagliarsi una fetta sostanziosa del mercato: invece di far segnare un 5.5 milioni di pezzi venduti nel 2012, 9.1 milioni di pezzi venduti nel 2013 e 13 milioni nel 2014 (il Forecast CIPA), le mirrorless hanno fatto registrare rispettivamente vendite per circa 4 milioni nel 2012 ed appena 3 milioni nel 2013, con una contrazione nel’ordine del 25%.

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mirrorless

Le mirrorless, al contrario delle compatte, hanno sentito maggiormente l’influsso della crisi economica: queste “compatte” ad ottiche intercambiabili sono disponibili sul mercato a prezzi non certo alla portata di tutti, spesso superiori a quelli delle reflex di fascia bassa: non certo un incentivo per passare a questi modelli, spesso anche troppo acerbi dal punto di vista tecnico. Va però aggiunto che se molti produttori stanno fuggendo dal mondo delle fotocamere compatte, gli investimenti nel comparto mirrorless continuano e in questo anno dovremmo assistere all’immissione sul mercato di modelli “interessanti”, con autofocus molto più preformanti rispetto ai modelli attuali ma soprattutto a sensori più grandi che “potrebbero” (rumors Sony) raggiungere la dimensione dei full-frame (35mm) nelle ammiraglie.

Per quanto riguarda le fotocamere reflex, anche queste hanno subito un duro contraccolpo, probabilmente legato alla crisi economica: nel 2013 hanno fatto segnare un -19% rispetto all’anno precedente. L’unica “consolazione” per le reflex digitali è il guadagno di posizioni rispetto alle mirrorless, tornate ad occupare solo il 25% per mercato delle macchine fotografiche ad ottiche intercambiabili.

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Dulcis in fundo, diamo un occhio alle vendite delle ottiche intercambiabili: anche per loro una drastica diminuzione delle vendite, attestatasi su un -20% (a 20 milioni di pezzi circa) rispetto al 2012. Riguardo le ottiche, le previsioni per il 2014 sono leggermente più rosee, con un volume di vendite che dovrebbe mantenersi stabile se non in crescita (comunque di pochi punti percentuali).

Per quanto riguarda gli acquirenti dei vari modelli di fotocamere, a fare la parte da leone è il Giappone con il 13% delle vendite complessive, il 15% delle ottiche ed il 27% delle fotocamere mirrorless. Numeri impressionanti se si considera che l’Europa, ben più grande in termini di popolazione, non va oltre il 32% del market share (vendite complessive).