importanza del bianco e nero nelle fotografie

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Abbiamo più volte parlato delle fotografie in bianco e nero, delle tecniche di conversione nonché della possibilità di scattare direttamente in bianco e nero con la nostra reflex, con il parallelo tra i coloro che preferiscono uno scatto nativo in bianco e nero e chi al contrario trovano più equilibrata un’immagine lavorata in fase di post-produzione (pensate che i veri “puristi” del bianco e nero si spingono fino alla rimozione del filtro Bayer dai sensori, al fine di trasformare lo stesso in un sensore monocromatico).

Per chi preferisce la post-produzione delle immagini e la conseguente desaturazione dei colori, le scelte e le strade percorribili sono parecchie. Esistono programmi ad hoc o procedimenti automatici per Photoshop o Lightroom, ma la verità che la trasformazione da colore a bianco e nero è anche una questione di gusto del fotografo: non esiste un processo realmente “standard” che funziona con tutte le immagini, ma piuttosto una serie di procedimenti da adattare alla foto che si vuole convertire (le variazioni tonali, di luce, i differenti soggetti fotografati, il tipo di soggetto ma anche il tipo di foto che si vuole convertire sono tutte variabili da prendere in considerazione). Facciamo un esempio: convertire una foto low key ed una foto high key dal colore al bianco e nero con lo stesso processo è impossibile.  Nel primo caso il colore principale è il nero, nel secondo il bianco. Se applicassimo lo stesso processo, ci ritroveremmo con due immagini snaturate, piatte, senza vita.

Luci “drammatiche” e chiaroscuri accentuati possono rendere una foto unica  By: andrea florisCC BY 2.0

Mettiamo un attimo da parte la tecnica fotografica, ovvero il come si scatta (o si converte) la fotografia in biano e nero e concentriamoci su quello che, personalmente, è il primo e più importante punto: vedere una scena in bianco e nero. Noi tutti siamo abiutati a vedere a colori e a ragionare a colori e questo è un errore quando si vuole realizzare un’immagine in bianco e nero perché l’approccio fotografico è estremamente differente.

Esistono anche qui molte scuole di pensiero, ma principalmente possiamo dire che vedere una scena, o meglio pensare la foto di quella scena in bianco e nero significa:

  • Evitate di scattare quando la luce è piatta (mezzogiorno) e cercate sempre situazioni in cui la luce sia più morbida o drammarica. Questo vi permetterà di incrementare le differenze tonali e di evitare l’effetto nebbia (o fango) tipiche delle foto bianco e nero dove la luce è uniforme.
  • Occhio al cielo: questo verrà colorato di bianco o di grigio molto chiaro. Il troppo bianco in un’immagine b/n è disturbante. Cercate quindi di ridurre quanto più possibile la porzione di cielo o di qualunque altra superficie che potrebbe incrementare di troppo il colore bianco.
  • Come sopra, ma con il nero: troppo nero in un’immagine b/n non è un bene, a meno che non si stia scattando una foto low key.
  • Dimenticate il colore della scena e limitatevi a alutare i toni e le loro differenze. Il bianco e nero si basa principlamente sulle differenze della luminosità dei toni
  • La composizione va realizzata principalmente sulla base delle differenze tonali
  • Cercate di catturare meno dettagli dei vostri soggetti. I dettagli, nel bianco e nero, sono “colorati” con differenti sfumature di grigio. Meno dettagli significa meno sfumature e quindi toni più marcati
Con il bianco e nero anche problem quale la vignettatura possono diventare un vantaggio  By: Chris CombeCC BY 2.0

Un articolo molto interessante e che vi consiglio di leggere circa le le immagini e la tecnica da impiegarsi per la realizzazione (ma anche per la conversione) delle immagini in bianco e nero lo potete trovare qui, sul blog curato dalla fotografa Paola Reghenzi. Un articolo tagliato non solo sulla sua esperienza ma anche sulla sua percezione del bianco e nero, cosa che ci permette di “vedere” il bianco e nero da un punto di vista giovane, vista l’età di Paola. La giovane fotografa, nel suo articolo, spazia dalle forme (altro punto fondamentale oltre ai toni) ai filtri ottici, ponendo l’accento sul bracketing, funzione insostituibile per questo tipo di foto.

E proprio a riguardo di Paola Reghenzi, la fotografa bresciana utilizza il blog da lei creato per mettere a disposizione le sue conoscenze e competenze tanto in ambito fotografico quanto in arti grafiche, competenze che spaziano dall’allestimento di set fotografici (il che la rende una risorsa molto preziosa) fino alla post produzione delle immagini e dei video, passando per la progettazione grafica, cosa che le permette di coprire a 360 gradi l’intera filiera fotografica (quanto ne sapete della pre-produzione? E del packaging? Spete che quando si crea un progetto grafico o fotografico bisogna scegliere un colore?). Se volete maggiori informazioni a riguardo o entrare in contatto con lei, potete far riferimento alla pagina dei contatti su sul suo sito web.

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Fondatore di Fotografare in Digitale, ho sempre amato il mondo della fotografia e la possibilità di catturare un momento, un attimo, una sensazione tramite un semplice scatto. Nato come fotografo per caso quando misi le mani sulla mia prima Nikon D1, ho ampliato le mie conoscenze ed esperienze fotografiche, decidendo quindi di condividerle con chiunque fosse interessato alla fotografia. Sono un fotografo amatoriale di buon livello e continuo imperterrito a girare per le città con la fedele Nikon (ora una D800) appesa al collo.