Come fare fotografia sportiva: qualche consiglio

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Foto di G. Fuccella

Per gli appassionati di sport, non c’è niente di più emozionante che ammirare gli atleti giocare il loro gioco. La vista del terreno di gioco, del campo di golf, l’emozione, l’attesa. Tutto questo, combinato con la fotografia digitale, è in grado di fornire qualche incredibile opportunità fotografica. Tuttavia non ci si deve limitare semplicemente a puntare la fotocamera verso il campo, l’atleta o l’attrezzo e scattare. La fotografia sportiva è decisamente più complicata.

La fotografia digitale sportiva può essere molto impegnativa, soprattutto per il movimento che è sempre presente. Per riuscire, è necessaria una buona pianificazione, qualche regola pratica e un po’ di esercizio.
Di seguito, riporterò alcuni semplici consigli per ottenere fantastici scatti sportivi.
Per prima cosa, bisogna conoscere la propria fotocamera digitale. E sapere dove mettere le mani, possibilmente nel minor tempo possibile.

Dove ci sistemiamo?

Non siamo fotografi accreditati, quindi difficilmente avremo un posto in prima fila o a bordo campo.Ma ciò non significa che dobbiamo fare le fotografie dall’ultimo posto degli spalti: esistono molte posizioni, anche allo stadio, che vengono scartate dai tifosi in quanto manca la visione d’insieme. E questi punti sono quelli che dobbiamo prendere in considerazione: siamo all’evento per fare delle foto, non (solo) per gustarcelo. Sistemarsi per esempio in un angolo magari non ci permetterà di vedere un goal in una partita di pallanuoto…ma ci permetterebbe un primo piano del portiere.

C’è anche un altro sistema, spesso usato negli ippodromi: sistemate la camera a bordo pista (magari con un Kensington per non farvela portar via…) e attivatela da lontano con un telecomando remoto. Non molto pratico, ma potreste fare delle foto uniche e dal punto di vista inusuale.

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Tempi di posa

Come per tutti gli oggetti in movimento, se vogliamo cogliere “congelare nel tempo” l’azione, dobbiamo utilizzare una modalità di scatto molto rapida. Più veloce è il movimento maggiore deve essere la velocità dell’otturatore. Più è alto il fattore di zoom o più siamo vicini all’azione, maggiore è il movimento relativo e quindi maggiore deve essere la velocità di scatto. Tradizionalmente, quando si vuole fotografare qualcosa in movimento, bisogna sempre settare la velocità di scatto in modo che sia superiore a quella del soggetto da fotografare.

Per esempio, se avete un disco scorrevole sul ghiaccio o abbiamo un atleta in procinto di fare un tuffo dovrete utilizzare due differenti velocità di scatto in quanto differenti sono le velocità dei due “oggetti”. E qui entra in gioco un altro problema, ovverosia la luce: più è veloce il tempo di scatto, più luce ci serve. Nel caso del disco, per esempio, siamo fortemente aiutati dal ghiaccio che funge da fonte luminosa, permettendoci di velocizzare ulteriormente il tempo di scatto rispetto ad una superficie non riflettente.

Un tempo di posa molto veloce, nel campo della fotografia digitale, è inferiore a 1/500 di secondo. Per il movimento ad alta velocità si può prendere in considerazione una velocità di scatto ancora più veloce, fino al 1/1000 di secondo o superiore, se la vostra macchina ve lo consente.

Se avete intenzione di fotografare una Formula 1 in pieno rettilineo dagli spalti, beh…ricordate che vi serve un tempo decisamente spinto, possibilmente un 1/8000.

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Altro esempio: se una palla da tennis va a 145 chilometri all’ora, usando una velocità di scatto di circa 1/4000 ci permetterà di ottenere la foto di una palla sospesa in aria. Se invece vogliamo catturare il movimento fisico del tennista che colpisce la palla o di un calciatore, possiamo cominciare a lavorare da una velocità dell’otturatore di 1/500.

Una semplice regola che possiamo usare per “fissare” la nostra velocità di partenza è questa: la minima velocità di scatto a mano libera  è pari a UNO diviso la lunghezza focale in uso. Nel caso di un obiettivo da 50mm, la velocità minima di scatto è 1/50 di secondo. con  una focale da 300mm, la velocità di scatto dovrebbe essere almeno di 1/300  e così via.

La situazione si complica con obiettivi lunghi, dove la velocità di scatto è talmente rapida da rendere “difficile”, a mano libera, cogliere l’attimo giusto. Supponiamo di essere a bordo pista. Un atleta impiega 1 secondo per attraversare il nostro campo visivo quando lo inquadriamo con un 50mm. Se passiamo a un 500mm, il tempo di attraversamento si riduce ad un decimo, quindi 1/10 di secondo: lo stesso nostro respiro farebbe ondeggiare l’obiettivo e perderemmo l’attimo. La soluzione in questi casi, è applicare il panning. Seguiamo il soggetto con l’obiettivo, in questo modo riusciremo ad “allungare” il tempo in cui il soggetto è nella nostra scena, semplificandoci il lavoro.

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occhio alla velocità di scatto
Come accennato prima, bisogna tenere presente che una velocità di scatto alta corriponde a minor luce che colpisce il sensore, per cui in alcune situazioni (no, il flash non si può usare) potrebbe essere necessario aumentare la sensibilità ISO. Nessun problema se la scena è ben illuminata. Ma cosa succede se si sta fotografando in un ambiente chiuso dove la luce non è sufficiente? O un evento notturno? Nella maggior parte dei casi, uno stadio coperto durante la notte sarà ben illuminato, ma ciò non assicura una foto eccellente.
Se si dispone di unminusratore di luce o anche semplicemente tramite gli istogrammi della nostra reflex, possiamo farci un’idea della luce che ci circonda e quindi regolarci di conseguenza: ridurre la velocità di scatto o, se non è possibile farlo, modificare gli ISO per compensare la scarsa luminosità della scena.
Nella fotografia sportiva, arrivare a fotografare ad ISO 400 o superiore non è un dramma: certo il rumore purtroppo aumenta, ma anche a questo, in post produzione, possiamo provare a metterci una pezza. Software di  post editing come Noise Ninja ci potrebbero aiutare non poco.
Insomma, anche in questo caso è l’esperienza a farla da padrone: provate a scattare ad ISO più alti, financo a 1600 e valutate, a freddo, il risultato. Avrete fatto esperienza per la prossima volta e saprete fin dove potete spingere la vostra attrezzatra.

Profondità di campo

Le foto vengono quasi tutte scattate con la massima apertura di diaframma possibile: questo permette, tra le altre cose, anche di ottenere un netto stacco tra il soggetto fotografato e lo sfondo (più l’apertura aumenta, meno profondità abbiamo, più il soggetto è lontano dallo sfondo più sfocato sarà quest’ultimo). Ovviamente non sempre questo è possibile e non si riesce ad isolare a pieno il soggetto della nostra foto (come nell’esempio del calcio dove pali e spettatori sono ben distinguibili). In casi del genere si usa spesso la post-produzione.

Modalità Burst (scatto continuo)

Nella fotografia sportiva è una delle modalità più usate. Questa modalità di scatto continua ci permette di ottenere una sequenza di immagini in rapida successione: le probabilità di centrare il vostro soggetto nella foto aumentano…e lo spazio sulle memory card non è un problema se vi siete premuniti prima di recarvi all’evento. Alcune fotocamere, anche compatte, permettono di fotografare 3 fotogrammi al secondo, mentre le reflex full frame si spingono a circa 12/15 fotogrammi al secondo. Addirittura ora esistono compatte, quali la Nikon 1 (si è una compatta) che permettono i 60 fotogrammi al secondo.

Obiettivo

che zoom!
Non ha senso avere una scena con un’illuminazione perfetta, l’azione perfetta…ma i giocatori grandi come puntini! Avete bisogno di un buon obiettivo tele. Come anticipato in precedenza, l’uso di un tele o dello zoom in generale ci costringe a ridurre il tempo di scatto…oltre a togliere ulteriore luce alla scena

Molte foto sportive vengono realizzate con un  tempo di posa molto veloce e con f/2,8: usando un teleobiettivo sportivo (quindi con f basso) si riescono ad ottenere quelle foto dove in primo piano abbiamo l’atleta messo a fuoco mentre lo sfondo è totalmente fuori fuoco. Certo, questo tipo di effetto lo si può ottenere anche con un tele normale…ma più è potente, meglio è (avete presente i teleobiettivi usati dai reporter di fianco ai campi di calcio?).

Ovviamente, se disponete solo dell’obiettivo standard, avrete f/5,6 come valore più basso: non preoccupatevi, va bene lo stesso. Predilegete però eventi all’aperto e con sole: in questo modo potete usare tempi molto brevi (al coperto avreste poca luminosità).

Composizione

Scatto in verticale o in orizzontale? Lo scatto in orizzontale è preferibile. Non c’è una regola fissa ovviamente, tenete sempre a mente per quale motivo state fotografando: una rivista potrebbe richiedere foto da mettere in articoli, quindi orizzontali. Se è per vostra passione e basta, ricordatevi la forma del vostro monitor….La regola dei terzi vale anche per questo tipo di fotografia, anche se va adattato: se un corridore va da sinistra verso destra, ha più senso usare la regola dei terzi al contrario, ovvero lasciarsi il soggetto a sinistra. Lasciate in pratica più spazio nella direzione del movimento.

Il lato artistico

Il lato artistico, nella fotografia sportiva, conta tantissimo. Ma soprattutto, non limitatevi a fare le foto delle azioni, ma fotografate lo sforzo agonistico, magari anche la parte post-sforzo. Genera molte più emozioni un corridore che rifiata, con i rivoli di sudore che lo stesso corridore mentre corre.
Il colombiano Victor Ibarbo

Ma anche qui, è una questione di gusti e soprattutto di tempo e prove.