Introduzione alla calibrazione delle lenti

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Il problema della calibrazione delle lenti non è un problema da poco. Coma calibrare le lenti in uso è qualcosa che tutti i possessori di reflex dovrebbero saper fare, in quanto a causa della natura del sistema di autofocus a rilevamento di fase presente su tutte le fotocamere reflex, sia le fotocamere che gli obiettivi devono essere adeguatamente calibrati er ottenere immagini nitide. Normalmente questo processo viene fatto dai produttori, ma può capitare (e anche abbastanza spesso) di dover intervenire di persona per fare quest’operazione.

E questo perché vari fattori quali i difetti del produttore, la variazione del campione, l’insufficiente controllo di messa a punto,la qualità, la spedizione e il trattamento improprio possono avere un impatto negativo sulla precisione dell’autofocus. Un sacco di fotografi si sentono frustrati dopo aver speso migliaia di euro in attrezzature fotografiche e non essere in grado di mettere a fuoco qualcosa.

la calibrazione delle lenti
Free-Photos / Pixabay

Perché calibrare?

Perché è necessario calibrare le lenti? Con il rilascio di nuove fotocamere ad alta risoluzione come la Nikon D850,  la calibrazione sta diventando un argomento sempre più importante. E questo perché mentre l’aumento dei megapixel nelle fotocamere ha una serie di vantaggi e svantaggi di qualità di immagine, può anche esporre a potenziali problemi meccanici di messa a fuoco. Un leggero problema di messa a fuoco potrebbe non essere così evidente su un sensore da 10-12 MP, ma è molto più evidente su un sensore da 25 o più MP (supponendo che entrambi i sensori abbiano le stesse dimensioni).

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Mentre i fotografi paesaggisti e architettonici potrebbero non interessarsi ai problemi di messa a fuoco (dal momento che fotografano a diaframmi molto piccoli che nascondono piccoli problemi di messa a fuoco), i fotografi di ritratti, eventi e fauna selvatica sono in genere molto più preoccupati di questi problemi. Quanto vi sentireste frustrati se focalizzate su un occhio di qualcuno ma mettete a fuoco il naso o le orecchie?

Il processo di calibrazione prevede di passare attraverso una specifica impostazione della fotocamera che consente la messa a punto dell’operazione di messa a fuoco automatica degli obiettivi, il che significa che NON cambieremo nulla sull’obiettivo reale. La calibrazione fisica delle lenti dovrebbe essere eseguita solo dai produttori, poiché gli obiettivi devono essere smontati, sintonizzati e riassemblati. Non provate mai a farlo da soli a casa, a meno che non sappiate davvero cosa statefacendo e che, aprendo una lente, buttate via la garanzia.

Come funziona la calibrazione

La principale fonte dei problemi di autofocus potrebbe essere una fotocamera o un obiettivo calibrato in modo errato, o entrambi. La procedura evidenziata di seguito può potenzialmente indirizzare tutti e tre gli scenari, a seconda di quanto sia disallineata l’intera configurazione.

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Come accennato, la fotocamera ha un’impostazione che consente di compensare il fuoco posteriore (quando la messa a fuoco è spostata dietro l’area focalizzata) o il fuoco anteriore (quando la messa a fuoco è spostata davanti all’area focalizzata). Questa compensazione può essere eseguita in piccoli stepincrementali (in genere da 0 a -20 e +20 in incrementi di 1), il che consente una regolazione fine del sistema di messa a fuoco automatica.

I numeri negativi compensano il back focus, mentre i numeri positivi compensano i problemi di messa a fuoco frontale. Per dirla diversamente, un numero negativo sposta il punto di messa a fuoco più vicino alla fotocamera, mentre un numero positivo sposta il punto di messa a fuoco lontano dalla fotocamera.

Un fatto importante da tenere a mente è che la calibrazione è specifica per la fotocamera e l’obiettivo, il che significa che se avete più fotocamere e obiettivi, dovete mettere a punto l’autofocus su ciascuna fotocamera e per ogni obiettivo. Inoltre, potrebbe essere necessario ricalibrare periodicamente la fotocamera.

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Convenzione della nomenclatura tra brand

Sfortunatamente non esiste un modo standard per nominare le cose nel mondo della fotografia. I produttori hanno le proprie convenzioni di denominazione, in parte perché il nome è legato alla tecnologia che hanno sviluppato e brevettato loro stessi, in parte perché vogliono semplicemente essere diversi. Ad esempio, Nikon chiama la sua tecnologia di stabilizzazione dell’obiettivo “Vibration Reduction” (VR), mentre Canon lo chiama “Image Stabilization” (IS). Persino Tamron, un produttore di lenti di terze parti sia per Nikon che Canon, ha scelto un nome diverso per stessa tecnologia, ovvero “Vibration Compensation” (VC). . La stessa cosa avviene con la calibrazione dell’obiettivo, che si chiama AF Fine Tune per Nikon, AF Microadjustment per Canon, Sony – Micro regolazione AF per Sony, Pentax – Regolazione AF per Pentax, Olympus – Regolazione messa a fuoco AF Per Olympus.

Tra l’altro, i lettori più attenti ricorderanno che abbiamo già parlato in modo estensivo di come effettuare la microregolazione per le fotocamere Nikon in quest’articolo.

La cattiva notizia è che questa importantissima funzione di calibrazione è disponibile solo sulle reflex di fascia alta, perché tutti i produttori la considerano una funzionalità “avanzata”. Ad oggi, tutte le reflex digitali entry-level e semi-professionali non hanno questa capacità.

Calibrazione delle lenti Prime vs Zoom

La maggior parte degli obiettivi a focale fissa (prime), in particolare sopra la gamma “standard” di 50 mm, ha una profondità di campo molto ridotta a distanze ravvicinate. Di solito sono i primi candidati per la calibrazione, dal momento che una leggera variazione di messa a fuoco può essere piuttosto frustrante per il fotografo. Gli obiettivi zoom, d’altra parte, sono in genere molto più impegnativi, perché c’è un insieme (e non una sola) di lunghezze fisse e apertura con cui lavorare .

Per fare un esempio, un obiettivo superzoom come Nikon 28-300mm f / 3.5-5.6G VR va  da 28mm a 300mm e la sua apertura cambia da f/3.5  a f/5.6. Poiché la calibrazione può essere eseguita solo per una certa lunghezza focale (su alcuni obiettivi con un forte spostamento della messa a fuoco ha senso addirittura selezionare una singola apertura per la messa a punto), quale lunghezza focale bisogna scegliere per effettuare l’operazione? Due le opzioni: o usate una lunghezza focale media o usate quella che normalmente impiegate più di frequente.

Strumenti di calibrazione

Esistono numerosi strumenti gratuiti e commerciali per la calibrazione e la messa a punto degli obiettivi. Uno dei metodi gratuiti fai-da-te prevede la stampa di una serie di linee su un foglio di carta, quindi l’impostazione della fotocamera con un angolo di 45 gradi e lo scatto di immagini. Con fotocamere ad alta risoluzione come la D850, l’utilizzo di questo metodo può produrre risultati imprevedibili, poiché la regolazione fine deve essere molto precisa per ottenere risultati accurati e usare un foglio stampato da voi con una stampante che a sua volta può introdurre errori non è il massimo. 

Un secondo metodo gratuito sempre fai-da-te consiste nell’utilizzare lo schermo del computer con un’immagine di prova, ma nuovamente dovete fare i conti con i problemi del monitor stesso che non sarà perfetto al cento per cento.

Il altro metodo è quello di acquistare uno strumento commerciale come il Datacolor SpyderLensCal, uno strumento professionale affidabile e che permette di ottenere buoni risultati ma che ovviamente richiede tempo e pratica.

Infine, possiamo usare  uno strumento di calibrazione software automatizzato / semiautomatico che può far risparmiare tempo e produrre risultati anche migliori dei metodi di cui sopra. 

 

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Fondatore di Fotografare in Digitale, ho sempre amato il mondo della fotografia e la possibilità di catturare un momento, un attimo, una sensazione tramite un semplice scatto. Nato come fotografo per caso quando misi le mani sulla mia prima Nikon D1, ho ampliato le mie conoscenze ed esperienze fotografiche, decidendo quindi di condividerle con chiunque fosse interessato alla fotografia. Sono un fotografo amatoriale di buon livello e continuo imperterrito a girare per le città con la fedele Nikon (ora una D800) appesa al collo.

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