Come funziona il moltiplicatore di focale o teleconvertitore (Parte 2)

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Continuiamo la discussione sui moltiplicatori di focale (o teleconvertitori). Dopo aver visto cos’è un oggetto del genere nella parte 1 di quest’articolo, passiamo adesso ad alcuni approfondimenti.

I pro e i contro dell’utilizzo di Teleconvertitori

L’ovvio vantaggio dell’utilizzo dei moltiplicatori di focale è la portata estesa a un costo relativamente basso. Ciò diventa particolarmente vero quando si utilizzano obiettivi a focale fissa alta qualità con una varietà di moltiplicatori di focale. Ad esempio, il Nikon 300mm f / 2.8G VR II è un obiettivo fenomenale che funziona bene con tutti e tre i moderni teleconvertitori Nikon, TC-14E ​​III (1.4x), TC-17E II (1.7x) e TC-20E III (2.0 X). Con questi moltiplicatori di focale, il 300mm f/2.8 può trasformarsi in obiettivi da 420mm f/4, 510mm f/4.8 e 600mm f/5.6, il che lo rende un’opzione molto versatile per la fotografia sportiva e naturalistica. I teleconvertitori 1,4x e 1,7x hanno un impatto minimo sulle prestazioni dell’autofocus e sulla nitidezza, perché l’obiettivo è stato specificamente ottimizzato nel suo design per accoppiarsi bene con questi teleconvertitori. Il moltiplicatore di focale 2.0x riduce sicuramente le prestazioni AF ed in particolare la nitidezza, ma la differenza confrontata al prezzo lo rende un’opzione di tutto rispetto.

Un altro vantaggio dei moltiplicatori di focale è che non influenzano la distanza minima di messa a fuoco di un obiettivo. I teleconvertitori non influiscono sulle caratteristiche ottiche degli obiettivi, ma ingrandiscono solo la parte centrale del fotogramma. Ciò significa che se si dovesse utilizzare un teleobiettivo con una distanza minima di messa a fuoco minima, potrebbe essere utilizzato come opzione eccellente anche per foto ravvicinate o macro estreme. Attenzione che se se si desidera ridurre la distanza minima di messa a fuoco di un obiettivo, è possibile ottenerlo solo con l’ausilio di prolunghe , lenti close-up anelli di inversione obiettivi .

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teleconvertitore
Non sempre ci si può avvicinare fisicamente.By: Eduardo AignerCC BY 2.0

I teleconvertitori hanno anche i loro svantaggi, ovviamente. A prescindere dalla compatibilità dell’obiettivo e dai problemi di compatibilità cross-brand, i moltiplicatori di focale riducono la nitidezza generale dell’obiettivo in uso, ingrandiscono le sue aberrazioni  e riducono la velocità e la precisione dell’autofocus. Questo è particolarmente vero per teleconvertitori 2.0x o più lunghi.

Moltiplicatori di focale vs nitidezza e contrasto

Come accennato, i moltiplicatori di focale hanno un impatto piuttosto drastico sulla nitidezza complessiva della combinazione risultante. Nel caso dell’obiettivo Nikon 70-200mm f / 2.8G VR II, possiamo stimare i seguenti valori:

Questi valori sono relativi ad una lente veloce progettata per poter lavorare con quei tre moltiplicatori di focale. Ciò significa che se dovessimo utilizzare gli stessi moltiplicatori di focale su obiettivi lenti o più vecchi, l’impatto del teleconverter 2.0x in particolare sarebbe stato ancora più devastante.

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Da ricordare sempre, quindi, è che i teleconvertitori non influenzano tutti gli obiettivi allo stesso modo: alcuni si comportano meglio, altri peggio. Ciò che rende ancora più difficile valutare le prestazioni, è che non tutti gli obiettivi sono uguali tra loro, avremo sempre delle piccolissime variazioni dovute al processo produttivo. Idem per i teleconvertitori: sommando queste microvariazioni e considerando che il convertitore amplificherà quello dell’obiettivo principale, la stessa combinazione oviettivo/TC può funzionare molto bene per un fotografo e peggio per un altro.

Oltre alla perdita di nitidezza, viene ridotto anche il contrasto generale dell’obiettivo, cosa particolarmente evidente quando si utilizzano teleconvertitori 2.0x.

Teleconvertitori vs prestazioni dell’autofocus

Come ho già accennato, i teleconvertitori possono avere un effetto drastico sia sulla velocità di messa a fuoco automatica sia sulla precisione dell’obiettivo (e della fotocamera), in quanto il sistema di messa a fuoco automatica della fotocamera ha meno luce con cui lavorare. Quando si utilizza un teleconvertitore più lungo di 1.4x, un bel po’ di luce viene persa quando questa passa attraverso il teleconvertitore, che può confondere il sistema di messa a fuoco automatica della fotocamera, in particolare in condizioni di scarsa illuminazione. Per questo motivo è sempre sconsigliato l’uso di moltiplicatori di focale da 1.7x e 2.0x sugli obiettivi lenti, in quanto tali combinazioni possono provocare un’esperienza molto frustrante in termini di qualità finale della foto ma anche di esperienza di scatto.

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Facciamo un breve riassunto delle problematiche:

  • TC 1.4x: impatto minimo sulla velocità AF e sulla precisione sulla maggior parte degli obiettivi.
  • TC 1.7x: l’impatto sulla velocità AF e sullla precisione dipendono dall’obiettivo in uso. Gli obiettivi generalmente lenti lenti (da f/4 in su) non si accoppiano bene con i moltiplicatori di focale 1.7x.
  • TC 2.0x: Generalmente si ha un grande impatto sulla velocità AF e sulla precisione della maggior parte degli obiettivi. Solo le lenti f/2.0 e f/2.8 funzionano bene con i moltiplicatori di focale 2.0x, e in genere solo in condizioni di luce intensa.
  • TC 3.0x e accoppiamento di più teleconverter: le funzioni AF sono disabilitate – sono utilizzabili solo con la messa a fuoco manuale.

Moltiplicatori di Focale vs Tubi di Prolunga

I tubi di prolunga non devono essere confusi con i moltiplicatori di focale, poiché il loro uso e scopo sono completamente diversi. Mentre i moltiplicatori di focale sono sempre costituiti da elementi ottici allo scopo di aumentare la lunghezza focale, i tubi di prolunga sono attacchi fisici senza alcuna ottica, il cui unico scopo è ridurre la distanza minima di messa a fuoco per aumentare l’ingrandimento. Per questo motivo, i tubi di prolunga vengono utilizzati per il lavoro macro, mentre i moltiplicatori di focale vengono utilizzati per avvicinarsi all’azione.

Moltiplicatori di focale vs crop delle immagini

In alcuni casi, quando si utilizzano lenti zoom lente con un moltiplicatore di focale, o quando si uniscono più teleconvertitori insieme, il degrado dell’immagine può essere così alto che è meglio ritagliare le immagini in post-elaborazione. Nei casi in cui le funzioni di messa a fuoco automatica sono gravemente colpite e limitate da un moltiplicatore di focale, a volte è preferibile utilizzare un moltiplicatore di focale più corto o semplicemente non usarlo.

A questo punto, a voi la decisione: vi interessa avere un soggetto ingrandito fuori fuoco o un soggetto nitido con meno risoluzione?  Se considerate che nitidezza e contrasto possono essere migliorati in post, i problemi di messa a fuoco rimarrano sempre. Nel caso siate interessati alla messa a fuoco del soggetto, non avete che da lavorare al vostro computer dimenticandovi quindi l’uso del teleconverter.

Molte fotocamere moderne offrono riprese in modalità ritaglio (ad esempio, la maggior parte delle fotocamere FX / full-frame consentono di riprendere in modalità crop DX 1,5x). Questa possibilità in effetti potrebbe compensare l’uso di un moltiplicatore di focale. Ci si potrebbe chiedere se abbia senso utilizzare una modalità di ritaglio anziché un convertitore per avvicinarsi al soggetto. Ricordiamo inoltre che il ritaglio all’interno della fotocamera non è in alcun modo diverso dal ritaglio nella post-elaborazione, quindi non offre ulteriori vantaggi. Proprio per questo motivo la modalità di ritaglio della fotocamera raramente ha senso, poiché potete ritagliare molto più facilmente le immagini in post produzione in un secondo momento.

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