50 suggerimenti per fare fotografia

Da poco affacciati al mondo della fotografia? Ancora non avete ben presente come utilizzare quell’apparecchio che avete per le mani per fare delle fotografie decenti? Non scoraggiatevi, anzi: ecco qui di seguito  cinquanta semplici e rapidi consigli per chi si avvicina per la prima volta alla fotografia! Per chi poi è intenzionato ad approfondire l’argomento, rimando al corso di fotografia completo del quale molti articoli sono linkati nel resto del post. Buona lettura!

Cos’è l’apertura

La cosa più importante per un fotografo è saper giocare con l’apertura, ed ovviamente capire come funziona e a cosa serve. L’apertura è, in fin dei conti, l’apertura fisica all’interno della lente che permette alla luce di giungere attraverso di essa al sensore (o pellicola in una macchina analogica). Più è ampia l’apertura del diaframma, più luce  passerà attraverso essa, più piccola sarà, meno luce colpirà il sensore.

----- annuncio pubblicitario ----- ----- annuncio pubblicitario -----

La dimensione dell’apertura è regolata da una serie di alette sistemante nel barilotto ed è comandata tramite un motore a sua volta comandato dal corpo macchina. L’apertura del diaframma viene misurata, appunto, in diaframmi:  f/2.8, f/5.9 e così via. Piccoli numeri denotano ampie aperture e viceversa. I numeri che seguono la f non si riferiscono alla dimensione fisica del “buco” bensì alla quantità di luce che passa attraverso di esso..

Un’apertura piccola corrisponde ad una chiusura quasi totale dell’ottica con le alette ben visibili (f/16 o f/18), mentre al contrario con un’apertura grande le alette saranno quasi del tutto nascoste nel barilotto (f/3,2). Ovviamente non avremo mai lo zero dopo la f: le alette non sono le uniche parti a ridurre la luce che giunge al sensore in quanto bisogna anche contare la perdita di luminosità introdotta dall’obiettivo stesso. Insoldoni, in assenza di obiettivo e con la luce che complisce direttamente il sensore, avremmo un valore molto prossimo a f/0.

Un diaframma a 5 lamelle. Esiste di meglio

Come funziona l’apertura

----- annuncio pubblicitario ----- ----- annuncio pubblicitario -----

Quasi tutte le lenti hanno l’apertura massima incisa o stampata su una estremità del corpo. In un obiettivo zoom vedrete due misure come per esempio f/3.5-f/5.9.

Questi due valori rappresentano l’apertura massima e minima, quindi quando la lunghezza dell’obiettivo è al minimo e al massimo (quindi massimo fattore di ingrandimento). Se possibile, ricordatevi di acquistare una lente che presenta quei due valori quanto più bassi possibile: costano tanto ma permettono riprese in condizione di poca luce senza problemi. Per maggiori informazioni, vi rimando all’articolo ad hoc: La priorità di Apertura.

Non usate il diaframma per compensare la scarsa illuminazione

----- annuncio pubblicitario ----- ----- annuncio pubblicitario -----

Cambiare  l’apertura del diaframma ha un effetto drastico sulla quantità di luce che arriva al sensore. In caso di scarsa illuminazione, viene quasi spontaneo aprire maggiormente il diaframma, ma questo non sempre è un bene: oltre a cambiare la quantità di luce che giunge al sensore, infatti, cambia anche la profondità di fuoco e quindi cambia la nostra foto finale.

Usate piuttosto un treppiede ed un tempo di esposizione maggiore per compensare la poca luce.

Utilizzate un’apertura molto ampia per i ritratti

Avete mai osservato gli occhi dei gatti quando sono a caccia? Le loro iridi si allargano al massimo per “concentrarsi” sulla loro preda. Lo stesso avviene nella fotografia: allargando l’iride, pardon, ampilando l’apertura del diaframma dell’obiettivo, ci viene permesso di focalizzare l’attenzione sul particolare che vogliamo fotografare rispetto al resto della scena. Focalizzare l’attenzione significa semplicemente che nella fotografia finale avremo solo il nostro soggetto a fuoco mentre ciò che è dinanzi e ciò che è dietro allo stesso è sfocato: aumentando l’apertura riduciamo la profondità di campo. Una profondità di campo molto ridotta è perfetta per i ritratti, in quanto “isola” il viso del soggetto dal resto della scena. Se possibile, nella ritrattistica, scegliete un’apertura pari a f/1.8 o quella più ampia possibile.

Copyright Guerrero

Utilizzate un’apertura stretta per i paesaggi

Per i paesaggi, al contrario dei ritratti, vogliamo poter vedere a fuoco tutto ciò che appare nella fotografia: ci serve insomma una buona profondità di campo. Al contrario della ritrattistica, questo lo si ottiene impostando l’apertura quanto più stretta possibile, ad esempio f/22.

Copyright Robbrock Italia

f/8: la via di mezzo

I modelli statici e i paesaggi sono facili da inquadrare, e si può definire con largo anticipo e con certezza l’apertura necessaria per ottenere la miglior foto. Ma come fare per la fotografia di reportage, di strada, di matrimoni, battesimi e così via? La prevedibilità è quasi nulla. In queste circostanze, la soluzione migliore è una “via di mezzo”: f/8.

Impostare il diaframma af/8 ci permette di avere un buon equilibrio tra tempi di scatto abbastanza veloci e una buona profondità di campo, il che consente di dedicare più tempo alla composizione della foto. Quando fate riprese in interni senza flash, a seconda delle condizioni di illuminazione, potrebbe essere necessario aumentare la sensibilità (ISO) della fotocamera con f/8 ma attenzione sempre a non esagerare: il rumore è sempre in agguato.

Non dimenticate il bilanciamento del bianco

Quando si utilizza un set di filtri, ricordatevi di agire sul bilanciamento del bianco della fotocamera. Il filtro non sempre infatti è neutro e usare la configurazione base o l’automatico potrebbe creare dei problemi al colore. Passate sul bilanciamento manuale e usate il classico cartoncino bianco per tarare il bianco.

Cosa sono le misure che si trovano sull’obiettivo?

Le lenti sono misurate in termini di lunghezza focale, che descrive in generale l’effetto che hanno sulla luce in arrivo e il modo in cui è focalizzata sul sensore. Una lunghezza focale di 24mm, per esempio, non ha un livello di ingrandimento molto spinto, per cui permetterà di ottenere delle foto molto ampie, “grandangolari”. Una lente con lunghezza focale lunga, come un 240 mm, ha un alto livello di ingrandimento E riempirà il sensore con solo la parte “centrale” del nostro soggetto.

Capire le vere dimensioni dell’obiettivo

A meno che non si abbia una reflex full frame, il sensore della fotocamera sarà più piccolo di un fotogramma di pellicola da 35 mm, il punto di riferimento standard rispetto al quale tutte le lunghezze focali sono dimensionate (a proposito, se andate a controllare la reale dimensione di un fotogramma su di una pellicola, noterete che questo è più grande di 35 millimetri (è 36) in quanto, a sinistra ed a destra, contiene anche il “telaio” del fotogramma stesso).

Per capire come la lunghezza focale indicata su qualsiasi obiettivo influenza le scelte di acquisto, è necessario tener conto del fattore di moltiplicazione necessario per “riportare” la dimensione del sensore del nostro apparecchio fotografico alle dimensoni del fotogramma di pellicola lungo 35mm. Nelle reflex entry level, per esempio, il moltiplicatore è spesso tra 1,5 e 1,7, ma varia tra i produttori e i modelli.

Quindi, se state acquistando un obiettivo per la Canon EOS 600D con il suo sensore 22.3×14.9mm, vi ritroverete con un fattore moltiplicativo pari a 1,6. Vi interessa un obiettivo con lunghezza focale pari a 50mm? Non acquistate allora un obiettivo la cui lunghezza focale è appunto 50mm in quanto la “reale” lunghezza focale sarà 50mm X 1,6 = 80mm. L’obiettivo per voi, quello per la fotografia di ritratto è invece il 35mm , equivalente ad un 56mm (e quindi più prossimo al vero 50mm).

Su una Nikon D5100 che ha un sensore leggermente più grande (23.6×15.6mm), il fattore di moltiplicazione è pari a 1,5: iin questo caso il 50mm sarebbe equivalente ad un 75mm.

Che cosa significa il simbolo ø sulla mia lente?

Nella maggior parte degli obiettivi sono presenti delle misure utili per “inquadrare” l’obiettivo dinanzi al quale siamo. Normalmente sono riportati lunghezza focale ed apertura, ma non manca un ulteriore parametro preceduto dal simbolo”ø”: questo parametro è il dimatreo della vite di montaggio anteriore del nostro obiettivo. Questo valore è fondamentale se abbiamo intenzione di acquistare dei filtri. Controllate questo valore sempre, sia sulla lente che sul copriobiettivo o filtro o estensore che si sta per acquistare.

Se si può comprare un solo filtro

Allora comprate un polarizzatore circolare. Questo è il filtro perfetto per il principiante e permette di modificare anche in maniera sostanziale le fotografie aumentando per esempio il contrasto tra il cielo e le nuvole o semplicemente rendendo più vibrante il cielo nelle vostre fotografie.

Non correre a comprare un filtro skylight

Mettere un filtro trasparente sulla parte anteriore del vostro obiettivo per proteggere la sua superficie sembra una grande idea. Dopo tutto, l’obiettivo è un investimento costoso. Aggiungere un filtro trasparente (uno skylight) evita che la lente prenda colpi, che si sporchi, graffi e così via.  Il problema è che però uno skylight, specie se non è costoso (e quindi di qualità) introduce dei problemi come riflessi, flares e, aggiungendo una lente al complesso dell’ottica, riduce (di poco) la luce che colpisce il sensore. La morale è quindi: se vuoi proteggere la lente spendi e prendi un buono skylight altrimenti lascia perdere.

Filtri ND Circolari

Il filtro polarizzatore: non limitatevi ad usarlo con il cielo

I Filtri polarizzatori sono particolarmente utili per eliminare le riflessioni: usateli sempre quando volete fotografare l’acqua o fotografare attraverso una finestra.

Evitate di impilare troppi filtri

La tentazione di aggiungere più filtri per ottenere risultati diversi è molto forte, ma tenere a mente che ciascun filtro  riduce la quantità di luce che passa attraverso il sistema filtri-obiettivo. Per ottenere i migliori risultati, utilizzare il minor numero di filtri possibile. Magari mai più di uno alla volta.

Cercare obiettivi in cui il controllo dello zoom non modifica l’orientamento del filtro

Ruotare un filtro polarizzatore circolare cambia la forza dell’effetto polarizzante, rendendo il cielo più o meno scuro o chiaro nonché modificando la quantità di riflessione “annullata”. Se si pensa di utilizzare tale filtro, fate attenzione alla lente su cui lo usate: procuratevi delle ottiche in cui ruotando il controllo zoom non ruoti in contemporanea anche la lente e quindi il filtro ad esso avvitato. Se non avete scelta, impostate per primo lo zoom e regolate il filtro in seguito, facendo attenzione a non far perdere il fuoco alla lente.

Messa a fuoco automatica o manuale?

Buona psrte degli obiettivi è dotato di un motore per la messa a fuoco (o obiettivo o corpo macchina per essere precisi).  L’uso della messa a fuoco automatica consente di premere un pulsante per ottenere il fuoco giusto sull’inquadratura che ci interessa, ma la messa a fuoco manuale è spesso più conveniente in casi in cui si vuole creare mettere a fuoco qualcosa che non sia il soggetto principale o nel caso di oggetti che si muovono a grande velocità: in questi ultimi casi il motore di messa a fuoco potrebbe generare più danni che altro.

scatta e muovi rapidamente lo zoom…contemporaneamente

Se state riprendendo un oggetto statico, potete aggiungere un po’ d’interesse usando lo zoom durante lo scatto ed utilizzando  un tempo di posa abbastanza lungo (si può fare solo con uno zoom manuale, ovviamente. L’effetto finale sarà quello di un “tunnel” o più genericamente verrà dato un senso di movimento all’intera fotografia. Ovviamente occorre provare più volte prima di poter ottenere un risultato realmente interessante.

Copyright Dave Brightwell

Trucchi da Macro fotografia

Gli obiettivi macro dedicati alla macrofotografia sono costosi, ma si può rapidamente e facilmente “trasformare” il nostro obiettivo tradizionale usando delle lenti aggiuntive di ingrandimento. Non sono una soluzione perfetta in quanto fanno diminuire la quantità di luce che l’obiettivo riceve , ma per delle foto occasionali sono molto efficaci, di facile reperibilità e di basso costo. Cercando su eBay, per sempio, è facile imbattersi in un set di lenti a meno di 15€. Ovviamente la qualità non ha senso in questo caso: si tratta di vetro non di primissima qualità e se dovessimo spendere tanto per questi ingranditori, tanto vale comprare un obiettivo dedicato.

imparate a conoscere la zona di messa a fuoco

Imparate ad usare la zona di messa a fuoco del vostro obiettivo alle differenti aperture: questo può sicuramente aiutare a scattare ottime foto  e a minimizzare gli errori e le foto da buttare via. Aperture focali più ampie forniranno un’ampia zona di messa a fuoco, aperture focali più piccole forniranno zone più limitate: imparate a capire ad “occhio” dove cominciano e finiscono queste zone in modo da capire quanto potete muovervi e come fare per ottenere effetti particolari quali l’effetto bokeh.

Foto di gamma man

Usate un obiettivo a lunghezza focale fissa

Le fotografie scattate con un obiettivo a lunghezza focale fissa vi farà pensare più attentamente su come gestire la composizione, su come  inquadrare un soggetto per raccontare qualcosa di lui o di esso. Un obiettivo del genere permette di ottenere, in aggiunta alla maggiore creatività, anche una definizione migliore e una maggior quantità di luce che colpisce il sensore a “causa” delle poche lenti che costituiscono l’obiettivo.

Risparmiare denaro optando per un sensore più piccolo

Tecnicamente è possibile risparmiare optando per un sensore più piccolo in quanto sarete in grado di acquistare lenti meno costose (le lenti per sensori half frame sno fisicamente più piccole e quindi più economiche). Ovviamente vi portereste dietro tutti i poblemi relativi al sensore più piccolo, ma se il costo del tutto è il vostro problema principale, un piccolo sensore è l’unico modo per risparmiare senza dover comprare degli obiettivi scadenti.

Comprendete la temperatura del colore

I colori o il  “livelli di luce” sono misurati utilizzando la scala Kelvin. Per ottenere i migliori risultati, cercate luci da studio con una temperatura di circa 5.500K-6.000K al fine di emulare la luce del giorno. Le lampade con una temperatura di colore più bassa tendono a colorare la scena di “azzurro” mentre ad una temperatura più alta di “giallo”.

Migliorate l’illuminazione con un foglio di carta.

Se non volete o potete acquistare delle luci da studio, potete comunque migliorare l’illuminazione utilizzando un banalissimo foglio di carta o di alluminio (tipo il domopack). Sistemate questo foglio dalla parte opposta della fonte luminosa per ottenere il “rimbalzo” dei raggi luminosi e la conseguente illuminazione della zona che altrimenti sarebbe del tutto in ombra. Se volete essere professionali, acquistate un riflettore, su ebay lo si trova anche a meno di 10€.

Investire in un paio di luci a basso costo

Se si vogliono fare molte fotografie di interni, investite in un paio di luci da studio a basso costo. Compratene almeno una coppia, complete di treppiede e riflettori per dirigere la luce. Optate per luce continua piuttosto che le unità flash, in quanto sono meno costose, facili da usare e ideali per i principianti in quanto non c’è bisogno di fare scatti di prova per vedere come le ombre “cadono”. Nel mio caso ho acquistato due lampade da esterno della Beghelli a basso consumo. 20 Watt ciascuna con riflettore interno argentato.Mancano le alette direzionali, ma è stato facile realizzarle con un po’ di cartone ed un paio di forbici. Ogni lampada mi è costata ben 18€, direi soldi ben spesi

Acquistate un light box – ma non spendete più di 20€

Ridurre al minimo le ombre del nostro studio è fondamentale per una buona riuscita degli scatti fotografici che abbiamo in mente: un light box è l’ideale. Sistemate le luci davanti ai cinque lati della scatola e controllate che tutte le ombre siano state definitivamente cancellate. Non spendete una fortuna per acquistarne uno: 20€ sono più che sufficienti, sempre che non vogliate cimentarvi nella creazione del vostro light box personale.

Utilizzare l’esposimetro interno

Se non si dispone di un esposimetro, utilizzare la modalità automatica della fotocamera per valutare le impostazioni ottimali. Una volta conosci i parametri “giusti” (tempi e apertura diaframma), passate in manuale e replicateli. Quindi aggiustateli in modo da ottenere il risultato che più vi aggrada. Questo vi farà risparmiare un mucchio di tempo.

Alzati presto, coricati tardi

La fotografia è “dipingere con la luce”. La luce è ciò che dà il contrasto le immagini, forma e consistenza, e spesso la luce migliore è quella che illumina i due “estremi” della giornata, quando il sole è basso nel cielo (alba e tramonto). In questi momenti della giornata si hanno  ombre più lunghe, più estreme, e la luce permette di raccogliere piccoli dettagli e texture che con il sole allo zenit potrebbero non essere catturati.

Gli scatti nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio permetteranno di ottenere risultati molto più interessanti di quanto si potrebbe ottenere a mezzogiorno.

Alba dal Col di Lana

Osservate la regola dei terzi

Le immagini più esteticamente gradevoli sono quelle in cui i soggetti sono allineati con i punti relativi all’intersezione delle tre righe verticali e orizzontali o allineati con le righe stesse. Gli orizzonti per esempio allineati con la riga superiore o inferiore, le persone sulla riga a sinistra o a destra. Allo stesso modo, se si sta facendo un primo piano, posizionate gli occhi in corrispondenza delle intersezioni.

Alcune fotocamere offrono la possibilità di visualizzare una griglia sovrapposta sul display LCD posteriore o nel mirino ottico (per le reflex) per aiutare allineare i soggetti in tal senso. Se il vostro appearecchio lo permette, usate sempre la griglia per comporre la vostra fotografia.

La griglia dei terzi

Non siate succubi del sole

L’utilizzo delle impostazioni automatiche per scattare guardando il sole farà in modo che il vostro soggetto sia scuro (probabilmente otterrete una silhouette). Di contro, scattando una foto con il sole alle spalle potrebbe rendere troppo chiara la fotografia. Passate al manuale, alla prioirità di tempi o di diaframma e bilanciate il bianco: la differenza potrebbe essere abissale. Nel caso della silhouette, per esempio, cambiate il modo di misurazione delle luce passando a “spot” e “puntando” il soggetto: migliorerete di parecchio. Ed usate il flash: in questo caso annullerete del tutto l’effetto silhouette.

Evviva una giornata grigia

Non lasciate che un giorno nuvoloso scoraggi l’uscita fotografica. Una una giornata nuvolosa  è la giornata perfetta per ottenere una luce morbida naturale e quindi è perfetta per le riprese di piante, fiori e foglie in quanto attenua i contrasti. Una giornata nuvolosa consente alla fotocamera di ottenere un’esposizione più equilibrata e quindi mettere in evidenza i colori dei petali, le venature delle foglie e così via.

Esposizione e fuoco al prima di tutto, quindi l’inquadratura

Premendo a metà corsa il pulsante di scatto, sistemerete le impostazioni di messa a fuoco e l’esposizione per lo scatto che volete effettuare. Premendo del tutto, farete la vostra foto. Usate questa caratteristica per migliorare la vostra foto: premete il pulsante di scatto a metà corsa per bloccare le impostazioni e quindi, senza rilasciare il pulsante, ricomponete l’inquadratura per allineare i soggetti utilizzando la regola dei terzi.

Mirate agli occhi

Quando si fotografa una persona, ricordatevi sempre di mettere a fuoco gli occhi. Non preoccupatevi se altre zone non lo sono (e non potete correggere), fate sempre in modo che gli occhi siano perfettamente nitidi e messi a fuoco. Non importa quale sia la profondità di campo e di come si sfocato il resto dell’immagine.

Ritratto con luce naturale
Ritratto con luce naturale. Copyright lunalibera

Viaggiare senza un treppiede: suggerimento 1

portarsi un treppiede quando si va in vacanza è un ottimo modo per catturare bellissimi momenti, comprese fotografie notturne o con scarsa illuminazione. Se però siete a corto di spazio ed un treppiede vi ingombra troppo, ci sono alcuni trucchetti che possono aiutarvi a “bilanciare” la mancanza del sostegno.

Sistemate la fotocamera da qualche parte, in modo che sia il più assicurata possibile (tra due rami, su una panchina, ecc). Disattivate il flash e impostate la velocità dell’otturatore a due secondi o più.

Quindi impostate il timer automatico, e premete il pulsante di scatto. Allo scadere del conto alla rovescia, qualsiasi movimento residuo causato dalla vostra mano dovrebbe essersi esaurito, e dovreste essere in grado di ottenere un ottimo risultato. Ovviamente, mancando il treppiede, sarete costretti a non scegliere l’inquadratura affidandovi a ciò che la “natura” (o la città) offrono intorno a voi.

Viaggiare senza un treppiede: suggerimento 2

Createvi il vostro treppiede in situ. Prima di tutto procuratevi la vite necessaria per avvitare il treppiedi stesso alla macchina fotografica (un vecchio cavalletto o comunque in qualunque negozio di bricolage, tanto è una vite da un quarto di pollice molto comune).

Praticate quindi un foro nel tappo di una bottiglia da 500ml, fateci passare la vite e fissatela all’interno del tappo con della colla o con un bulloncino. Quando siete in giro non dovrete fare altro che prendere la bottiglia dalla quale avete bevuto l’acqua, togliere il suo tappo e mettere il vostro. Riempite la bottiglia di acqua o di sabbia prima…in questo modo gli darete la stabilità necessaria. Ed ecco fatto il vostro cavalletto di emergenza.

  • Viaggiare senza un treppiede: suggerimento 3

Non è sempre possibile trovare una superficie piana su cui appoggiare la propria fotocamera. Oppure il vostro obiettivo è troppo pesante per far si che la macchina sia stabile e “punti” nella giusta direzione. La soluzione è comunque a portata di mano e quasi gratuita: usate i fagioli.

O meglio, un sacchetto pieno di fagioli. Cento grammi di fagioli sufficientemente piccoli in un sacchetto sono perfetti: potrete sistemare il sacchetto per terra, su di un merlo di un castello, su di un ramo e quindi posizionarci sopra la macchina, adattando la forma del sacchetto stesso alle vostre esigenze.

  • Usate i modi di scatto predefiniti

Non dimenticate che la fotocamera sa meglio di voi come utilizzare le proprie impostazioni per creare effetti speciali. Non abbiate paura di utilizzare le modalità di ripresa predefinite per applicare degli effetti quali il bianco e nero o high-key. Se possibile, impostate la fotocamera per salvare le immagini sia in RAW che JPEG: in questo modo avrete sia la versione “pulita” che quella modificata dalla macchina fotografica.

  • Autoritratti: non allungate il braccio!

Gli autoritratti sono l’ideale per catturare ricordi delle vacanze, ma se non riuscite a trovare un posto adatto per sistemare la macchina fotografica, l’unico modo possibile per fare lo scatto è quello di tenere la fotocamera a distanza con il braccio teso e premere il pulsante di scatto . I risultati sono raramente interessanti.

Investite invece in un buon monopiede e utilizzate questo per tenere la fotocamera lontano da voi, tenendo anche le mani in una posizione più naturale. Usate l’ autoscatto ovviamente!

  • Utilizzare la modalità raffica quando fotografate gli animali domestici

Gli animali domestici sono imprevedibili, quindi non aspettate che si mettano in posa. Non attendete di aver attirato la loro attenzione ma cominciate a scattare. Usate la fotocamera in modalità burst e iniziate a scattare mentre cercate di attirare la loro attenzione. Alla fine, tra le decine di foto, sicuramente ne troverete una che si avvicina alla vostra idea iniziale.

  • Come fotografare l’acqua in movimento

Usando tempi di posa brevi riuscirete sicuramente a catturare l’immagine di una cascata, ma otterrete un risultato di gran lunga più interessante usando tempi di posa più lunghi. Per far ciò senza sovraesporre l’immagine, riducede al massimo gli ISO (di solito circa ISO 100 o ISO 80) e utilizzate un filtro a densità neutra (ND) o, se non si ha un filtro, compensate l’esposizione al livello più basso (di solito-2EV,-3 EV o-5 EV).

Montate la fotocamera su un treppiede, premete a metà il pulsante di scatto per fissare la messa a fuoco e l’esposizione, quindi premetelo fino in fondo per scattare la foto facendo attenzione a non muovere la fotocamera (usate un telecomando o l’autoscatto). Ci vorrà un po’ di pratica per riuscire ad ottenere un buon risultato, quindi non lasciatevi scoraggiare se non si otterrà una buona fotografia al primo colpo.

cascata delle Marmore
  • Come fotografare i fuochi d’artificio

Spesso, anche con le lenti più potenti, i fuochi d’artificio sono difficili da fotografare. Di default, impostate la sensibilità a ISO 100 e la compensazione a 0 EV in modo che non si vada a schiarire il cielo (ci serve nero).

Montate la fotocamera su un treppiede e impostate la velocità dell’otturatore ad almeno 8 secondi. Fissate lo Zoom in modo che i fuochi d’artificio riempiano la scena (ovvio, dovete indovinare dove andranno ad esplodere). Fare attenzione a non far oscillare la fotocamera durante l’esposizione o vi ritroverete con risultati sfumati: evitate anche di premere manualmente il pulsante di scatto ma usate un telecomando. Se tutto va bene, il risultato dovrebbe essere nitido e dovreste aver catturato un bel po’ di scie luminose.

Foto di Robert Park
  • Non fotografate oggetti in velocità standogli dietro o davanti

Non è per nulla facile catturare soggetti molto veloci se questi vengono verso di voi o si allontanano da voi. Se state fotografando in pista, posizionatevi di lato in modo che l’oggetto (la macchina o il corridore) passino attraverso il vostro campo visivo.

  • Focus sui dettagli

Quando una scena è semplicemente troppo grande per essere contenuta tutta dentro un’immagine, concentratevi su dei dettagli che rendono quella scena particolare, unica. Una fotografia astratta, per esempio un particolare di una vetrata, può dire molto più della veduta d’insieme di tutta una chiesa.

  • Focus sul soggetto in movimento: panning

Se si vuole dare l’impressione di velocità nelle immagini, usate il panning. Impostate un tempo di scatto piuttosto lento – 1/125 di secondo o inferiore – e quando il soggetto è nell’inquadratura muovete la machcina fotografica “accompagnandolo”: in questo modo otterrete il soggetto a fuoco mentre il fondo sarà totalmente fuori fuoco e mosso. Ovviamente ci vuole pratica per ottenere dei buoni risultati.

Vi siete mai chiesti perché le fotocamere di fascia alta hanno sempre avuto un numero di megapixel relativamente basso (soprattutto se rapportato alla dimensione del sensore) mentre tra le compatte c’è la gara a chi ne ha di più? Molti costruttori di fotocamere continuano a stipare 16, 24 e più megapixel su minuscoli sensori tutto a discapito di rumore e soprattutto assenza di luce. Pagate per la qualità, non la quantità ricordando che 10 megapixel sono abbondanza per fare delle stampe fotografiche in formato A3!

  • Riflettete. Sempre

Sei giorni di pioggia consecutivi? Non perdete le opportunità offerte dalle pozzanghere. Utilizzate i riflessi ove possibile, sono in grado di stravolere completamente la scena iniziale creando un effetto molto spesso unico e particolare.

  • Flickr: il tuo assistente personale

Sconcertato da numeri e le statistiche delle macchine fotografiche? Indeciso cosa acquistare? Se non vi è possibile mettere le mani su una macchina fotografica per provarla prima di acquistarla, date almeno uno sguardo agli scatti che produce. Flickr memorizza i metadati per ogni scatto fatto con una fotocamera digitale per cui vi sarà facile individuare quel particolare modello di apparecchio e vedere come si comporta.

  • Non risparmiare sulla memoria

Acquista le schede di memoria più veloci che vi potete permettere: dovete ridurre al minimo il tempo necessario per memorizzare ogni scatto sulla memoria esterna. Più veloce è la memoria, prima sarà svuotata la memoria interna e più scatti in sequenza sarà possibile fare.

Le memorie esterne sono organizzate per velocità utilizzando un semplice numero, pari al numero di megabyte che la scheda può memorizzare al secondo. La fotocamera sarà in grado di scrivere su una scheda di classe 4 fino a 4Mbps, e su una scheda di classe 10 fino a 10MBps. Schede più veloci sono più costose ovviamente.

  • La dimensione è davvero tutto

Pensate attentamente a come dimensionare le vostre memorie: una sola memoria grande è pratica in quanto potrete mettere tantissime foto lì sopra e non avrete il problema di doverla cambiare o conservare. Ma in caso di corruzione della scheda, perderete tutto: in tal caso è meglio avere più schede di taglio inferiore: una volta riempita e messa via, correrete sicuramente meno rischi.

  • Sostituisci le tue schede ogni paio d’anni

Le schede di memoria non hanno parti in movimento, ma ciò non significa che non si usurano. Al contrario, ogni scheda ha una sua durata, ed ogni volta che si scrive o si elimina qualcosa su di essa si accorcia quella durata. Se non si vuole rischiare di perdere le foto, sostituite le schede, soprattutto se le usate frequentemente, ogni paio di anni.

  • Rompete le regole

Siate veramente originali. Ignorate la regola dei terzi. Fotografate a mezzogiorno. Riprendete immagini sportive con tempi di posa lenti per ottenere foto mosse. Qualunque cosa facciate, cercare di rendere le vostre foto uniche e diverse dalla massa. Non copiate le foto degli altri ma inventate!