Il Sistema Zonale di Ansel Adams

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Ansel Adams (1902 – 1984) è un famoso fotografo-scienziato che per primo definì una teoria scientifica sull’esposizione e sull’ampliamento della capacità di registrazione dei toni nelle pellicole chiamato semplicemente sistema zonale (Zone System).

Per quanto questo sistema sia legato a doppia mandata con le pellicole fotografiche, ancor oggi alcuni fotografi considerano la scala di Ansel Adams come un punto di riferimento anche nella fotografia digitale. L’obiettivo per cui il  Sistema Zonale è stato ideato è ottenere, nella fotografia finale, la massima scala tonale possibile con quindi dettagli visibili sia nelle ombre che nelle luci.  Il sistema zonale parte dal presupposto che il fotografo è in grado di calcolare l’esposizione “significativa” e “centrale” di una scena che sarà il punto centrale (V) della scala di Ansel Adams, composta da 11 (da 0 a X) differenti step ( o meglio, stop).

Sistema Zonale di Ansel Adams
Sistema Zonale di Ansel Adams
  • Zona 0 corrisponde al nero. Nessuna trama distinguibile. Corrisponde al al valore 0degli istogrammi digitali.
  • Zona 1 Piccolo cambio di tonalità rispetto alla zona precedente ma ancora  nessuna trama distinguibile. Corrisponde al al valore 26 degli istogrammi digitali.
  • Zona 2 Levi tracce di trama. Corrisponde al valore 51 degli istogrammi digitali.
  • Zona 3 Zona corrispondente a materiali scuri o poco riflettenti. I soggetti cominciano a presentare buone forme di dettaglio. Corrisponde al valore 76 degli istogrammi digitali.
  • Zona 4  Fogliame scuro, pietre scure, o zone in ombra. Corrisponde al valore 103 degli istogrammi digitali.
  • Zona 5 Grigio medio (cartoncino Kodak di riferimento – riflettanza al 18%), paragonabile a carnagioni scure o pietre grigie. Corrisponde al valore 128 degli istogrammi digitali.
  • Zona 6 Valore medio della pelle delle popolazioni europee, pietre chiare. Corrisponde al valore 152 degli istogrammi digitali.
  • Zona 7 Carnagione molto chiara, neve liscia con illuminazione laterale. Corrisponde al valore 178 degli istogrammi digitali.
  • Zona 8 Bianchi con trama e sfumature delicate, neve con tracce superficiali, alte luci su pelle normale.  (ultima zona utile al fine compositivo) Corrisponde al valore 205 degli istogrammi digitali.
  • Zona 9 Bianco senza trama superficiale, ultima differenza con il bianco puro. Corrisponde al valore 230 degli istogrammi digitali.
  • Zona 10 Bianco puro, nessuna trama. Corrisponde al valore 255 degli istogrammi digitali.

Come accennato prima, ogni zona equivale ad uno stop. Lo Stop, nell’ambito della fotografia, equivale ad un passaggio di diaframma completo o al raddoppio/dimezzamento del tempo di scatto (Se andiamo a sovraesporre o sottoesporre una fotografia di uno stop, non facciamo altro che spostarlo in una zona limitrofa).

Il Sistema Zonale,ricordiamo, non tiene conto del valore luminoso reale della nostra scena MA fa riferimento al valore ottenuto sulla fotografia una volta scattata. Nella foto di seguito, possiamo notare come tutte le zone della fotografia siano riconducibili ad una delle 11 zone della scala di Ansel Adams.

Sistema Zonale di Ansel Adams
Le “Zone” di una foto

Il Sistema Zonale si basa sulla capacità dell’occhio umano di vedere le luci e sulla sua latitudine di posa ( pari a circa 12 stop,  appena uno più di quanto definito dalla scala di Ansel Adams). Il sistema di Zonale, in pratica, non fa altro che “comprimere” i toni della scena tramite un particolare processo chimico (ovviamente nell’analogico – vedi l’esempio di sotto): per far si che il tutto “funzionasse” e che la scala dei toni fosse la più larga possibile, era necessario  esporre per le ombre e sviluppare per le luci. Questo perché un sovrasviluppo incrementa le luci ma poco le ombre, un sottosviluppo attenua le luci ma non incideva sulle ombre.

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E nel digitale? come accennato, c’è chi applica il sistema zonale alla lettera, anche se tecnicamente ha più senso  esporre per le luci (e quindi  lavorare in postproduzione sulle ombre)

La nostra foto straborda: come fare?

Se la nostra foto ha un problema di toni (troppe zone chiare o troppe zone scure) abbiamo un problema che possiamo però provare a correggere. Supponiamo di avere una scena con una latitudine di posa molto ampia come una scena di montagna con in primo piano una casa dai muri bianchi illuminata dal sole ed una porta scura . L’esposimetro della nostra macchina puntato sulla porta ci riporta f/8 e 1/30. Lo stesso esposimetro, puntato sul muro, ci restituisce f/32 e 1/30 (ovviamente stiamo operando in priorità di tempi). La porta è il nostro obiettivo principale quindi quello da sistemare in zona V. Gli stop di differenza sono 4, il che significa che il muro ricade in zona IX, una zona priva di dettagli.

Sistema Zonale di Ansel Adams

Se scattassimo questa foto, perderemmo ogni dettaglio sul muro, il che non va bene. Ovviamente se facessi il contrario, ovvero utilizzassi il muro come elemento cardine, perderei le informazioni di dettaglio della porta. Come si risolve il problema?

Ansel Adams introdusse il concetto dello sviluppo differenziato introducendo il suffisso N+ ed N- in funzione delle modifiche introdotte sui bagni di sviluppo.  In fase di sviluppo e quindi nei bagni di sviluppo,è più facile intervenire sulle zone più colpite dalla luce (nel negativo quelle più scure).

Il nostro obiettivo è far si che che il muro ricada nella zona VII, quindi a solo due stop dalla zona della porta. Ne deriva che

ZONA [IX] – ZONA [VII] = -2 Zone = -2 f-stop

Questo valore viene rappresentato con il suffisso N-2 (comprimo di due stop) ed indica il valore con cui devo andare a modificare il tempo di sviluppo nel bagno chimico: in questo caso dovrò accorciare di due unità il tempo complessivo “standard” di sviluppo della fotografia (quello indicato con N+0 o N-0).

Riassumendo con un grafico, ecco cosa stiamo facendo sulla nostra foto:

Sistema Zonale di Ansel Adams

In pratica, con il sistema introdotto da Ansel Adams, le alte luci vengono riposizionate nella scala zonale mentre le luci di “riferimento” (quelle della porta) rimangono ferme in zona V. Ciò che avviene è una contrazione del contrasto ed è una diretta conseguenza di come la pellicola reagisce al reagente chimico usato per svilupparla: le aree sul negativo a più elevata densità (quelle più scure) vengono interessate dai tempi di sviluppo maggiormente delle Zone a bassa densità (quelle più chiare).

La stessa operazione può essere fatta “al contrario” ovvero su fotografie dove abbiamo delle zone troppo scure (zona II) rispetto a quella di riferimento. In tal caso la correzione è al contrario e si va ad allungare il tempo di sviluppo di N+2.

Attenzione ovviamente che non è, in fin dei conti, solo quella zona a modificarsi: a seconda della pellicola usata si hanno differenti reazioni più o meno marcate. Per grosse linee possiamo ipotizzare questo tipo di comportamento al variare di N+ o N-:

Sistema Zonale di Ansel Adams

Come si rapporta il sistema zonale con la fotografia digitale?

Con un semplice calcolo matematico è possibile rapportare la scala di grigi della fotografia digitale alla scala Zonale di Ansel Adams in modo da avere questa situazione:

Sistema Zonale di Ansel Adams

Per ogni differente zona si ha una percentuale di grigio del digitale (dato dalla combinazione dei tre colori primari, Red, Green, Blue). La zona V corrisponderà al grigio 50%.  Usando questa scala (occhio, parliamo di foto in bianco/nero) possiamo operare sulla “sviluppo” della fotografia (in tal caso di post processing tramite programmi quali photoshop) in modo da bilanciare con precisione le varie zone  dell’immagine in modo da  ottenere il massimo dettaglio dalle luci e dalle ombre.

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Fondatore di Fotografare in Digitale, ho sempre amato il mondo della fotografia e la possibilità di catturare un momento, un attimo, una sensazione tramite un semplice scatto. Nato come fotografo per caso quando misi le mani sulla mia prima Nikon D1, ho ampliato le mie conoscenze ed esperienze fotografiche, decidendo quindi di condividerle con chiunque fosse interessato alla fotografia. Sono un fotografo amatoriale di buon livello e continuo imperterrito a girare per le città con la fedele Nikon (ora una D800) appesa al collo.