I generi fotografici: la fotografia di reportage

Conosciuta anche come fotografia documentaristica, la fotografia di reportage ha come scopo quello di raccontare una storia attraverso una galleria di immagini.

La fotografia di reportage viene usata molto nell’ambito del giornalismo, soprattutto per documentare la vita delle persone in situazioni difficili, come può essere ad esempio una guerra, un disastro naturale o altri eventi che si verificano in un contesto urbano ed extraurbano.

L’identikit del fotografo di reportage: come si comporta

 Il fotografo che pratica la fotografia di reportage, più che all’aspetto delle immagini, è interessato all’antropologia. In parole povere, più che catturare la bellezza di una scena, preferisce prendere in considerazione il comportamento dell’essere umano, o di intere popolazioni, e le sue conseguenze sull’ambiente in cui vive o si muove. Sia che si tratti di un fotografo amatoriale o di un professionista, chi pratica la fotografia di reportage non vive con la macchina attaccata agli occhi, ma osserva quello che accade intorno a lui e, solo quando vede un dettaglio che cattura la sua attenzione, preme il pulsante per scattare.

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fotografia di reportage
By: Mario MancusoCC BY 2.0

I rischi della fotografia di reportage: guerre e catastrofi naturali

 Spesso chi pratica la fotografia di reportage a livello professionale può ricevere l’incarico della testata giornalistica per cui lavora di recarsi sul luogo di un disastro naturale, di una guerra, di un attentato terroristico o di altre catastrofi che possono essere causate sia dall’intervento della natura, sia da quello dell’uomo. Se in futuro quindi volete farne la vostra professione, nel caso in cui siate chiamati a documentare delle situazioni come quelle che abbiamo citato sopra, ricordatevi sempre che la vostra sicurezza viene prima della fotografia. Osservate bene l’ambiente e come evolve la situazione: l’ideale, soprattutto se vi trovate in zone di guerra, è che al vostro fianco ci sia una persona di fiducia e che, oltre a sapere come agire in caso di emergenza, parli la lingua del posto o almeno l’inglese. Munitevi inoltre di un giubbotto antiproiettile e antitaglio, per evitare il peggio.

Per quanto una fotografia di reportage possa uscirvi bene, a meno che non vi troviate distanti dalla zona e state riprendendo l’azione con un teleobiettivo in un luogo sicuro, in caso di pericolo lasciate l’attrezzatura sul posto e fuggite. Un’attrezzatura fotografica, indipendentemente dal costo, si può sempre sostituire ed è meglio tornare a casa vivi e senza aver fatto una sola fotografia, che mutilati, gravemente feriti o peggio.

fotografia di reportage
By: Mario MancusoCC BY 2.0

Visitate il luogo più volte e prendete informazioni sul posto

 A meno che non si verifichi una catastrofe improvvisa, normalmente il fotografo di reportage si reca più volte nello stesso posto: questo sia per conoscere meglio l’ambiente e prendere nota di tutti i cambiamenti che sono avvenuti in quel posto, sia nel caso in cui succeda un fatto improvviso che merita di essere documentato o ripreso. Una volta individuato il posto, non recatevi là solo una volta, ma fatte più visite e con sempre la macchina fotografica a portata di mano.

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L’attrezzatura per la fotografia di reportage

 La fotografia di reportage richiede velocità e riflessi pronti, anche perché un evento può verificarsi in un arco di tempo molto stretto, pertanto la maggior parte dei fotografi (anche professionisti che lavorano per il National Geographic) consiglia sempre di utilizzare la digitale classica e compatta, che può essere messa in una borsa o in tasca, e non richiede nemmeno il cambio di obiettivo.

Una delle compatte più utilizzate, che è anche senza ombra di dubbio una delle migliori, è l’Olympus Stylus TG-4, che ha il vantaggio sia di poter essere usata all’esterno sia durante le immersioni subacquee.

fotografia di reportage
By: Pedro Ribeiro SimõesCC BY 2.0

Un’altra soluzione per praticare la fotografia di reportage, anche se molto puristi della fotografia arricciano il naso solo all’idea, è quella di usare un telefonino con inclusa una fotocamera. I migliori e quelli che danno le immagini più nitide sono i Samsung Galaxy S6, che racchiudono in sé tutte le funzioni base di una digitale compatta.

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Perché la digitale compatta è ideale per la fotografia di reportage?

 A differenza della reflex, la digitale compatta non richiede grandi preparativi (come cambi d’obiettivo e messe a fuoco) che possono farvi perdere dei momenti preziosi, ma è sufficiente tirarla fuori dalla borsetta o dalla tasca dei pantaloni. Nel limite del possibile, la macchina fotografica dev’essere già pronta all’uso, quindi dev’essere accesa e con già le impostazioni che vi servono: creativa (per avere delle foto dai colori vivi), panoramica (per cogliere l’azione degli uomini in un grande spazio, come ad esempio un deserto) o ritratti (se volete mettere in primo piano le persone. Attenzione: con questa modalità, lo sfondo potrebbe apparire sfocato o non perfettamente delineato).

Quando usare il flash

 Se il reportage si svolge durante il giorno, potete anche fare a meno del flash, mentre se viene fatto al tramonto, nelle ore notturne o nei giorni in cui il cielo è coperto dalle nuvole o il clima non è ottimale, l’uso del flash è obbligatorio per evitare che le immagini vengano scure. Cercate inoltre di mantenere una mano ferma, altrimenti le foto vi verranno mosse e sarà molto difficile correggerle in fase di editing e di post-produzione. Un ultimo consiglio: fate almeno 5 o 6 scatti l’uno in fila all’altro, poiché oltre a proteggervi dal rischio di ottenere foto poco nitide o in caso un soggetto dovesse entrare improvvisamente nella scena, l’espressione facciale di un soggetto o uno scenario può cambiare nel giro di pochi secondi. Inoltre potrete scegliere tra i vostri scatti, la fotografia di reportage più espressiva e che rispecchi la situazione e le emozioni di quel momento.

fotografia di reportage
By: Elena GattiCC BY 2.0

 Esercizio pratico: documentate una giornata quotidiana

 Armatevi di una digitale compatta e, durante la vostra giornata di lavoro o di studio, fotografate qualsiasi cosa catturi la vostra attenzione: può essere ad esempio una macchina che ha infranto una vetrina nel corso di un furto, oppure una persona che si avvicina alla fermata del bus, un monumento attorno al quale si muovono dei turisti, una persona che compra il giornale dall’edicola, eccetera. Questi sono alcuni soggetti interessanti per la fotografia di reportage.

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Francesca Orelli: è nata a Mendrisio (Svizzera) il 9 febbraio 1988, ma ha viaggiato in tutta l'Europa e attualmente vive in un piccolo paesino della Valle di Muggio e immerso tra le montagne. Ha iniziato a muovere i primi passi come fotografa nel 2009 e adesso esercita la professione come freelance, dopo essersi specializzata nella fotografia pubblicitaria, naturalistica, still life e glamour. Quando non ha l'occhio o lo sguardo fisso sullo schermo LCD della sua Nikon 600D o della sua Canon 1100D, studia per laurearsi in lettere moderne e collabora attivamente come seo writer e giornalista indipendente per diversi blog. Tra le sue pubblicazioni: “Sognando Rock” (Edizioni Creativa, 2008), “Nelle mani della ribelle” (Edizioni Leucotea, 2012) e “Innamorata di un cantante” (Edizioni Leucotea, 2015).