Gli zoom all-in-one: qualche considerazione

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Gli zoom All-in-one , quelli che vanno dal grandangolo al teleobiettivo medio, sono degli strumenti decisamente versatili. Questi forniscono una vasta gamma di lunghezze focali in un unico dispositivo compatto, una manna per chi ha necessità di ridurre il peso e ingombro dell’attrezzatura.

Con lunghezze focali da 28mm a 200mm (a volte di più) è possibile inquadrare una scena esattamente come la si desidera, senza dover cambiare le lenti o spostarsi più vicino o più lontano al soggetto. Questo può significare la differenza tra la cattura di un momento fugace e la sua perdita dovuta al frenetico scambio di lenti, senza dimenticarsi dell’effetto più diretto sulla nostra macchina fotografica: un minor numero di cambi di lenti significa anche meno possibilità che la polvere entri nella macchina e si attacchi sul sensore.

Molti zoom all-in-one hanno anche la possibilità di una messa a fuoco molto corta e quindi di soggetti vicini all’obiettivo stesso e sono in grado di produrre immagini nelle quali il soggetto è grande 1/4 o anche 1/3 sul piano dell’immagine, un’ottima soluzione per foto di  di fiori e insetti. Ovviamente non siamo in presenza di veri obiettivi macro (ricordo che gli obiettivi macro producono immagini dove il rapporto della dimensione è 1:1)  ma di certo aggiunge versatilità alla lente.
Gli Zoom all-in-one (quelli con un rapporto di zoom di 7:1 o superiore) costano relativamente poco, certamente molto meno di una serie di obiettivi a focale fissa o zoom di fascia pro a corto raggio che possano coprire la stessa gamma di  lunghezze focali . Inoltre, se si utilizzano spesso i filtri, usare un “superzoom” invece di tanti obiettivi ci può far risparmiare tanti soldi (se cambiamo obiettivo, dovremo probabilmente cambiare filtro).

Obiettivi "superzoom" Nikon AF-S DX 18-300mm ƒ/3.5-5.6G ED VR e Canon EF-S 18-200mm ƒ/3.5-5.6 IS.
Obiettivi “superzoom” Nikon AF-S DX 18-300mm ƒ/3.5-5.6G ED VR e Canon EF-S 18-200mm ƒ/3.5-5.6 IS.

Che cosa c’è che non va con gli zoom all-in-one?

Per cominciare, gli zoom all-in-one non sono abbastanza nitidi come gli zoom corto raggio o lenti a focale fissa. Questo perché ogni lunghezza focale ha le sue particolari aberrazioni, distorsioni e vignettatura che devono essere risolte o ridotte, e non è possibile correggerle completamente tutte per una vasta gamma di lunghezze focali in una sola lente (orrezioni che aiutano a lunghezze focali brevi possono peggiorare le immagini a focali più lunghe, per esempio). Insomma, un obiettivo zoom a grande raggio è un compromesso in termini di prestazioni ottiche.

Questo non significa che zoom all-in-one  non sono buoni, è solo che non sono così buoni ad una data lunghezza focale come un obiettivo a focale fissa o come un obiettivo che abbia una escursione focale più corta e che copra la lunghezza focale che ci interessa.   In ogni caso, andando a scegliere degli obiettivi più tecnologici (disegnati al computer, con lenti a bassa dispersione e con elementi asferici), si possono ottenere delle buone prestazioni sull’intera gamma focale, anche se questo significa andare a spendere una cifra abbastanza interessante.

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Per la fotografia generale, soprattutto per un fotografo che vuole viaggiare molto leggero o che ha  un budget limitato, uno zoom all-in-one è una scelta eccellente. Ma, se si utilizza una fotocamera di alto livello (una high end) e si è specializzati nella stampa di grandi dimensioni, probabilmente bisogna dimenticarsi queste ottiche, in quanto non permettono di avere il dettaglio richiesto.
Gli zoom all-in-one tendono anche ad essere più lenti di zoom a corto raggio o  delle lenti a focale fissa sia in termini di  apertura massima e che prestazioni AF. Le aperture massime disponibili sono generalmente ƒ/3.5 o ƒ/3.8 alla minima lunghezza focale e ƒ/5.6 o ƒ/6.3 alla massima. Queste aperture si traducono in un’immagine nel mirino non particolarmente brillante  se paragonata a quella generata da lenti più veloci il che si traduce in un tempo decisamente più lungo per realizzare scatti in condizione di scarsa luce o penombra: in pratica le prestazioni AF vengono sensibilmente castrate, soprattutto quando si scatta con aperture superiori a  ƒ/5.6 (la messa a fuoco funziona egregiamente al di sotto di queste aperture ma va in crisi ad aperture maggiori).

Il Sigma 80-400mm f/4.5-5.6 EX DG OS  ed il  Sigma 50-500mm F/4-6.3 EX DG HSM
Il Sigma 80-400mm f/4.5-5.6 EX DG OS ed il Sigma 50-500mm F/4-6.3 EX DG HSM

Occhio anche alla stabilizzazione: gli obiettivi zoom all-in-one  devono essere dotati di stabilizzatore d’immagine, cosa che aiuta con le fotografie a mano libera e con  tempi di posa più lenti (alcune DSLR di fascia alta hanno una stabilizzazione sul sensore e non sull’ottica il che rende l’acquisto delle lenti meno onerosa). Acquistare uno zoom del genere senza uno stabilizzatore significa avere parecchi problemi in fase di scatto, da cui la necessità di valutare il tipo di fotografia cui si è interessati: se fotografiamo spesso in condizioni di scarsa luce è sicuramente meglio rinunciare agli zoom all-in-one.

Ancora una considerazione:  alla maggior parte degli  zoom all-in-one manca la robustezza e resistenza all’acqua degli zoom più corti o delle lenti a focale fisse. Questo potrebbe essere un fattore importante se si scatta in condizioni difficili, ma non è un grosso problema per una fotografia più generalista.

Mentre un superzoom non sarà la scelta migliore per ogni tipo di differente fotografia, queste lenti sono incredibilmente versatili e convenienti e  forniscono un sacco di flessibilità compositiva in un “pacchetto”  compatto e leggero. Se si sta ancora usando la lente in dotazione con la fotocamera, un super-zoom è un buon passo per espandere la capacità del sistema.

Superzoom e formati dei sensori

Le Reflex full-frame sono dotate di sensori di immagine delle stesse dimensioni di un fotogramma di pellicola 35 mm (circa 36x24mm). I superzoom più spinti per queste fotocamere sono nella gamma 28-200mm e 28-300mm. I sensori APS-C usate in molte reflex digitali sono più piccoli e misurano circa 23.6×15.6mm. A causa della loro dimensione, questi sensori “vedono” meno dell’immagine prodotta da un dato obiettivo, in pratica è come se un obiettivo su un sensore APS-C ingrandisca l’immagine di un fattore 1.5X rispetto ad una fotocamera full frame. Questo significa che un obiettivo da 100 mm su una fotocamera APS-C fotografa come se fosse un 150mm su una fotocamera full-frame. Così i superzoom per le fotocamere APS-C sono nella gamma 18-135mm e 18-200mm (equivalente a lenti 28-200mm e 28-300mm su una fotocamera full-frame).

Con il formato Micro Quattro Terzi (MFT) delle fotocamere mirrorless  la situazione è ancora più estremizzata in quanto il sensore è  ancora più piccolo, misurando 17.3×13.0mm. In pratica siamo in presenza di un sensore la cui diagonale è la metà di quelle delle reflex full frame ed il fattore di ingrandimento è pari a 2X: un obiettivo da 100 mm su un MFT si comporta come un obiettivo da 200mm su una fotocamera full-frame. Quindi, per queste fotocamere, i superzoom sono nella gamma 14-150mm (equivalenti ad uno zoom 28-300mm su una fotocamera full-frame).