Perché è un bene fare brutte foto

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Esistono nelle foto e brutte foto. Tutti i fotografi, professionisti o meno, si concentrano sul modo di fare belle foto…ma questo non significa che fare brutte foto è sbagliato, anzi! Fare brutte foto va più che bene, o addirittura è fondamentale. Ricordatevi di questo di tanto in tanto, specie quando guardate il lavoro che avete fatto in passato. Potete chiamare questo tipo di foto brutte, cattive, difettose, imperfette: ciò che conta più del loro nome è l’idea che ogni foto che farete non sarà buona, né ci si dovrebbe aspettare che lo sia.

Fare brutte foto può essere una buona cosa. Ed ecco a voi alcuni motivi per cui la prossima volta non dovreste sentirvi così male quando non siete soddisfatti di uno scatto che avete realizzato.

Fare brutte foto: almeno avete provato

Prendiamo la fotografia di strada, per esempio. Dopo aver messo in secondo piano la vostra paura e aver trovato il coraggio di avvicinarvi alle persone, finalmente trovate il momento perfetto da fotografare. Vi avvicinate, vi preparate, componete l’immagine e quindi dopo aver scattato vi allontanate tutti contenti. Fino a quando non visionate lo scatto che avete appena realizzato. Il problema è che nella vostra mente avete visualizzato il “potenziale risultato”, ma nella realtà vi trovate con una foto sfocata sottoesposta o non composta in modo corretto. Ed è questo il punto: per quanto avete immaginato la foto perfetta, avete tra le mani una versione deludente della stessa. Ma il punto è un altro: anche se la foto non è da esporre, avete avvicinato le persone, avete perso tempo a comporre, avete magari superato le vostre paure. Ma soprattutto avete fatto degli errori che adesso potete correggere, al fine di ottenere – la prossima volta – una foto migliore.

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Quindi, non preoccupatevi tanto per la foto brutta, concedetevi il merito di superare la paura e soprattutto aver fatto tutti gli sforzi necessari per realizzarla. Ora non dovete fare altro che riprovare.

fare brutte foto
jplenio / Pixabay

Per rompere la routine

Se siete mai stati bloccati in un buco creativo, allora sapete quanto possa essere frustrante. Esistono centinaia o migliaia di consigli su come uscirne, su come superare il blocco, su come stimolare la mente. Ma alla fine, in rimedio è sempre solo ed uno solo: scattare. Scattare anche a qualunque cosa, casualmente. Certo, questo probabilmente vi darà risultati scadenti il più delle volte, ma vi permetterà di cominciare a superare il problema.

A volte, quando ci si trova in un blocco creativo è proprio perché si sta facendo un sacco di lavoro molto concentrato, strettamente finalizzato ad un particolare obiettivo per un lungo periodo di tempo. E questo vi porta a sbattere contro un muro di mattoni: un’attività ripetuta per tanto tempo porta ad odiare l’attività stessa (anche intrinsecamente) e questo inevitabilmente andrà ad influire sulla vostra capacità creativa. Per questo motivo è necessario fare una pausa.

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Lasciate spazio alla vostra mente e permettetele di vagare. Basta scattare a quello che vedi, senza preoccuparsi di composizioni, bilanciamenti del bianco, messa a fuoco. Scattate. Prima che ve ne accorgiate, una di queste foto fatte a caso (e probabilmente non proprio bella) diventerà l’impulso per una serie di scatti che vi renderanno molto soddisfatti.

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nidan / Pixabay

Stiamo parlando di pratica

Se siete dei fuoriclasse, alla Ronaldo o alla Messi, allora probabilmente potete fre a meno della pratica. Ma non siete nemmeno lontanamente vicino a quei livelli, il che significa che la pratica è l’unico vero modo per migliorarvi. Non sto dicendo che è necessario avere una routine formalizzata, ma ogni volta che si ha del tempo libero, dovreste prendere la macchina fotografica e scattare. Scattare sia in ambito tecnico, al fine di migliorarvi, ma anche in ambito creativo, ovvero dando sfogo alla mente cercando di pensare il meno possibile, ovvero scattando d’istinto.

Provate le differenti tecniche: fate panorami, imparate la gestione di un teleobiettivo con tempi di posa lenti,la  misurazione di scene retroilluminate per creare silhouette e via discorrendo. Non lasciatevi mai andare a un atteggiamento di compiacenza nei confronti delle competenze: c’è sempre qualcosa in cui potreste essere più bravi, una tecnica che eccellete. Ma ce ne sono tantissime (probabilmente il resto) dove non siete così bravi il che significa che dovete migliorare. Con la pratica. Questa è la prassi.

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E quando vi allenate, non preoccupatevi di creare buoni scatti. Fare brutte foto è la via migliore per migliorare la tecnica, quindi usate la tecnica migliorata per iniziare a fare buoni scatti.

Per insegnare e per imparare

Se vi trovate mai a dover illustrare ad altri cosa non fare in fotografia, allora le brutte foto sono il punto di partenza perfetto in quanto possono spiegare molto meglio di mille parole gli errori che non andrebbero commessi…e come correggerli. Ricordatevi che non dovete essere imbarazzati dai vostri scatti peggiori, questi sono il vostro percorso di apprendimento e possono essere molto utili non solo per voi ma anche (e soprattutto) per chi sta approcciando la fotografia o chi ha bisogno di migliorarla.

Mentre molto di ciò che la gente impara sulla fotografia deriva da come (articoli e tutorial che sono progettati per istruire i lettori nel modo corretto per ottenere qualcosa), il come (ovvero il metodo di apprendimento basato sui propri errori) può essere altrettanto istruttivo. Quindi non cancellate mai le foto, anzi mostratele come orgoglio. Soprattutto se il fare  brutte fotovi ha permesso di realizzare dei capolavori.