Fotografare l’acqua: 5 suggerimenti

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L’acqua è una delle cose più belle che la natura potesse donarci. Sarà perché in media siamo per il 70% formati di acqua ma siamo tutti attratti da questo misterioso elemento della natura che sembra tanto calmo quanto può essere distruttivo e inesorabile in alcuni casi. E fotografare l’acqua è anche una delle cose più gratificanti, per le sue migliaia di sfaccettature.

E’ forse questa una delle bellezze di questo elemento, in grado di trasmettere emozioni differenti e mutare rapidamente il suo stato in una delle sue tante forme possibili. E’ proprio qui che entra in gioco il ruolo del fotografo, inteso come persona predisposta a “congelare” dei momenti, degli attimi, in un fotogramma, permettendo di trasmettere le stesse emozioni che sta provando nel momento in cui scatta una determinata foto.

immagini dinamiche
L’effetto mosso applicato all’acqua, per quanto bello, non è in grado di catalizzare appieno l’attenzione dell’osservatore. By: Nicolas RaymondCC BY 2.0

Che si parli di un piccolo ruscello per lo più statico, di una fontana, della vastità di un oceano, o dell’impatto di una cascata, l’acqua fa sempre il suo effetto ed è per questo che potrebbe essere inserita in moltissime composizioni, diventandone l’elemento principale, il soggetto, e arricchendola di particolari sensazioni ed emozioni.

Se anche voi siete affascinati dall’acqua e vorreste dare una svolta al vostro stile fotografico inserendo questo elemento nei tuoi scatti, siamo qui per darvi tutti i nostri consigli per migliorare il vostro prossimo scatto e darvi qualche idea interessante.

Fotografare l’acqua: Sfruttate i riflessi a tuo vantaggio

I riflessi sono spesso quanto di più fastidioso si possa trovare nei nostri scatti non è vero? Beh, mai affermazione è stata più errata. In realtà i riflessi possono spesso essere nostri aiutanti, permettendoci di arricchire scatti che, altrimenti, risulterebbero privi di senso o comunque di profondità.

Fotografare l'acqua
By: Max and Dee BerntCC BY 2.0

L’acqua funziona come un vero e proprio specchio e per cui rifletterà sempre tutto ciò che la circonda. Sta ad ognuno di noi capire se i riflessi che sta proiettando in quel momento, sono “costruttivi” (cioè danno spessore alla nostra composizione, arricchendola e rendendola di effetto), o “distruttivi” (creano cioè un elemento di disturbo e distrazione).

In quest’ultimo caso, si può provare a cambiare angolazione così da cambiare il riflesso, o utilizzare un filtro polarizzatore per vederne l’effetto. I riflessi, nel caso siano costruttivi, ti aiuteranno a formare delle “texture” interessanti, e ti permetteranno di giocare come meglio vorrai con la composizione.

Fotografare l’acqua:Preferite la sottoesposizione

La teoria fotografica vi avrà sicuramente insegnato ad andare alla ricerca dell’esposizione perfetta, per ottenere scatti bilanciati e dalle composizioni di grande impatto. Nel caso però della fotografia con specchi di acqua come soggetti, sarà necessario bilanciare in modo diverso l’esposizione, riducendola magari di mezzo stop al di sotto dell’esposizione consigliata: questo permetterà di recuperare più facilmente i dettagli presenti al di sotto della superficie d’acqua irradiata dalla luce circostante.

Fotografare l'acqua
By: L. BraughlerCC BY 2.0

Fotografare l’acqua: Utilizzate i filtri di cui disponete

L’utilizzo di un filtro polarizzatore, è quanto di più consigliato in questo tipo di fotografia. Come alcuni di voi sapranno, il polarizzatore permette di ridurre i riflessi a seconda del modo in cui è ruotato e dell’inclinazione della lente rispetto al piano da fotografare, oltre a ridurre i disturbi dati da colori troppo accesi a causa della eccessiva luminosità, permettendo di tirare fuori i dettagli da ciascun colore.

Anche il filtro a densità neutra, detto anche filtro ND, ha un’utilità indiscutibile e permette di aumentare i tempi di esposizione senza ottenere luminosità eccessive che “brucerebbero” i colori e i bianchi della foto, tramite la riduzione della quantità di luce che raggiunge il sensore della nostra reflex.

Fotografare l’acqua:Non abbiate paura di sporcarvi (o bagnarvi) le mani

Per variare un po’ la prospettiva, potreste provare ad avvicinarti il più possibile alla sorgente d’acqua, arrivando sulla riva o avventurandoti nell’acqua bassa. Questo potrebbe darvi delle composizioni davvero particolari, diverse dal solito paesaggio che siamo abituati a vedere e scattare.

Fotografare l’acqua: Catturate il movimento!

Uno dei fattori che contribuisce nel cambiare totalmente l’effetto trasmesso da una fotografia del genere, è la regolazione del tempo di esposizione.

A seconda di come volete impostare il tuo scatto, potrete optare per dei tempi di esposizione estremamente rapidi o per dei tempi più lunghi.  Se scegliete di optare per dei tempi rapidi, otterrete un’immagine perfettamente statica, in cui sarete riusciti a catturare un singolo attimo del movimento della sorgente d’acqua che state fotografando. In questo caso potrete ad esempio mostrare il movimento delle onde frastagliate che impattano sugli scogli. Ovviamente utilizzando dei tempi di esposizione piuttosto corti dovrete bilanciare la luminosità utilizzando degli ISO più elevati.

Fotografare l'acqua
By: ECraig4CC BY 2.0

Nel caso sceglieste di optare per i tempi di esposizione più lunghi, potrete rendere il movimento più “spalmato” su tutta la composizione, fino ad ottenere un effetto “setoso” della superficie dell’acqua. Se è questa la vostra scelta, dovrete armarvi  di cavalletto e, preferibilmente, di uno scatto remoto o telecomando, così da poter evitare il mosso e il micromosso. Se la luce ambientale in quel momento è troppa, potete ovviare stringendo l’apertura del diaframma, riducendo gli ISO o applicando un filtro a densità neutra (ND) sulla lente.

La fotografia ci dà sempre qualcosa da imparare e, se vorrete diventare un vero e proprio maestro dell’acqua (fotograficamente parlando), dovrete esercitarvi e mettere in pratica questi piccoli consigli.

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Nato come grafico, mi sono subito appassionato al mondo del foto ritocco, quando il mio unico mezzo fotografico era il mio cellulare (ormai non era più tempo di scattare con i rullini, il mondo digitale aveva preso il suo monopolio). Ho iniziato gradualmente ad apprezzare sempre di più quest’arte quando ho avuto per le mani la mia prima bridge Fujifilm con cui ho sperimentato diversi stili di fotografia. Al momento sono inseparabile dalla mia Nikon che, nonostante sia un’entry level, mi ha aperto una nuova finestra sul mondo.