La Macrofotografia: la Luce (parte 2)

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Continuiamo il nostro viaggio nella macrofotografia, ed in particolare nella luce, argomento già trattato nella prima parte di questo articolo,  La macrofotografia: La Luce (Parte 1).

Flash
In macrofotografia il flash è fondamentale, tant’è vero che ai tradizionali flash si affiancano i flash ring (o un adattatore flash ring,o flash ad anello), ovvero un flash posizionato intorno all’obiettivo, all’altezza del suo inizio: questo tipo di flash ha la caratteristica di essere più “diffuso” del flash tradizionale (la cui superficie è, nel totale, inferiore a quella del flash ring) ma soprattutto, illuminando dall’intorno dell’obiettivo, crea un’illuminazione uniforme sul soggetto, almeno nella parte frontale. Ovviamente il flash è posizionabile anche remotamente rispetto al corpo macchina, al fine di ammorbidire le ombre laterali. Certo è che con oggetti vivi posizionare un flash remoto può essere un problema di non poco conto.

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Flash con luce diurna
I piccoli flash elettronici possono essere usati in combinazione con la luce diurna per equilibrare i rapporti di luce. Variando la potenza del flash è infatti possibile creare una serie quasi infinita di effetti, decidendo, in funzione della quantità di luce naturale, se impiegare il flash quale luce principale o come luce di riempimento.

Luce solare  come luce principale e Flash come luce di riempimento
Immaginate di fotografare un fungo ad una luce del sole ragionevolmente dura. Il TTL della nostra fotocamera fornisce  un’esposizione di 160 secondi a f/11. Se aggiungiamo  un flash e lo impostiamo per avere una corretta esposizione a f/11, il soggetto sarà sovraesposto in quanto  ha ricevuto due sorgenti di esposizione “corretta”. Tuttavia, se si compensa di uno stop in negativo ( EV -1) il flash, avremo la luce del giorno dominante ed il flash agirà come luce di riempimento. Ovviamente la luce del flash potrebbe essere comunque troppo forte, per cui sarà necessario effettuare più prove fino ad individuare la giusta compensazione per l’unità elettronica. Tanto per fare un esempio, per un soggetto dai toni neutri, un EV -1.7  potrebbe dare un risultato più gradevole, mentre con un soggetto molto pallido un  valore di EV pari a  -0.7 potrebbe essere la scelta migliore.

Flash come luce principale e luce del giorno come luce di riempimento
Supponiamo che  lo stesso fungo cresca in un fitto bosco, con illuminazione naturale pesantemente ridotta a causa della flora. In questo caso, il flash può essere utilizzato per fornire la luce principale. Ovviamente non esiste che il flash sia posizionato sulla macchina fotografica (non vogliamo la foto piatta), quindi ricordatevi sempre di portare con voi un remotizzatore a filo a radio frequenza. Settate il flash in modo che produca la giusta luce per l’apertura che abbiamo in mente (ad esempio f/11). Se usiamo la velocità di sincronizzazione tradizionale del flash, ovvero 1/125s, lo sfondo della foto sarà particolarmente scuro. Per ovviare a questo problema, il consiglio è di utilizzare la velocità di scatto corrispondente a f/11 del flash il che può corrispondere anche a 1 o addirittura 2 secondi : con l’otturatore aperto per un tempo molto più lungo del tempo di lampo, otterremo uno sfondo decisamente più visibile.
Questa tecnica soffre però di uno svantaggio molto importante: se il soggetto si muove,  saranno registrate delle immagini “fantasma” nella fotografia (oltre al soggetto principale che viene congelato dal flash). Fate sempre molta attenzione quindi quando la impiegate ed assicuratevi che il vostro fungo non scappi via durante lo scatto.

Unità flash dedicate alla macrofotografia
Diversi produttori, tra cui Canon e Nikon, realizzano illuminatori che contengono una o più unità flash sulla parte anteriore della lente. Un esempio è il R1 Wireless Close-Up Speedlight System.

Esso consiste di un anello che si avvita nella parte anteriore della lente che può contenere fino a otto piccole teste flash sistemabili in qualsiasi posizione lungo l’anello e angolate nella direzione appropriata. Questo sistema è particolarmente flessibile quando si passa dalla modalità orizzontale a quella verticale infatti l’anello ruota in modo che le unità flash siano sempre  nella stessa posizione relativa rispetto al soggetto. Le teste flash separate può anche essere utilizzate per illuminare lo sfondo o fornire una retroilluminazione. Il sistema è wireless e la potenza di ogni testa del flash può essere controllata in modo indipendente, consentendo rapporti differenti di illuminazione. Ogni testa del flash ha una luce di “puntamento” che consente un preciso posizionamento del flash.

Staffe per flash ad hoc
Ci saranno occasioni in cui fotografare soggetti di piccole dimensioni è poco pratico, in particolare quando si lavora con piccoli insetti: in queste situazioni può essere impossibile fare a meno del flash e potrebbe essere necessario far si che quest’ultimo sia posizionato in modo “particolare” come ad esempio in una posizione in cui sia in grado di fornire un’illuminazione a pioggia.

In questi casi la soluzione più comoda e semplice è quella di utilizzare una staffa: come nell’immagine di sopra, la staffa (che può essere anche costruita con materiale di risulta in casa) permette il posizionamento della testa del flash a piacere, anche se, in questi casi, è necessario dotarsi del solito remotizzatore a filo o radioelettrico.

Sorgente di luce in fibra ottica
Le fonti di luce in fibra ottica sono disponibili a prezzi decisamente contenuti e offrono un alto controllo delle piccole sorgenti di luce. Essi consistono generalmente in una sorgente luminosa alogena al quarzo inserita all’interno di un contenitore metallico dal quale fuoriescono uno, due, o più bracci flessibili (le fibre ottiche), di lunghezza all’incirca di 1,5 metri.

Il vantaggio di questa illuminazione è che la sorgente di luce emessa dai bracci in fibra ottica è fredda e quindi può essere posizionato vicino a soggetti viventi senza il rischio di danneggiarli. I bracci possono anche essere immersi in acqua se necessario: altro vantaggio innegabile per questo tipo di illuminazione. Anche se costose, le fonti luminose a fibre ottiche sono eccellenti per i soggetti di piccole dimensioni e non è difficile trovare dei box usati a prezzi interessanti su siti come eBay.

Light Box
Un piccolo light box può essere molto utile nella macrofotografia quando si vuole fotografare soggetti trasparenti o traslucidi quali foglie.

Soft Box
Il softbox (o in italiano Tenda da illuminazione) viene utilizzato per soggetti altamente riflettenti come monete metalliche. Il soggetto è effettivamente avvolto da una tenda bianca semitrasparente attraverso la quale viene fatta filtrare la luce. Di Softbox sene trovano a bizzeffe sui siti di aste online (eBay): l’unico vostro problema è individuare la dimensione, il tipo di tessuto con cui è realizzato, il colore.

Campo di illuminazione scuro
Questa è una tecnica derivata dalla microscopia per la visualizzazione di soggetti trasparenti o traslucidi. Il soggetto viene, in poche parole, fatto brillare su uno sfondo nero. La luce viene fatta passare attraverso il soggetto piuttosto che sul soggetto. Questo fa si che il “fondale” rimanga non illuminato ma richiede, al contempo, delle fonti luminose molto precise e piccole.