Autoritratti: come migliorarli

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L’avvento della tecnologia e il mondo in costante evoluzione, in cui le mode e le usanze sono all’ordine del giorno, hanno stravolto il nostro modo di pensare e di agire, anche nella fotografia: basti pensare alla pratica dei selfie che si è fatta strada in modo sempre più “prepotente” nelle vite di tutti noi, a partire dai ragazzini ancora sui banchi di scuola, per arrivare pian piano anche ai “meno giovani”, diventando una moda in tutto il mondo. Ma selfie non significa autoritratto, anzi: in quest’articolo vogliamo tornare ad affermare l’importanza degli autoritratti.

Segno dell’influenza sempre maggiore rappresentata da questa pratica sono le bacheche dei social network che giorno dopo giorno vengono letteralmente inondate da selfie fatti al centro commerciale, al bar, al ristorante, a scuola, al lavoro o anche semplicemente a casa. Pian piano sono stati inventati anche dei veri e propri accessori creati per facilitare il lavoro di scatto di questi selfie, tra cui i selfie-stick (detti comunemente bastoni da selfie) e, passo dopo passo, gli smartphone moderni hanno iniziato a montare fotocamere anteriori sempre più definite, precise e performanti, iniziando ad aggiungere anche dei flash a LED frontali per usarli in condizioni di scarsa luminosità.

By: Renaud CamusCC BY 2.0

Quello di cui parleremo oggi, sono gli antenati dei selfie, i cosiddetti autoritratti che condividono la “tecnica” e l’effetto con essi ma hanno una filosofia completamente diversa e decisamente più profonda.

I selfie: perché sono differenti?

Nulla di personale contro i selfie: in fin dei conti li scattiamo tutti o quasi. Il bello dei selfie è che vengono scattati spesso in pochi secondi senza pensarci due volte, soprattutto grazie ai nostri smartphone, sono spontanei e vengono caricati sui nostri social network in pochissimi secondi, permettendoci di condividere con tutti i nostri amici i momenti della nostra giornata.

I social di tutti noi sono pieni di questo tipo di fotografia che ci ritraggono felici nel fare qualcosa, annoiati dopo ore di lavoro o studio o tanto altro ancora ma, dal punto di vista della vera fotografia, sono molto superficiali e non sono altro che piccoli ricordi personali: certo carini e rispettabilissimi ma non fanno parte della VERA fotografia.

Cosa c’è quindi di diverso tra un selfie e un autoritratto? E’ presto detto: un selfie non mostra quasi nulla, oltre a dimostrare se ci stiamo divertendo con amici, o se abbiamo appena finito di lavorare e siamo stanchi; una vera fotografia, o meglio un o più autoritratti, ha un senso molto più profondo, parla e racconta qualcosa, mostra al mondo chi siamo davvero e come siamo davvero.

Magari i selfie per alcuni di voi potranno essere un punto di partenza per esercitarci e iniziare a pensare di portare talvolta il tutto ad un livello superiore, verso delle foto più “pensate”, dove conta la luce, la composizione, l’espressione del volto, la prospettiva e, soprattutto, il significato della foto stessa e ciò che per l’appunto essa racconta.

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By: Lidia MalliaCC BY 2.0

Come esercitarsi a creare autoritratti che abbiano un senso

Il consiglio è sempre lo stesso che si applica quando parliamo di sviluppare una certa tecnica o una certa creatività in fotografia: quello di effettuare una sorta di brainstorming per poter chiarirsi le idee e farsene venire di nuove.

Per farlo ci basterà armarci di un semplice foglio e di una penna, e pensare ad una lista di cose che sono importanti per noi, che ci stanno a cuore. Parliamo di veri e propri oggetti fisici, non sentimenti, emozioni e rapporti. Stila una lista dei primi oggetti importanti che ti vengono in mente, magari anche una decina, che potrebbero comparire con te nelle tue foto.

Scrivi i primi oggetti che ti vengono in mente, senza pensarci troppo e senza stare a valutarli singolarmente: al momento ti serve solo buttar giù su carta le prime cose che ti passano per la testa. Quando avrai finito, potrai ragionare singolarmente su ciò che hai scritto e valutare se è il caso di tenere alcuni oggetti in lista o rimuoverli.

Puoi fare questo esercizio sotto forma di lista, o di mappa concettuale se hai idee contrastanti e confuse, piuttosto che lineari, il fine dell’esercizio non cambia.

Ora che hai le idee più chiare, cerca di trovare il modo in cui questi oggetti possano influire nelle tue fotografie: come possono aggiungere significato al tuoi autoritratti? Come può far capire meglio chi sei? Come possono raccontare una storia?

Quando avrai trovato almeno un oggetto che ti ispira particolarmente e che ti permette di dare risposta a queste domande, cerca di inserirlo in uno scatto che vada a mostrare qualcosa di te: un ciondolo, una collana, un particolare vestito, degli occhiali, un cappello, un tipo di trucco, qualsiasi cosa va bene purchè racconti qualcosa di te, del tuo umore, della tua storia, della tua cultura.

Autoritratti: Sii creativo e fatti delle domande

Non fermarti a creare foto che, dal punto di vista visivo, siano semplicemente “interesanti”. Crea qualcosa che racconti una storia, come abbiamo già detto più volta, che faccia dire a chi vede la foto “Il soggetto di questa foto mi sembra…” oppure “Questa foto mi fa pensare che….”.

Puoi anche pensare di realizzare scatti che rappresentano delle relazioni o dei sentimenti che per te sono molto importanti, nulla ti vincola ad utilizzare soltanto determinati oggetti. Per dirla tutta, in realtà non hai neanche bisogno di una reflex per poter effettuare questo tipo di fotografia, potresti semplicemente iniziare ad usare il tuo cellulare come in un normale selfie ma, la cosa importane, è pensare attentamente anche solo per qualche secondo prima di premere il pulsante di scatto.

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By: LudoCC BY 2.0

Ciò che è importante è sempre immaginare l’effetto finale della foto, facendo in modo di creare uno scatto che lasci il tuo segno, che mostri al mondo intero chi tu sia veramente e cosa tu stia provando in quel determinato momento. Un autoritratto non deve per forza essere una rappresentazione del tuo volto: può anche inquadrare parte di te senza mostrare il tuo viso o può persino essere semplicemente una silhouette stagliata su un magnifico sfondo. E’ quindi una foto che ritrae te stesso, non per forza un autoscatto dove si vede il tuo volto ed è esattamente questo che la differenza da un selfie.

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Nato come grafico, mi sono subito appassionato al mondo del foto ritocco, quando il mio unico mezzo fotografico era il mio cellulare (ormai non era più tempo di scattare con i rullini, il mondo digitale aveva preso il suo monopolio). Ho iniziato gradualmente ad apprezzare sempre di più quest’arte quando ho avuto per le mani la mia prima bridge Fujifilm con cui ho sperimentato diversi stili di fotografia. Al momento sono inseparabile dalla mia Nikon che, nonostante sia un’entry level, mi ha aperto una nuova finestra sul mondo.